Shoshana

Vita amore e morte intorno a Shoshana, ebrea in Palestina quando tutto cominciò

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Shoshana
di Michael Winterbottom
con Douglas Booth, Irina Starshenbaum, Harry Melling, Aury Alby, Ian Hart

Shoshana Borochov, bellissima e impegnata, figlia del socialista sionista Ber Borochov (morto dopo il suo ritorno a Kiev per la rivoluzione russa), era nata a Vienna, era stata in Italia, poi a New York e infine quando la Palestina alla disgregazione dell’impero Ottomano era andata sotto il controllo britannico si era spostata con la migrazione degli ebrei a cui era stato promesso Israele. Soshana il film è la narrazione della guerra continua nel periodo della Palestina mandataria tra il 1920 e il 1948: gli arabi contro gli ebrei e i britannici, gli ebrei contro gli arabi e i britannici, la nascita dei gruppi terroristi da una parte e dall’altra, i britannici preposti a contenere gli estremismi arabi e ebrei, poi la guerra mondiale, terribili alleanze coi nemici dei nemici,  la Shoa. Una serie di fuochi, di ideali e di errori nel sogno della convivenza. Shoshana il film è anche il racconto dell’impossibile storia d’amore tra Shoshana e Tom Wilkins della polizia britannica palestinese, considerato troppo moderato nella gestione dei rapporti tra le parti in causa e quindi a rischio perché  innamorato di Shoshana, che appartiene apertamente al gruppo di autodifesa ebraico dell’Haganah, mentre Shoshana viene considerata dagli estremisti ebrei puttana filo inglese. Il film di Winterbottom si avvale com’è  caratteristica di questo regista, di un continuo alternarsi tra  materiale reale, cinegiornali d’epoca e ricostruzioni, contiene in nuce gli stessi problemi che si ripropongono oggi nella guerra in corso in quei territori. L’immagine che emerge è che la matassa così intricata si scioglierà con molta difficoltà. Se si scioglierà.

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