Epidemic
di Lars von Trier
con Allan De Waal, Ole Ernst, Michael Gelting, Colin Gilder, Udo Kier
Doveva essere una trilogia. L’elemento del crimine (1984) doveva essere “sostanza non organica”, Epidemic (1987)“sostanza organica” e Europa (1991) “sostanza concettuale”. Non era vero. Era uno scherzo sullo scherzo per marketing e stampa. Però qualcosa in comune c’era, oltre al fatto che tutti i titoli cominciano con una “e”. L’elemento del crimine era un esercizio (anche fotografico) ipnotico. E il protagonista doveva chiamarsi Mesmer. Epidemic tratta dell’ipnosi e c’è anche un’attrice non professionista ipnotizzata. E c’è il dottor Mesmer. In Europa un ipnotizzatore ci porta dentro il film. È la voce narrante o veniamo ipnotizzati durante la visione? Epidemic è quasi una sfida. Von Trier chiede dieci milioni di corone per fare un film, gliene danno cinque, lui rilancia: due film a 5 milioni l’uno. Ne farebbe uno con un milione e l’altro con nove. Invece fa solo quello da un milione. Epidemic è su due livelli di realtà: a causa della rottura di un computer Von Trier e lo sceneggiatore hanno pochi giorni per inventarsi una storia (era successo davvero). Nel film (in cui il titolo è onnipresente per tutto il film) si inventano un film sulla peste. Lo girano in poverissimo 16 mm e in ricco 35 mm. Una parte racconta come lo pensano, un’altra mostra com’è venuto. Ma le due parti si incrociano e prendono strane derive. La più tremenda è la rivelazione: pensare un film su un’epidemia di peste produce un’epidemia di peste. La metafora delle parti non amalgamate del film è nell’unica scena chirurgica: l’apertura di un tubetto di dentifricio Signal per capire come le strisce rosse e quelle bianche non si fondessero. Von Trier scherza con la critica e col pubblico. E svolazza con un piede in una fune appeso a un elicottero con una bandiera della croce rossa. E non viene molto capito. Dopo il successo della serie ospedaliera Il Regno si scopre che facendo uscire di nuovo Epidemic viene percepito come un film ironico.
Alcune di queste informazioni sono state rubate dal volumetto del Castoro Lars Von Trier e Dogma di Tina Porcelli






































