È partito da Bibione il Vasco live 2024: la scaletta è un tuffo nella storia

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vasco live bologna

Il Vasco live 2024 è partito da Bibione con i due appuntamenti ormai diventati classici (soundcheck riservato agli iscritti al fan club e data zero), ed è il caso di urlare un liberatorio “finalmente”.
Finalmente perchè, come dice lo stesso Vasco dal palco, è arrivato giugno, e con esso i concerti. Ma finalmente soprattutto perchè la scaletta viene profondamente rivista, andando a pescare a piene mani nel repertorio storico del Blasco.
Sono infatti solamente due le canzoni degli ultimi 15 anni di carriera, quelli del Kom: l’ultimissima, Gli sbagli che fai, presentata dal vivo per la prima volta, e Se ti potessi dire.

Sul palco con Vasco la stessa band dello scorso anno, con l’unico cambio alla batteria: a sostiture Matt Laug, in tour con gli AC/DC, c’è Donald Renda. Gli altri musicisti sono: Andrea Torresani al basso e ai cori, Alberto Rocchetti a tastiere e cori, Roberta Montanari ai cori, Andrea Ferrario al sax, Tiziano Bianchi alla tromba, Roberto Solimando al trombone, Antonello D’Urso a programmazione, chitarra acustica e cori, Stef Burns alle chitarre, Vince Pastano alla direzione musicale e alle chitarre. Solita guest star, il Gallo, Claudio Golinelli, al basso.

Una prima parte… praticamente perfetta

La prima cosa che ovviamente salta all’occhio quando si entra nello stadio è il palco: 5 schermi a forma di triangolo che si accostano l’uno all’altro, e nessuna passerella, per un “fronte del palco” di quelli vecchio stile.
Il simbolo ricorrente (sugli schermi durante l’intro, sulla giacca di pelle con cui Vasco sale sul palco, nel video dell’interludio) è un curioso dragone.

Si parte subito a mille, con “Blasco” Rossi (ed un primo saluto al generale Vannacci: “vieni qui in fondo al mare che ti dò l’animale”), Asilo “republic” e Gli spari sopra.
Dopo la gìà citata prima volta dal vivo de Gli sbagli che fai si torna indietro nel tempo, facendo scorribanda tra ’80, ’90, primo 2000 e perfino anni ’70, con Jenny è pazza, che non veniva eseguita regolarmente dal Rewind tour, anno 1999.
E proprio come quell’anno, in una sorta di ponte e di “passaggio di consegne”, da Jenny si passa a Sally.

L’interludio permette a Vasco di rifiatare e alla band di prendersi la scena, con Stef che anche quest’anno, nella seconda parte, esegue la sua bellissima Echo Lake, dall’album Swamp Tea.

Una seconda parte finalmente diversa dal solito

Si riparte ed è un’altra botta, con Un gran bel film, La fine del millennio e Gli angeli. Una curiosità particolare vedere questi tre brani in fila, eseguiti proprio nei giorni successivi al venticinquennale della morte di Massimo Riva.
Con Basta poco, invece, Vasco manda un altro saluto, stavolta al Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti (“Basta poco per essere intolleranti… Salvini?… Basta poco, basta esser solo un po’ ignoranti… Salvini!”)

Il lunghissimo medley è un misto tra rock e ballad, magari non perfettamente innestate l’una dentro l’altra, ma con una chicca su tutte: Vuoi star ferma!, che non veniva eseguita dal vivo dal 1993 (e che anche nel tour de Gli spari sopra trovava spazio molto saltuariamente).
Su Rewind arriva la dedica del Blasco alle donne («belle, libere, selvagge»), ed il set si chiude con Il mondo che vorrei, come nel tour 2008, col pubblico che a fine canzone continua a cantare il coro.

Con le classiche canzoni che hanno quasi sempre stazionato in zona bis portate in altre parti del live (Gli spari sopra, Sally, C’è chi dice no), Dillo alla Luna e Se ti potessi dire nella parte finale di concerto portano una ventata di aria nuova. Ovviamente intoccabile il filotto finale, con Siamo solo noi, Vita spericolata, Canzone e Albachiara, che saluta il pubblico a suon di fuochi d’artificio, come ormai da tradizione degli ultimi anni.

Un concerto assolutamente da non perdere

Dopo due ore e quaranta di concerto, l’equazione è quindi presto fatta: una volta che la scaletta viene spogliata dai brani degli ultimi album, francamente non all’altezza della produzione anni ’80 e ’90, il concerto entra di diritto tra quelli più belli di sempre.
A memoria personale (e chi scrive non salta un tour di Vasco dal lontano 2001) quella di questo Vasco live 2024 è la miglior scaletta dal 2008 ad oggi. Sì, anche meglio di Modena Park.

Non vi resta che provare a trovare un biglietto da qualcuno che, ahilui, non può più andare a Milano o a Bari, perchè questo tour è assolutamente da non perdere.
Il Blasco è tornato.

La scaletta del Vasco live 2024

Intro
1. “Blasco” Rossi
2. Asilo “republic”
3. Gli spari sopra
4. Gli sbagli che fai
5. Quanti anni hai
6. Come stai
7. Vivere senza te
8. Bollicine
9. Jenny è pazza
10. Sally
11. Domenica lunatica
12. Interludio 024 / Echo Lake
13. Un gran bel film
14. La fine del millennio
15. Gli angeli
16. Basta poco
17. C’è chi dice no
18. La strega (la diva del sabato sera) / Cosa vuoi da me / Vuoi star ferma! / Tu vuoi da me qualcosa / Occhi blu / Incredibile romantica / Ridere di te
19. Rewind
20. Il mondo che vorrei

21. Dillo alla Luna
22. Se ti potessi dire
23. Siamo solo noi (+ presentazione band)

24. Vita spericolata / Canzone
25. Albachiara

Queste le prossime date del Vasco live 2024

7 giugno – Milano, Stadio San Siro
8 giugno – Milano, Stadio San Siro
11 giugno – Milano, Stadio San Siro
12 giugno – Milano, Stadio San Siro
15 giugno – Milano, Stadio San Siro
19 giugno – Milano, Stadio San Siro
20 giugno – Milano, Stadio San Siro
25 giugno – Bari, Stadio San Nicola
26 giugno – Bari, Stadio San Nicola
29 giugno – Bari, Stadio San Nicola
30 giugno – Bari, Stadio San Nicola

I biglietti sono disponibili su Vivaticket, Ticketone e Ticketmaster.

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