The Order
di Justin Kurzel
Un’indagine nell’America profonda e rezionaria. In concorso. Siamo negli anni Ottanta nelle zone boschive dell’Idaho e abbiamo visto tre amici andare a caccia e uccidere uno di loro perché parla troppo. Poi arriva l’agente FBI Jude Law, che ha l’età e l’aria di chi ne ha passate troppe (sapremo come e dove) e invece di riuscire a rilassarsi si ritrova tra le mani l’omicidio, alcune rapine e una frangia di ex di Nazione Ariana (suprematisti, razzisti eccetera) che si autodefinisce The Order e-stufa di chiacchiere e politica- vuole passare all’azione armata sotto il comando del leader separatista Bob Mathews (Nicholas Hoult). Tratto da una storia vera, che si sa come è finita, il thriller molto documentato -e molto tradizionale- di Kurzel ci riserva una sola sorpresa in un opuscolo di propaganda suprematista per i ragazzi. Per il resto segue – bene- il crescendo dell’indagine per andare a prendere i neonazi che preparano nei boschi un esercito finanziato con le rapine per avviare guerra civile, terrorismo, rivoluzione e vendetta nei confronti di quella che i suprematisti “politici” chiamano “l’altra setta”: il governo Usa. Però dopo Il cacciatore di Cimino mettere uno in dubbio se sparare a un cervo è controproducente…







































