Ha fatto tappa a Marostica il tour Amici x sempre 2024 dei Pooh, per una doppia data molto speciale: ad accompagnare la band c’era anche l’Orchestra ritmico sinfonica italiana, diretta dal Maestro Diego Basso.
Un appuntamento unico in tutto il tour, che va a fondere l’ormai rodata scaletta (che trovate in fondo all’articolo) con gli arrangiamenti orchestrali ideati apposta per l’occasione.
I fortunati spettatori che hanno riempito Piazza Castello per queste due serate, entrambe sold out, hanno quindi potuto assistere a qualcosa di speciale, creata solo per loro, e che non verrà ripetuta in nessun’altra data di questo tour.
Le orchestrazioni create dal Maestro Basso, e suonate dai 40 orchestrali che hanno letteralmente “affollato” il palco, si sono amalgamate alla perfezione con la musica dei Pooh, che non hanno dovuto apportare nessuna modifica o correttivo alla scaletta abituale di questo tour che stanno portando in giro per l’Italia. Un mix di rock e sinfonica per oltre due ore e mezza che ha esaltato la qualità artistica e compositiva dei brani della band.
Ci siamo fatti raccontare dal Maestro Diego Basso com’è nata la collaborazione con i Pooh ed il processo creativo dietro gli arrangiamenti per questi due concerti speciali a Marostica. Eccovi la nostra intervista.
Da dove è nata l’idea dell’accompagnamento orchestrale al concerto dei Pooh?
L’ultima volta che i Pooh hanno fatto un tour con l’orchestra (Opera seconda, 2012, ndr) ci eravamo sfiorati: avevamo fatto una parte di percorso, poi alla fine hanno scelto un’altra situazione. Ma tutto torna, quindi eccoci qui.
Gli organizzatori del concerto hanno avuto questa idea, a me e alla band è piaciuta sin da subito, e il pubblico ha risposto alla grande: all’inizio doveva essere una sola serata, però in tre ore dalla messa in vendita dei biglietti il concerto è andato sold out, quindi è stata aggiunta una replica.
Onestamente non ci aspettavamo una partecipazione così massiccia, perchè nell’ultima settimana, prima di arrivare a Marostica, i Pooh hanno fatto altri tre concerti in Veneto: due in Piazza San Marco a Venezia e uno a Villafranca. Evidentemente l’intuizione del concerto con l’orchestra, evento unico in tutto il tour, è stata un’idea giusta che ha avuto un riscontro immediato.
Com’è nata la preparazione delle parti orchestrali da inserire in una scaletta già rodata e, in qualche modo “blindata”?
I Pooh mi hanno mandato le registrazioni di alcune date del loro tour, ed io ho lavorato per inserire le parti orchestrali all’interno di quello che c’è già, perchè logicamente non si può stravolgere una scaletta di due ore e 40 minuti e composta da 40 brani.
Ma la musica dei Pooh, in qualche modo, è già predisposta per essere accompagnata da una grande orchestra: le loro melodie sono orecchiabili e scritte da persone che di musica ne capiscono. Con questi presupposti diventa anche più facile scrivere un arrangiamento per orchestra.
Si è trattato comunque un lavoro molto lungo, che abbiamo iniziato a febbraio e che abbiamo completato nei giorni scorsi, con gli ultimi ritocchi.
Nel 2021 è uscito Symphony, un album in cui aveva già collaborato, con Roby Facchinetti, alla riscrittura orchestrale di alcuni brani dei Pooh.
L’esperienza fatta con Roby per Symphony mi è servita tantissimo, anche se comunque rimangono due progetti molto diversi. Lì ho potuto stravolgere tutto e ripensare anche integralmente alcuni pezzi partendo da zero, invece qui per certi versi è stato più facile: c’è una base formata dalla band, quindi non devi pensare a come fare le parti ritmiche.
Dall’altra parte, però, devi stare dentro gli spazi e i tempi di uno show già esistente. Di conseguenza non potevo sostituire accordi o effettuare variazioni, perchè loro suonano tutto il concerto a memoria. L’unico cambiamento che hanno fatto rispetto alla struttura del loro show è che le parti di archi e fiati preregistrate sono state sostituite dall’orchestra vera.
