Lo diceva bene Sergio Staino in una vignetta di Bobo: George Brassens è stato il padre dei cantautori italiani, da De André a Gaber, Guccini, Vecchioni, Endrigo. Immenso Brassens a cui l’Italia ha sempre guardato e da qualche anno viene ricordato con dischi e libri da Alberto Patrucco. Tutto è iniziato nel 2007, quando l’artista conosciuto per i monologhi satirici riprende il discorso musicale interrotto anni addietro. Col consenso degli eredi, inizia ad adattare e interpretare alcune opere di Georges Brassens mai tradotte in italiano. Torna a cantare e dà vita a uno spettacolo comico inusuale: un incontro tra satira parlata e satira cantata. Inizia così un percorso che lo porterà a far uscire l’album “Chi non la pensa come noi – Alberto Patrucco interpreta Georges Brassens”.
A distanza di anni il mondo di Brasssens è entrato in profondità e Patrucco lo sta rappresentando costantamente, infatti dopo il libro “AbBrassens” (Paginauno, 280 pagg., 19 euro) sono seguite le registrazioni di altre canzoni sotto il titolo di “AbBrassens”, opere meno tradotte e conosciute di Georges Brassens, il grande cantautore francese all’ombra del quale si sono ispirati numerosi artisti. Fra i tanti, in Italia, oltre ai già citati, Paoli e Svampa.
Le canzoni di AbBrassens
Prodotto da 7 s.r.l. in collaborazione con Giovanni Favero ed Enrico Ruggeri, l’album AbBrassens esce a cent’anni dalla nascita del geniale chansonnier. Brassens, artista unico, è considerato tra i più grandi poeti del Novecento, irrispettoso del comune sentire, estraneo alle mode e fuori dal tempo. L’album contiene dieci perle brassensiane di rara intensità espressiva e forza musicale che per le loro tematiche resistono all’usura del tempo, tanto da rimanere di un’attualità sconcertante. Tutte tradotte da Patrucco scorrono i vari titoli: La cattiva reputazione, La non domanda di matrimonio, Gli amori di un giorno, Marchesa (con Andrea Mirò), Ho appuntamento con te, La prima donna, Amici e niente più (con Luca Ghielmetti e Enrico Ruggeri), I due zii, Il modesto, Lo scettico. “È uno stile personalissimo – commenta Patrucco – che mette in risalto la sorprendente sintonia con il presente e che, a dispetto del tempo, ci restituisce tematiche attuali ancor oggi. Uno stile inconfondibile, il suo, elegante e ricercato, una forma poetica meticolosa e severa, dove non si avverte traccia di tecnica scolastica né si ostenta l’enorme bagaglio culturale dell’autore. Su ogni parola e nota aleggia il suo personalissimo tratto ironico”. Intanto il suo “AbBrassens” gira dal vivo insieme a Dimitri Pugliese (Ukubass) e Jacopo Pugliese (percussioni), ed è candidato nella cinquina dei titoli categoria Interprete per il Premio Tenco 2024. Chissà se alla manifestazione di ottobre a Sanremo sentiremo le canzon i di Brassens, nato nel 1921 ma ancora attualissimo.







































