Ainda estou aqui
di Walter Salles
“Io sono ancora qui”( in Concorso) è un grido di resistenza. Inizio anni Settanta. Nella villetta davanti alla spiaggia di Rio De Janeiro, la vita serena della famiglia Paiva viene interrotta dall’arrivo di un gruppo di militari che portano via l’ex deputato laburista Rubens Paiva. È in atto il passaggio dal regime militare alla mattanza delle sinistre: per alcuni giorni anche la moglie Eunice e una figlia finiscono incappucciate dove vengono interrogati i futuri desaparecidos. Poi Eunice nasconde ai figli la morte del padre, nasconde il dolore, rinforza le speranze, vende casa e trasferisce la famiglia a San Paolo, torna in università, si laurea in legge e diventa una paladina delle comunità espropriate dai cacciatori di terreni. E tutto questo per ottenere dal governo brasiliano, molti e molti anni dopo il ritorno della democrazia, il riconoscimento del rapimento, dell’assassinio e della sparizione del corpo del marito. Il collante che emerge dal film di Salles (Central do Brasil, I diari della motocicletta, On the Road) accanto allo sdegno politico è l’amore. Il film è tenero, indignato, molto tradizionale.






