Cosa pensa di aver apportato con queste orchestrazioni alla musica dei Pooh?
Non vorrei fare un paragone azzardato, ma è come quando Morricone ha iniziato a pensare all’arrangiamento orchestrale delle canzoni di musica leggera invece che al mero accompagnamento.
Io ho creato dei movimenti con l’orchestra all’interno di quello che c’è già, restando fedelissimo alla struttura dello show.
Oltre a questo progetto ce n’è un altro, partito lo scorso anno, che sta avendo un successo enorme, ovvero Diego Basso plays Queen.
La cosa che mi ha sorpreso più di tutte è che questo progetto sta avendo un successo di proporzioni molto grandi e del tutto imprevedibili: siamo stati contattati perfino dal Teatro Massimo di Palermo, e penso che l’estate prossima saremo lì al Teatro di Verdura, dove viene fatta la stagione estiva del Massimo.
In autunno ci sarà una lunga serie di concerti nei teatri partendo dal 6 settembre a Verona (trovate il calendario completo in fondo all’articolo, ndr). Inoltre avremo di nuovo il piacere di avere come ospite in tutte le date Stef Burns, che ha finito il tour con Vasco e torna a suonare con noi.
È un percorso che può andare avanti per molto tempo e diventare un cult, come le musiche di Morricone, che porto in scena da oltre vent’anni. Si tratta di un progetto che ho pensato a lunga scadenza, e la risposta del pubblico in questo primo anno di concerti ci sta dando grosse soddisfazioni.
Non ha mai pensato di fare lo stesso tipo di progetto anche con i Beatles, che dell’orchestra hanno fatto ampio uso, e che si presterebbe altrettanto bene?
7-8 anni fa ho scritto delle orchestrazioni per le canzoni dei Beatles, ma le ho lì nel cassetto.
Sai perchè l’ho fatto? Perchè un giorno vado in Accademia (la Art Voice Academy, ndr) e parlando coi ragazzi ad un certo punto dico “no, perchè i Beatles…” e vedo degli occhi che mi guardano in maniera strana. Allora faccio loro “cosa ho detto?”, e mi rispondono “ma chi sono?”. Da lì ho detto “oh, Gesù. Allora da adesso per un anno studiate solo Beatles e facciamo un progetto su di loro, così capite chi sono”.
Il progetto quindi c’è, ed anche se è nato per lo studio dei ragazzi costituisce un bel punto di partenza su cui si può lavorare.
Quello che ti posso dire, però, è che il mondo Beatles non è così forte come pensiamo. I Queen sono molto più vicini a noi, quindi il mito di Freddie Mercury resiste di più ed è tornato prepotentemente alla ribalta col film Bohemian Rhapsody. Al contrario, la Beatlemania è andata un po’ esaurendosi col passare delle generazioni.
In Italia la stessa cosa sta succedendo anche con Lucio Battisti, anche perchè la moglie ha voluto chiudere tutto intorno a lei: ha avuto problemi con la Siae, una diatriba legale con Mogol, eccetera.
Questo però le è tornato contro, perchè da mito assoluto degli anni ’60 e ’70 e padre del pop italiano, ora Battisti è diventato di nicchia ed è difficile vendere uno spettacolo su di lui, contando anche la produzione di un concerto simile, con tanti musicisti sul palco ed il lavoro che c’è dietro.
Oltre ai progetti che poi portano a spettacoli dal vivo, anche in Ava Sound ci sono molte novità: su tutte un nuovo studio di registrazione e mixaggio…
Esatto. Lo studio è stato progettato da Donato Masci, uno dei più importanti acoustic desinger d’Italia: non c’è nulla di murato, è tutta costruita su legno. Perfino il pavimento è rialzato di 30 cm e poggia su sabbia e altri materiali fonoassorbenti.
Questo ha portato ad avere dentro la stanza il suono perfetto, che permette di fare il mixaggio di un brano nelle condizioni migliori possibili. Con la nuova regia avanzata, inoltre, dal sistema stereo passiamo al 7.1.4: ci sono 11 casse, ed il suono viene spaziato in maniera ancora più ottimale rispetto agli altri sistemi surround.
Apple Music, già dal 2021, propone album con questo tipo di Dolby Atmos nativo.
