Fabi, Silvestri e Gazzè: i triumviri di Roma in trionfo al Circo Massimo

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Fabi, Silvestri, Gazzè al Circo Massimo

Forse non ci credevano nemmeno loro, a giudicare dalle facce quasi incredule quando si fermavano a fissare una marea umana che sembrava non finire mai. Ma è stato tutto vero: Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzè ieri sera hanno radunato 50.000 persone al Circo Massimo di Roma. O, per dirla con le parole di Silvestri, «questo era il salotto più grande che avevamo per ospitarvi a casa nostra».

Già, perchè quello dove hanno iniziato, 30 anni fa, seppur a soli due km a piedi dal Circo Massimo, era di dimensioni decisamente diverse. Quel Locale di Vicolo del Fico, 180 mq palco compreso, dove tutto ha avuto inizio. Un luogo creato da artisti per artisti, nato come fucina di idee, di incontro e di creatività. Dove, come ricorda Fabi, «le cover erano rigorosamente vietate, e questo ci ha aiutato molto».

Stavolta il palco è decisamente più grande, e la scenografia è dominata da un enorme albero, che richiama quello della copertina de Il padronde della festa, l’album che compie 10 anni (che da poco è stato ripubblicato in vinile) e che ha costituito il pretesto per questa reunion.

Sul palco, insieme al trio, Piero Monterisi alla batteria, Adriano Viterbini e Roberto Angelini alle chitarre, Gianluca Misiti alle tastiere, José Ramón Caraballo alle percussioni e Max Dedo ad una moltitudine di strumenti.

Il concerto

Introdotto dal video del viaggio in Sud Sudan di 10 anni fa insieme a Medici con l’Africa Cuamm, alle nove in punto si parte con Come mi pare.
Le tre ore di concerto per 32 canzoni (trovate la scaletta in fondo) sono ovviamente un greatest hits del meglio dei tre repertori solisti, con un focus particolare sulle canzoni de Il padrone della festa. La scaletta, quindi, ricalca in grossa parte quella dei concerti 2014-2015, ma con diverse novità, tra cui alcuni estratti dagli album che nel frattempo i tre hanno pubblicato in questi 10 anni.

Tra il solito cazzeggio sul palco, con le intro di Silvestri che spoilerano il titolo del brano successivo, le gag e le battute reciproche, c’è stato spazio anche per ricordare chi, in questi dieci anni, ci ha lasciato. E allora Cohiba è stata dedicata ad Erriquez della Bandabardò e L’amore non esiste a Gianluca Vaccaro, tecnico del suono e produttore de Il padrone della festa, venuto a mancare nel 2017.

Ma il momento forse più toccante ed insieme incredibile di tutto il concerto è stato quando Fabi, da solo sul palco con la chitarra, accompagnato unicamente dal sax soprano di Emanuele Contis, ha intonato Facciamo finta: 50.000 persone ad ascoltare in un silenzio tanto religioso quanto irreale una delle canzoni più belle scritte negli ultimi anni. E allora sì, quell’applauso spontaneo a metà canzone ti fa capire che, almeno ogni tanto, “chi fa successo se lo merita”.

Non ospiti, ma amici e compagni di viaggio

Per questa celebrazione sono stati invitati anche alcuni amici, come Greta Zuccoli, che ha accompagnato Gazzè con la voce e con l’auto-arpa su Mentre dormi, mentre la Magical Mystery Band (Gabriele Lazzarotti al basso, Daniele Fiaschi alle chitarre, Duilio Galioto alle tastiere e Fabio Rondanini alla batteria) si è unita per eseguire Attraverso di Gazzè e Argentovivo di Silvestri, che ha visto anche la partecipazione di Rancore.

Altri amici che hanno voluto esserci, anche se in video, sono Paola Cortellesi, che ha introdotto A bocca chiusa, brano cardine della scena finale di C’è ancora domani, e Lillo Petrolo, nei panni di Don Lillo, per una spassosa introduzione di Sotto casa.

Dopo la classica cavalcata finale che comprende anche Salirò e Lasciarsi un giorno a Roma, la chiusura è affidata, come da tradizione, a Il padrone della festa.
Ed è quanto mai giusto che, insieme al gigantesco albero che troneggia sul palco, l’ultimo messaggio che viene lasciato ai 50.000 presenti sia che “ambiente” non è solo un’atmosfera, una rogna nelle mani di chi resta. Perchè è estremamente vero che il sasso su cui poggia il nostro culo è il padrone della festa, e dobbiamo averne più rispetto. Ne va della nostra stessa sopravvivenza su questo pianeta.

Dopo tre ore di emozioni intense e così differenti tra loro, tra lacrime, orgoglio, amore, rabbia, divertimento e cazzeggio, l’unica cosa che possiamo sperare è che Fabi, Silvestri e Gazzè non lascino questo evento del Circo Massimo come un unicum, ma decidano di ripartire insieme in tour, per ridistribuire in tutta Italia un po’ della magia di ieri sera.

Le foto del concerto, di Emanuela Vertolli
La scaletta del concerto di Fabi, Silvestri e Gazzè al Circo Massimo di Roma

1. Come mi pare
2. Una buona idea
3. La favola di Adamo ed Eva
4. Il mio nemico
5. Alzo le mani
6. Life Is Sweet
7. Io sono l’altro
8. Il solito sesso
9. Strade di Francia
10. Canzone di Anna
11. Mentre dormi
12. Facciamo finta
13. La mia casa
14. Quel che fa paura
15. È non è
16. Monetine
17. Negozio di antiquariato
18. Cara Valentina
19. Cohiba
20. Attraverso
21. Argentovivo
22. Costruire
23. L’amore non esiste
24. Una musica può fare
25. Testardo
26. Giovanni sulla Terra

27. A bocca chiusa
28. Vento d’estate
29. Sotto casa
30. Salirò
31. Lasciarsi un giorno a Roma

32. Il padrone della festa

2 COMMENTI

  1. Grazie Andrea❤️
    Io ero tra i ” fortunati” presenti e il tuo resoconto, non e’ stata la solita ” impersonale” cronaca di un seppur grande evento! La scelta delle parole e dei ” punti focali” che hai fatto, ha reso bene anche cio’ che abbiamo ” vissuto” col cuore e la mente…dentro ed oltre quella ” scaletta”; potendo cosi’ ” fissare” nel ” tempo storico”, qualcosa che rimarra’ sicuramente nella ” storia” della buona musica italiana e in quella individuale …di ognuno di noi.
    Buon tutto, EMI

    • Grazie mille per le belle parole, Emanuela. Ho cercato di trasmettere quello che io, come tanti, ho vissuto quella sera, e leggere un commento come il tuo mi fa davvero piacere.

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