Piero Pelù torna con l’album “Deserti”: “Oggi più che mai bisogna difendere il valore della pace”

0

Piero Pelù torna sulla scena in grande con un nuovo album, Deserti, che è un misto di sana rabbia, coerenza, impegno civile, voglia di esserci e di dire la propria, sempre e comunque. Un lavoro attento, estremamente rock and roll non solo com’è nello stile del cantautore fiorentino, ma per i concetti espressi. Critica sociale fatta con intelligenza e sapienza, con un pizzico di ironia che non guasta mai. Piero mette dentro questo lavoro, arrivato dopo un delicato periodo personale legato alla depressione dopo un problema di acufene, tutto ciò che ha visto attorno a sè, spesso estremamente desolante. Un deserto, appunto, al quale Pelù reagisce con “la Dea musica” . Un smuovere le coscienze che non lascia indifferenti:

«Il tempo del riposo a cui gli acufeni mi hanno obbligato lo scorso anno mi ha dato modo di fermarmi e riflettere, guardarmi dentro e guardare tutto quello che mi circonda. Ho viaggiato, ho letto, ho scritto, mi sono confrontato con altri artisti. Quello che ho capito è quello che ho cercato di raccontare in questo album.” – ha spiegato Piero. I deserti che attraverserete con me ascoltando questo disco sono deserti e desertificazioni a cui ci stiamo purtroppo assuefacendo senza riuscire a reagire come dovremmo».

Un album coraggioso

Undici inediti utenti e coraggiosi e una versione unplugged dell’ormai leggendario manifesto del pacifismo Il mio nome è mai più, brano che Pelù ha voluto ripubblicare in occasione dei 25 anni dalla sua uscita. Era, infatti, il 17 giugno 1999 quando Piero Pelù, Luciano Ligabue e Lorenzo Jovanotti scrissero il brano i cui proventi commerciali andarono a sostenere le attività di Emergency, in particolare i progetti umanitari in Afghanistan (ospedale che ancora oggi è in attività), Cambogia, nei paesi della ex Jugoslavia e in Sierra Leone.«Il mio impegno su questi temi è chiaro fin dal 1982 quando pubblicai “Guerra”, il mio primo album.» – ha affermato Piero. «Se volessi oggi potrei pubblicare un disco intero raccogliendo tutte le canzoni che ho scritto sul tema della guerra e il valore della pace».

        L’intervista

Deserti è un lavoro coerente e coraggioso ma allo stesso tempo ben piantato nei nostri tempi. Il singolo Novichock e le parole con cui lo hai presentato ne sono un’ulteriore conferma.

Cibi contaminati, propagande, fake news e depistaggi. Di cui noi italiani siamo campioni mondiali.

Quanta forza e coraggio ci vuole per andare così controcorrente? In 40 anni di carriera non ti è mai mancato.

Io ho bisogno di sentirmi bene con me stesso e con la mia coscienza, mi considero un cittadino. Non sono una cazzo di rockstar. Io odio le rockstar. Odio tutto quello che si può considerare “star-system”.

Eppure qualcuno potrebbe dire: se non lo sei tu, chi?

Ognuno è libero di pensare ciò che vuole, Io non lo sono. E te lo dimostra il fatto che io affronti determinati argomenti con questa verve. È chiaro che chi vuole essere una rockstar  e vuole riempire gli stadi determinati argomenti non li deve nemmeno sfiorare. Capisci la differenza? Io nasco con la musica punk, che è sempre stata una musica di grande rottura, di critica al sistema. Guarda i Sex Pistols e i Clash quello che raccontavano e come lo dicevano. Quindi per me è una roba seria fare musica, non è che la faccio per are intrattenimento. Poi chi viene ai miei concerti si diverte come un matto, sua ben chiaro, non si sta fermi un attimo. Il concetto di base non è dimenticarsi chi siamo, dove viviamo, cosa ci circonda e che responsabilità abbiamo rispetto a chi è più debile e fragile di noi. Perché sennò si va nella desertificazione.

In questo senso dal punto di vista musicale si è perso un po’ il senso di tenere la barra dritta su determinati argomenti?

Per quello che mi riguarda no, in generale non mi posso permettere di parlare perchè ogni artista deve essere libero di esprimersi come vuole e nella forma che preferisce, non mi posso arrogare il diritti di dire che bisogna essere tutti impegnati, incazzati, non è giusto. La musica è libertà e come tale è giusto che ognuno si esprima come vuole.

Libertà e ribellione sono comunque speranza.