Il grande vantaggio di questo formato, a differenza del più comune surround 5.1, è la capacità del file audio di adattarsi automaticamente in base al dispositivo su cui viene riprodotto: da solo si “trasforma” in formato stereo se riprodotto su uno smartphone, oppure si adatta ai 167.000 altoparlanti dello Sphere di Las Vegas. Col 5.1 questo non è possibile. È anche il motivo per cui i file musicali su Apple Music pesano 38 volte di più dei normali file stereo.
Ad oggi il nostro studio ha la prima sala regia certificata Dolby Atmos 7.1.4 in Veneto ed una delle sole 10 esistenti in Italia.
Queste le prossime date del tour Amici x sempre – estate 2024 dei Pooh
Dopo la doppia data sold out di Marostica insieme all’orchestra del Maestro Diego Basso, i Pooh ripartiranno per l’Italia nella formazione e scaletta abituale.
Ecco il calendario dei concerti:
18 luglio – Nichelino (TO), Sonic Park Stupinigi @ Palazzina di caccia
19 luglio – Cernobbio (CO), LeSerre Music Festival @ Villa Erba
22 luglio – Pompei (NA), BOP – Beats Of Pompei @ Anfiteatro Scavi
25 luglio – Firenze, Pratolino, MusArt Festival @ Parco Mediceo
27 luglio – Cattolica (RN), Arena della Regina
7 agosto – Forte dei Marmi (LU), Villa Bertelli
9 agosto – Alghero (SS), Alguer Summer Festival @ Anfiteatro Ivan Graziani
10 agosto – Santa Margherita di Pula (CA), Forte Arena
12 agosto – Paestum (SA), Arena dei Templi
14 agosto – Roccella Ionica (RC), Roccella Summer Festival @ Teatro al Castello
17 agosto – Catania, Sotto il Vulcano Fest @ Villa Bellini
18 agosto – Catania, Sotto il Vulcano Fest @ Villa Bellini
20 agosto – Palermo, Dream Pop Festival @ Velodromo Paolo Borsellino
23 agosto – Barletta (BT), Fossato del Castello
24 agosto – Ostuni (BR), Stupor Mundi Festival @ Foro Boario
I biglietti sono disponibili in prevendita su TicketOne, nei punti vendita e nelle prevendite abituali.
La scaletta del concerto dei Pooh a Marostica
1. Amici per sempre
2. Canterò per te
3. Rotolando respirando
4. Stai con me
5. Noi due nel mondo e nell’anima
6. Giorni infiniti
7. Dove comincia il sole
8. L’aquila e il falco
9. La donna del mio amico
10. L’altra donna
11. Stare senza di te
12. Per te qualcosa ancora
13. Infiniti noi
14. Se c’è un posto nel tuo cuore
15. Io e te per altri giorni
16. Vieni fuori
17. In silenzio
18. Quando una lei va via
19. Storie di tutti i giorni
20. Nascerò con te
21. L’ultima notte di caccia
22. Viva
23. Parsifal
24. Tu dov’eri
25. Notte a sorpresa
26. Cercando di te
27. E vorrei
28. Ci penserò domani
29. Pronto, buongiorno è la sveglia
30. Pierre
31. 50 primavere
32. Uomini soli
33. Io sono vivo
34. Non siamo in pericolo
35. Tanta voglia di lei
36. Dammi solo un minuto
37. Pensiero
38. Piccola Katy
39. Dimmi di sì
40. Chi fermerà la musica
Il calendario di Diego Basso plays Queen feat. Stef Burns
6 settembre – Verona, Teatro Romano
4 ottobre – Milano, Teatro lirico Giorgio Gaber
6 ottobre – Montecatini, Teatro Verdi
10 ottobre – Bologna, Teatro Celebrazioni
11 ottobre – Padova, Gran Teatro Geox
18 ottobre – San Marino, Teatro Nuovo
19 ottobre – Brescia, Gran Teatro Morato
25 ottobre – Trento, Teatro Auditorium Santa Chiara
30 ottobre – Roma, Auditorium Conciliazione
I biglietti sono disponibili in prevendita su TicketOne, nei punti vendita e nelle prevendite abituali.





































