Da quando, nel 1962, il chitarrista Charlie Byrd e il sassofonista Stan Getz con una corposa sezione ritmica registrarono nella chiesa Pierce Hall All Souls Unitarian del quartiere nero di New York le sessioni dell’album Jazz Samba cambiò la percezione mondiale della musica brasiliana. Tanto che il disco diventò uno dei più venduti di sempre in ambito jazz, il primo lavoro jazz a raggiungere il numero uno della classifica generale di Billboard. In oltre 60 anni la musica brasiliana è stata creativamente utilizzata per combinarsi con vari stili e generi, ma quella con il jazz resta una delle sue fusioni più riuscite e più aderenti.
Lo dimostra ancora una volta l’ultimo, eccellente cd della pianista – che vanta anche un master in percussioni al conservatorio – di São Paulo Christianne Neves, il suo settimo da leader, Abertura Das Águas (Alfa Music/Egea). Attiva anche con l’orchestra di salsa Heartbreakers, di cui ha fatto parte dal 1994 al 2000, con l’altra megaformazione Havana Brasil (2000/2009) e come partner della cantante Fernanda Porto, che – a proposito di quanto dicevamo sopra – ha reso popolare la dum‘n’bossa, mix di drum & bass e bossanova, Neves propone un gioiello assoluto, il suo capolavoro.
Dall’iniziale title-track che riporta alle radici africane della musica brasiliana con una toccante interpretazione di Andrea Marquee (amica dai tempi degli Heartbreakers) e il solo piano accompagnato dalle percussioni dello stupefacente Ari Colares (per anni con Naná Vasconcelos) alla conclusiva Sem Ensao, l’ultima di quattro squisite improvvisazioni in duetto – Neves allo strumento elettrico e la nostra, sempre più brava, Stefania Tallini a quello acustico –, tutto scivola perfettamente.
Ed è ricco di idee non pedisseque e di continue trovate intelligenti. La gran parte delle track è suonata in trio con i convincenti e flessuosi Mario Caribé al basso elettrico e Stefano Rossini alla batteria. Formazione di volta in volta arricchita da ospiti eleganti, raffinati e sintonici, come il chitarrista acustico Gianluca Persichetti (nella divertente Samba In Bari), il fisarmonicista Natalino Marchetti (nella maliconica Jose, dedicata al padre della leader, mancato da poco), il batterista Edu Ribeiro (che avvicenda Rossini nella jazzata Beijo No Asfalto e nella As Pastorinhas di Noel Rosa, con ancora la voce di Marquee a riportarci nel clima della classica MPB – música popular brasileira), il trombettista Franco Piana e il flautista Luciano Corsi (rispettivamente in Mr. Grusin, dedicata al grande Dave Grusin, e Samba Em Triámgulo, dai diversi sapori quasi fusion).
Da segnalare infine tra le perle di questo album, tra i più riusciti in ambito Brasil-jazz degli ultimi anni, il duetto di un’ispirata Neves con il “gigante” Edu Lobo, che canta la sua nota Ave Rara, e la preziosa rivisitazione solistica dello standard del grande Pixinguinha Carinhoso.

Raffaello Carabini
Che dire? Basta citare la cura di oltre 250 cd compilation di new age, jazz, world e quant’altro? Bastano una ventina d’anni di direzione artistica dell’Etnofestival di San Marino? Bastano i dieci come direttore responsabile di Jazz Magazine, Acid Jazz, New Age Music & New Sounds, Etnica & World Music? Oppure, e magari meglio, è sufficiente informare che sono simpatico, tollerante, intelligente... Con quella punta di modestia, che non guasta mai.

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