Beh certo che sì. Ci si ribella a qualcosa che ci va stretto per cercare di migliorare il nostro mondo e quello che ci circonda. Non per il gusto di rompere le scatole a un sistema o criticarlo in maniera sterile. Non bisogna dimenticare ciò che è successo pochi anni fa a Genova durante il G8. Lì abbiamo vissuto delle prove generali di dittatura nel nostro Paese, non ce lo dimentichiamo mai. Tutto quello che è arrivato dopo è stato una logica conseguenza dia sullo che è successo a Genova, soprattutto nella stanza del potere.

Tutto questo accade perchè dalla Storia non abbiamo imparato nulla?

Abbiamo una pessima memoria, soprattutto noi italiani. Perchè ci siamo rincoglioniti. A noi ci basta sperare di diventare influencer, oppure di vincere magari Il Grande Fratello o altri di questi programmi brucia-cervello per sentirci soddisfatti. E invece ci sono 6 milioni di famiglie povere in Italia. Non si scende più in piazza a difendere i diritti dei lavoratori, è incredibile. Siamo sempre più poveri però non reagiamo a questa cosa.

Le lamentele si leggono solo sui social ma risultati e atti concreti non ce ne sono. Proprio in relazione ai social e ai loro effetti è emblematico il brano Tutto e subito.

È una canzone molto importante e molto legata all’attualità dei social, alle challenge che vanno tanto di moda fra alcuni giovani. E infatti non è un caso che l’abbia voluto scrivere insieme ai Fask, che sono una giovane band del rock italiano che stimo tantissimo, come i Calibro 35, con i quali invece ho scritto una canzone più in chiave anni ’70. Invece il “tutto e subito ” lo diceva anche Jim Morrison ma in un’altra chiave, più rivoluzionaria. Si veniva fuori dalle guerre di Corea e del Vietnam. Lì si parla veramente di libertà. In questo caso il tutto e subito è legato solamente al denaro e all’apparire per diventare delle star sui social.

Da padre hai pensato al ruolo dei genitori rispetto al rapporto dei ragazzini con gli smartphone e  social?

I genitori sono i primi responsabili del comportamento dei figli. Se qui abdichiamo tutti al nostro ruolo è un casino. Se dei genitori vanno a menare un insegnante perchè ha corretto il figlio in un comportamento , in un rendimento scolastico scarso per mancanza di impegno, allora ti rendi conto che la situazione è veramente molto molto grave. Ma qualcuno a livello governativo si deve prendere questa responsabilità. Ed è una cosa che si sta verificando negli ultimi 10-15 anni. Queste aggressioni si verificano nella scuola e nella sanità, i due settori più in crisi del nostro sistema sociale, quello per cui avevamo lottato tanti anni e che tutto il mondo ci invidiava. Una sistema scolastico ottimo e un sistema sanitario di altissimo livello, Per questo ho scelto il titolo Deserti.

Lo riconduci anche a un deserto di idee?

Certo che sì, perchè sappiamo benissimo quanto sia facile pilotare elle masse ignoranti, come quello che vediamo oggi. L’Italia è il credo fanalino di coda per abbandono scolastico in Europa, noi e la Grecia credo. E questo è un altro bruttissimo segnale. la desertificazione delle scuole è un problema che pagheremo molto caro. Lo stiamo già pagando, ma diventerà gravissimo nel tempo.

Perchè senza cultura non c’è futuro.

Senza cultura e senza l’abitudine al sacrificio. Perchè se siamo abituati ad avere tutto e subito, apparentemente tutto e subito, è chiaro che non abbiamo bisogno d’altro. Ma la nostra formazione, la nostra cultura, la nostra informazione  sono fondamentali. Noi stiamo diventando un popolo di ignoranti, l’ho detto in una canzone di molti anni fa, “non è la fame ma è l’ignoranza che uccide”.

Ho trovato tristemente attuale anche il reinserimento in chiave acustica de “Il mio nome è mai più”. Un brano che ha 25 anni e sembra scritto ieri.

Io per onestà intellettuale mi devo riagganciare a tutto quello che mi ha insegnati mio nonno. Perchè mio nonno, 18enne, fu sbattuto nelle trincee della prima guerra mondiale con i ragazzi del ’99 in mezzo al fango, ai topi, alla morte che colpiva tutti i suoi compagni quotidianamente. Mio nonno mi ha insegnato il valore della pace, del rispetto delle idee altrui, e la difesa di questi valori. Il primo disco che ho fatto nella mia vita con in Litfiba si intitolava Guerra, era l’82. E di guerra nell’82 non se ne parlava tanto in Italia, sembrava che non fosse più un problema che ci potesse interessare. E invece, guarda caso, c’è un filo logico che lega Guerra, Tango, Bestia in guerra sulla terra, Bomba boomerang. Io potrei fare un album solo di canzoni dedicate alla pace, da quante ne ho scritte. E chiaramente l’iceberg è Il mio nome è mai più, come pureBomba boomerang, scritta con il grande Bergonzoni. Sono tutte canzoni pacifiste contro l’uso delle armi, della violenza. E oggi più che mai bisogna tornare a cantare queste canzoni  e difendere il valore della pace, anche a dispetto delle mazzate che vengono date ai ragazzini minorenni per strada nemmeno fossero dei criminali. O addirittura gente con il braccio teso a inneggiare al fascismo.

