Alla Fabbrica del Vapore di Milano torna il festival di Re Nudo

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Re Nudo
Fabbrica del Vapore. da sx Sara Testori di Parole e Dintorni, il fotografo Giovanni Tagliavini, Mario Luzzatto Fegiz, Luca Pollini e Tommaso Sacchi ©Giordano Casiraghi

Riparte Re Nudo Festival, da Milano, città che l’aveva ospitato per ben tre edizioni nel 1974-75-76 al Parco Lambro, ma stavolta l’appuntamento è alla Fabbrica del Vapore.

Venerdì 21, sabato 22 e domenica 23 giugno ci sarà una festa ad ingresso libero aperta alla cultura con artisti indipendenti rigorosamente under 30 con musica, video, street art, fotografia, letteratura, poesia, teatro, danza. Tema del Festival sarà “Il mondo che vuoi tu”.

Patron del Festival è Luca Pollini, già direttore del trimestrale “nuovo” Re Nudo. A presentarlo c’era anche Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura di Milano: «È nostra priorità privilegiare i percorsi che nascono dalla società, piuttosto che far calare dall’alto interventi o iniziative, è sicuramente la cifra della nostra programmazione culturale, nel solco della quale il Festival di Re Nudo, una grande festa gratuita e aperta alla città, si inserisce perfettamente. Fabbrica del Vapore, poi, è senz’altro il luogo ideale per ospitarlo, vista la sua natura ibrida e aperta, capace di far dialogare linguaggi ed esperienze come in un grande laboratorio culturale». Si aggiunge Maria Fratelli, dirigente dell’Unità progetti speciali e Fabbrica del Vapore: «Difficile parlare dei giovani o per i giovani, quanto è invece necessario ascoltarli, provare a dialogare, scoprire e supportare il loro talento e immaginare il futuro come appare dalla loro prospettiva che, inevitabilmente, non coincide con la visione di chi la giovinezza la conserva solo nel cuore. Con Re Nudo Fabbrica del Vapore si fa osservatorio e prova a guardare lontano».

Per arrivare a completare un cartellone che comprende 80 artisti partecipanti, 12 associazioni, 44 eventi in programma per una durata prevista di 40 ore sono stati chiamati a rispondere all’appello giovani artisti di ogni provenienza e tra le 146 proposte arrivate ne sono state accettate 34. 

Chi sarà il pubblico che accorrerà al festival? Giovani se non giovanissimi si aspettano gli organizzatori, perchè il mondo artistico che viene proposto è a loro dedicato. Nessuna concessione al revival, alla nostalgia, perché i tempi sono cambiati e oggi non c’è manifestazione che non comprenda rap e trap, i linguaggi dei giovani. «Eppoi – continua Luca Pollini – va detto che ai festival storici del Parco Lambro di ormai 50 anni fa gli artisti che partecipavano avevano meno di trent’anni, infatti Mauro Pagani ne aveva 28 e Finardi 23, quindi ho trovato giusto creare una demarcazione generazionale. Per esempio tra i protagonisti della stagione storica c’era Simon Luca mentre oggi c’è suo figlio che suona venerdì con il gruppo Golden Hind».

Dissente il fondatore storico Valcarenghi

Nessun collegamento con il passato, nessun personaggio legato al Re Nudo storico. In proposito abbiamo sentito Majid Valcarenghi, fondatore di Re Nudo: “Non conosco i dettagli di questa iniziativa, mi viene da dire che l’Assessore alla Cultura di Milano di allora non diede l’autorizzazione al festival del Parco Lambro, qui invece assicura il patrocinio. È questa la cifra della differenza tra un evento di controcultura di movimento e un evento di marketing commerciale”.

L’apertura alle 18,30 di venerdì sarà con un incontro dal titolo “Dove è oggi l’underground” con Pollini, Sacchi, Fratelli, Veruska Mandelli, Silvia Fontana, Francesco Morace, modera Luca Levati diretttore di Radio Lombardia. Inutile nascondere che gli organizzatori si aspettano un’ondata di pubblico che giustifichi gli sforzi fatti, anche per porre le premesse affinchè l’appuntamento diventi annuale. Informazioni e programma: https://renudo.org/

Re Nudo

Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati & Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. È promotore con Pino Massara e Alfredo Tisocco della prima ristampa in cd di tutti gli album di Battiato usciti negli anni Settanta. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa a L'Enciclopedia del Rock Italiano - Arcana e Dizionario Pop Rock - Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018), Che musica a Milano (Editrice Zona, 2014 - nuova edizione Editrice Zona, 2023), Cose dell'altro suono (Arcana, 2020) e Battiato - Incontri (O.H., 2022), Gianni Sassi la Cramps & altri racconti (Arcana, 2023) .

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