La memoria dell’assassino
di Michael Keaton
con Michael Keaton, James Marsden, Suzy Nakamura, Joanna Kulig, Ray McKinnon
Attenti al killer professionista, ex militare, bilaureato, che ha fatto missioni impossibili e che non perde un colpo: se chiede troppe volte di portargli per cortesia un caffé vuol dire che perde colpi. John Knox (Keaton) scopre così di soffrire della malattia di Kreutzfeld-Jacob (era stata di moda come “mucca pazza”): il suo cervello si sta autodistruggendo a velocità tripla dell’Alzheimer. C’è il rischio che il nostro killer abbia assenze mentali improvvise (pericolose per chi lavora con lui) e stia per dimenticare chi è. Dovrebbe fare un testamento in velocità. Solo che il figlio che non gli parla da una vita riappare e gli confessa un delitto. Tutto quello che seguirà, e che non vi raccontiamo, sembra appartenere a un poliziesco onirico visto dalla parte del crimine. Quindi del cervello malato di Knox, ma il finale vi stupirà (anche perché si lega all’inizio). Nel mezzo sapremo anche della triste vita sentimentale del killer e di un’organizzazione gestita da Al Pacino che gli esegue il testamento. Keaton alla seconda regia ritorna al tema della prima, The Merry Gentleman, del 2008: un assassino professionista ha una leggera defaillance che lo costringe a incontrare una donna che l’ha visto in azione… E ambedue non sono banali polizieschi. Anzi. È evidente che a Keaton piace mettersi sotto pressione (con taglio cool e classico) per dare il meglio di sé.







































