50 anni senza Pietro Germi: la 38ª edizione del festival Il Cinema Ritrovato di Bologna

Dal 22 al 30 giugno 2024 la manifestazione promossa dalla Cineteca di Bologna che ricorderà uno dei grandi maestri del cinema italiano scomparso il 5 dicembre 1974

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Marlene Dietrich

La manifestazione omaggerà anche il mito di Marlene Dietrich

Come sempre il programma di il Cinema Ritrovato proporrà 9 giorni di capolavori di ogni epoca e ogni angolo del mondo nelle proiezioni in Piazza Maggiore ma anche per la prima volta al Cinema Modernissimo, la sala “ritrovata” nel cuore della città. L’omaggio a Pietro Germi, autore di grandi successi internazionali sempre presente nei momenti più importanti del nostro cinema (neorealismo, commedia all’italiana), di cui ricorre quest’anno anche il 110° anniversario dalla nascita, è l’occasione per riflettere sulla sua visione pessimistica dei rapporti umani rivedendo capolavori come il western in terra di Sicilia In nome delle legge, il melodramma  Il ferroviere, il noir La città si difende, il giallo d’inchiesta Un maledetto imbroglio e la commedia nera sociale di Divorzio all’italiana, Sedotta e abbandonata e Signore e Signori. Germi, adorato da molti colleghi, tra i quali Billy Wilder, rimane un cineasta che si distingue per la professionalità geniale dei copioni, delle inquadrature e del ritmo nel montaggio delle sue opere. La manifestazione bolognese ci offre anche la possibilità di riscoprire l’immensa Marlene Dietrich, un mito della storia del cinema, capace di esprimere tutta sua potenza sul grande schermo e dalla sua personalità infinita avanti coi tempi (la bisessualità mai nascosta in anni meno permissivi sulle relazioni sessuali rispetto a quelli di oggi).  La sua carica provocatoria e l’affermazione delle sue idee (il rifiuto e l’avversità verso il nazismo) le sono costate anche durante il suo funerale avvenuto a Berlino, gli improperi dei suoi concittadini che l’hanno sempre considerata una traditrice della sua patria. Altri registi presenti nel festival il giapponese Kōzaburō Yosmimura, autore di drammi avvincenti del Giappone postbellico di un paese che si stava rapidamente modernizzando e occidentalizzando; Anatole Litvak, dalla immensa filmografia (40 anni di storia del cinema) e lo svedese Gustaf Molander, scopritore di dive come Ingrid Bergman. 

 

Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente collabora a Diari di Cineclub, Grey Panthers, il Migliorista, Riquadro.com, pagina facebook Sncci Lombardia. Ha pubblicato nel 2021 per Aiep Editore “L’altra metà del pianeta cinema-100 donne sul grande schermo”, nel 2022 per Haze Auditorium Edizioni “Cinemiracolo a Milano. Cineclub, cinema d’essai e circoli del cinema dalla Liberazione a oggi” e nel 2026 per Algra Editore “Le grandi dinastie cinematografiche – Il cinema di padre in figlio”.

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