Fuga in Normandia

La vera storia del reduce che sbarcò di nuovo in Normandia nel 2014

0

Fuga in Normandia
di Oliver Parker
con Michael Caine, Glenda Jackson, Laura Marcus, Wolf Kahler, John Standing

Abbiamo appena celebrato l’Ottantesimo anniversario dello sbarco in Normandia. E la guerra è tornata di moda. Nel 2014, alla celebrazione del 70esimo anniversario, voleva essere presente anche Bernie Jordan, che allo sbarco aveva partecipato, ma non si era prenotato con le organizzazioni dei reduci. L’arzillo novantenne con la silenziosa complicità della moglie ricoverata in una casa di riposo, prende semplicemente il biglietto del traghetto e sbarca di nuovo in Normandia. La storia è vera, mise a subbuglio l’inghilterra (Jordan venne definito dai media The Great Escaper), è commovente ma in una maniera asciutta e poco lacrimogena. Attraverso l’incontro tra l’ex marinaio (Jordan era addetto a portare a riva truppe e armi sui mezzi da sbarco) e un ex pilota della Raf che lo ospita sul traghetto e in albergo, si scopre che le commemorazioni servono a portare nei cimiteri a fare i conti con i rimorsi. L’eroismo sta tutto nell’arrivare vivi alla morte perdonandosi un po’, anche con i nemici di un tempo. Poteva essere un film da commozione programmata, ma Michael Caine ha troppo cinema alle spalle (è la sua ultima interpretazione) per cascare nella trappola, e Glenda Jackson riesce a mettere mettere molta ironia nella malattia: morì dopo la fine delle riprese. Il regista Parker è uno specialista nel scegliersi opere da Shakespeare (Othello), Oscar Wilde (Un marito ideale, L’importanza di chiamarsi Ernest, Dorian Gray) alternate a un Johnny English con Mister Bean. Meglio con i reduci.

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

 

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome