Fly Me to the Moon- Le due facce della Luna
di Greg Berlanti
con Scarlett Johansson, Woody Harrelson, Channing Tatum, Jim Rash, Ray Romano
1969. La missione Apollo 11 dovrebbe tentare il balzo sulla Luna: la Nasa dopo un po’ di fallimenti non è nel cuore degli americani e la Guerra Fredda esige che gli Usa rispondano all’URSS che è più avanti nella corsa allo spazio. Gli autori Bill Kirstein e Keenan Flynn prendono per le orecchie la leggenda metropolitana che sulla Luna non ci sarebbe arrivato nessuno, ma avrebbero mostrato finti filmati fatti in casa (da Kubrick si diceva) e si inventano un duo improbabile: la Johansson specialista di marketing bugiarda e dal passato infelice che deve far innamorare gli americani delle imprese spaziali e Channing Tatum eroe di guerra e molto improbabile direttore del programma di lancio che non vuole donne tra i piedi. È ovvio che litigio dopo litigio devono innamorarsi come nei film dei decenni precedenti. Arriva l’agente “speciale” Woody Harrelson e chiede di girare in segreto il film dell’allunaggio, da mandare in onda nel caso che gli astronauti non ce la facciano. Accontentati anche i teorici delle cospirazioni, poi il caso si diverte. Il fim è a corrente alternata, ogni tanto commedia, ogni tanto dramma, ogni tanto rallenta e divaga, forse perché hanno cambiato in corsa interpreti e regista: persino la canzone che dà il titolo al film (è del 1954) in origine si chiamava in Other Words e poi l’hanno ribattezzata negli anni Fly Me to The Moon perché tutti ricordavano la prima strofa. Cantata da molti, ma tutti hanno in mente la versione swing di Sinatra.






