A tal proprosito mi viene in mente il post del 25 aprile quando hai messo una foto con maglietta che raffigurava la Premier Giorgia Meloni e la scritta: “Io sono anti fascista”. Ti ha anche citato in un programma televisivo, Quarta Repubblica, durante un’intervista, dicendo che rimase stupita del post e che considera queste Coe un po’ delle trovate pubblicitarie.

Quella è la più grande fake news che io potessi pubblicare (sorride n.d.r). La più grande fake news della mia vita. La Meloni che dice Io sono anti fascista. A proposito di Novichok, era giusto no? (sorride n.d.r)

Il fulcro del disco credo sia i brano Canto, in cui parli con estrema franchezza di te stesso e dell’umana stupidità. 

Ti ringrazio tanto. È una canzone che io adoro e che ci ha lasciati con il fiato sospeso fino a che non ho fatto quel micro video che poi ho messo sui social e che ha fatto un botto di like a nostra grande sorpresa. Quella è una canzone che parla degli haters, dedicata agli haters soprattutto dei social. Sul disco ho scritto il titolo e poi sotto “No I A, vuol dire “no intelligenza artificiale”. Io sono per la tecnologia e per il progresso, per la ricerca in campo scientifico, infatti bisognerebbe investire su quello e non sulle armi. Canto per me è un manifesto.

Sia della tua persona umana che artistica, ormai inscindibili. Anche a livello stilistico ho trovato la coerenza di cui si parlava prima, un andare controcorrente seguendo ciò che effettivamente ciò che si vuole fare e trasmettere. 

Non potevo prescindere dal fare un album così rock con questi argomenti. Per me sarà un piacere enorme suonare questo album per tutto il tour.

 La tracklist:

  1.  Porte
  2.  Picasso
  3. Maledetto cuore
  4. Novichok
  5. Tutto e subito
  6.  Il mio nome è mai più                 (unplugged 25° anniversario)
  7.  Elefante
  8. Baby bang                                   featuring Calibro 35
  9.  Canto
  10. Baraonde
  11. Scacciamali
  12. Deserti

L’album si apre con un brano strumentale, Porte un brano nato per raccontare la necessità di aprire una porta, trovare un’onda che ti allinei con il mondo, che sia un viaggio o la meditazione») e si chiude con un altro brano strumentale, la title track  Deserti, una scelta dell’artista per dare un senso di circolarità al progetto. L’album è disponibile in digitale e in formato fisico: CD, vinile blu trasparente e vinile nero 180 gr.

Su Amazon sono inoltre disponibili in esclusiva la versione CD e la versione LP trasparente autografati. Sullo store del  sito ufficialedi Piero si potrà, inoltre, acquistare la musicassetta in versione limitata e numerata.

Questo il calendario aggiornato dei live:

29 giugno 2024: Spilimbergo (PN), Area La Favorita

8 luglio 2024: Genova, Arena del Mare (Area Porto Antico)

26 luglio 2024: Castiglione del Lago (PG), Lacustica Festival, Rocca Medioevale

27 luglio 2024: Porto Recanati (MC), Arena Beniamino Gigli

09 agosto 2024: Asiago (VI), Piazza Carli

16 agosto 2024: Noto (SR), Scalinata Della Cattedrale

18 agosto 2024: Bagheria (PA), Go Green Festival, Piccolo Parco Urbano

20 agosto 2024: Roccella Jonica (RC), Roccella Summer Festival, Teatro Al Castello

22 agosto 2024: San Pancrazio Salentino (BR), Festival San Pancrazio, Forum Eventi

24 agosto 2024: Veroli (FR), Tarantelliri Festival, Area Esterna Pala Coccia

13 settembre 2024: Cernobbio (CO), Lake Sound Park, Ex Galoppatoio

17 novembre 2024: Torino, Hiroshima Mon Amour

18 novembre 2024: Torino, Hiroshima Mon Amour

24 novembre 2024: Padova, Hall

28 novembre 2024: Bologna, Estragon Club

1 dicembre 2024: Roma, Largo Venue

2 dicembre 2024: Roma, Largo Venue

7 dicembre 2024: Napoli, Casa della Musica

14 dicembre 2024: Modugno (BA), Demodé Club


               

 

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome