Dopo l’evento di presentazione di qualche giorno fa, finalmente è arrivato il giorno tanto atteso: Umberto Tozzi è salito sul palco di Piazza San Marco a Venezia, 48 anni dopo essere stato spettatore del primo, grande, concerto nel salotto buono della Serenissima, ovvero quello di Paul McCartney con i Wings.
L’occasione è, ovviamente, di quelle speciali: salutare per l’ultima volta il proprio pubblico e cantare insieme le canzoni che hanno fatto parte di questi 50 anni di carriera del cantautore, facendo da colonna sonora alla vita delle persone.
E, per un’occasione così importante, anche lo sforzo di produzione è imponente: sul palco ci sono 21 musicisti, tra la storica band di Tozzi, una sezione di archi ed una di fiati, per dare quel tocco sinfonico al pop-rock tozziano.
Questi gli ingredienti de L’ultima notte rosa – The final tour, 60 concerti in tutto il mondo di cui la metà in Italia (trovate il calendario completo qui).
Il concerto
Alle 21.10 i musicisti, tutti rigorosamente in nero, salgono sul palco e, su un’introduzione sinfonica di Notte rosa, arriva lui, in completo bianco e Telecaster al collo.
Il repertorio di Tozzi è talmente ampio e storico da potersi permettere di cantare una dietro l’altra ad inizio concerto Ti amo e Gli altri siamo noi, brani che altri artisti relegherebbero per sempre al ruolo di bis.
Le canzoni più amate dal pubblico ci sono tutte, da Si può dare di più a Qualcosa qualcuno, Gente di mare, Io camminerò e Donna amante mia.
La voce di Tozzi tiene botta, sale in alto senza stonare, e lascia spazio ai coristi e al pubblico solo nei picchi più elevati. Di certo una soluzione più vera e apprezzabile rispetto a quella di tanti altri colleghi che preferiscono affidarsi al playback e, in qualche modo, ingannano il pubblico.
C’è spazio anche per due inediti, eseguiti uno dietro l’altro, e che faranno parte del nuovo progetto artistico del cantautore, in uscita in autunno. Il primo è Vento d’aprile, dedicato ad una bambina che ha lottato contro la malattia e all’importanza della ricerca sul trapianto di midollo osseo. L’altro è Torna a sognare, dalle sonorità moderne.
Sulle note di Dimmi di no parte letteralmente l’assalto al palco: tutti si alzano in piedi e dalle ultime file di una Piazza San Marco completamente piena c’è la corsa per andare a vedere gli ultimi brani da vicino, e ballare sulle notte di Stella stai.
La chiusura è con altre due pietre miliari non solo del repertorio di Tozzi ma della musica italiana: Tu e, ovviamente, Gloria.
È l’apoteosi finale per l’ultimo saluto di Venezia ad un cantautore che, in 50 anni e 80 milioni di dischi venduti, ha fatto la storia della musica italiana.
La scaletta del concerto
1. Notte rosa
2. Ti amo
3. Gli altri siamo noi
4. Equivocando
5. Gli innamorati
6. Si può dare di più
7. Immensamente
8. Qualcosa qualcuno
9. Eva
10. Lei
11. Gente di mare
12. Io camminerò
13. Dimentica dimentica
14. Alleluia se
15. Donna amante mia
16. Vento d’aprile
17. Torna a sognare
18. A cosa servono le mani
19. Tu sei di me
20. Il grido
21. Dimmi di no
22. Io muoio di te
23. Stella stai
24. Tu
25. Gloria





































