The Animal Kingdom
di Thomas Cailley
con Romain Duris, Paul Kircher, Adèle Exarchopoulos, Tom Mercier, Billie Blain
Se da un’ambulanza in coda nel traffico esce un tipo con ali d’uccello e una strana protesi in volto che combatte con gli infermieri, c’è qualcosa che non va. Lo vedono dalla loro auto François (Duris) e suo figlio Emile (Kircher). Il ragazzo è sotto osservazione e la madre sta mutando in animale. I francesi a quanto pare stanno mutando in animali. E quando mutano vengono rinchiusi in istituti. Quando fuggono dagli istituti si nascondono nei boschi. E nel bosco il ragazzo Emile entra in contatto con l’altro regno. Forse è un thriller, forse è fantascienza, forse una strana variante della normalità, ma come spesso accade nell’ultimo cinema europeo (non solo francese) arrivano storie innervate nella realtà quotidiana che sembrano predizioni biosociologiche (Vincent deve morire, Beau ha paura, Sick of Myself, Lamb, L’ultima ora), come se ci fosse la percezione di una catastrofe imminente che passa attraverso mutazioni, psicosi, regressioni. Forse è un altro modo per parlare delle catastrofi reali. Il regista Thomas Calley, opera seconda, multipremiato, aveva esordito con Fighters, addestramento di vita, la cui protagonista si addestrava per affrontare la fine del mondo…






































