Padre Pio
di Abel Ferrara
con Shia LaBeouf, Cristina Chiriac, Marco Leonardi, Asia Argento, Vincenzo Crea
Padre Pio secondo Abel Ferrara: il punto di vista è quanto mai anomalo, certamente non agiografico e chi è abituato a stimmate, miracoli e merchandising della fede da sceneggiato tv, a metà del film si potrebbe chiedere addirittura che c’entra Padre Pio in tutto questo: il film parla del giovanissimo frate di Pietrelcina (Shia Labeouf quasi irriconoscibile) alle prese con le sue angosce religiose, gli attacchi del demonio e le terribili confessioni di Asia Argento, ma è una porzione molto laterale della storia che invece segue il ritorno dei reduci e dei mutilati della Grande Guerra a San Giovanni Rotondo, gli inizi del fascismo, la preparazione di una risposta armata agli esiti elettorali se fossero favorevoli ai socialisti (siamo nel famoso biennio rosso) e infine un massacro: appunto l’eccidio di San Giovanni Rotondo del 14 ottobre 1920. La chiesa benedice gli agrari, i fascisti e i militari che sparano sulla folla che vuole mettere bandiere rosse sul municipio. E Padre Pio da che parte sta? Gli storici dibattono, Abel Ferrara ha preso -con coerenza- la sua consueta strada laterale. Volendo fare una battuta il regista del Cattivo Tenente è alle prese col Cattivo Credente.





































