La manifestazione omaggerà anche il mito di Marlene Dietrich
Come sempre il programma di il Cinema Ritrovato proporrà 9 giorni di capolavori di ogni epoca e ogni angolo del mondo nelle proiezioni in Piazza Maggiore ma anche per la prima volta al Cinema Modernissimo, la sala “ritrovata” nel cuore della città. L’omaggio a Pietro Germi, autore di grandi successi internazionali sempre presente nei momenti più importanti del nostro cinema (neorealismo, commedia all’italiana), di cui ricorre quest’anno anche il 110° anniversario dalla nascita, è l’occasione per riflettere sulla sua visione pessimistica dei rapporti umani rivedendo capolavori come il western in terra di Sicilia In nome delle legge, il melodramma Il ferroviere, il noir La città si difende, il giallo d’inchiesta Un maledetto imbroglio e la commedia nera sociale di Divorzio all’italiana, Sedotta e abbandonata e Signore e Signori. Germi, adorato da molti colleghi, tra i quali Billy Wilder, rimane un cineasta che si distingue per la professionalità geniale dei copioni, delle inquadrature e del ritmo nel montaggio delle sue opere. La manifestazione bolognese ci offre anche la possibilità di riscoprire l’immensa Marlene Dietrich, un mito della storia del cinema, capace di esprimere tutta sua potenza sul grande schermo e dalla sua personalità infinita avanti coi tempi (la bisessualità mai nascosta in anni meno permissivi sulle relazioni sessuali rispetto a quelli di oggi). La sua carica provocatoria e l’affermazione delle sue idee (il rifiuto e l’avversità verso il nazismo) le sono costate anche durante il suo funerale avvenuto a Berlino, gli improperi dei suoi concittadini che l’hanno sempre considerata una traditrice della sua patria. Altri registi presenti nel festival il giapponese Kōzaburō Yosmimura, autore di drammi avvincenti del Giappone postbellico di un paese che si stava rapidamente modernizzando e occidentalizzando; Anatole Litvak, dalla immensa filmografia (40 anni di storia del cinema) e lo svedese Gustaf Molander, scopritore di dive come Ingrid Bergman.







































