Wolfs – Lupi solitari
di Jon Watts
Fuori concorso per divertirsi Wolfs, action comedy di Jon Watts, regista degli Spider-Man della trilogia del “ritorno a casa” (Homecoming, Far from Home e No Way Home). Una donna in un albergo chiama un numero speciale per liberarsi di una situazione imbarazzante (un cadavere) ma gli specialisti che arrivano (Wolfs, come si chiamava Wolf il personaggio che risolveva problemi in Pulp Fiction) sono due: George Clooney, tradizionalista, e Brad Pitt, più moderno. Seccati di essere stati chiamati tutti e due (ciascuno si sentiva “unico”). A parte il mistero della chiamata che produce due risposte, il cadavere non è un cadavere, è un ragazzo vivo, forse poco furbo, in overdose, che scappa in mutande: si è ficcato in un guaio accettando di fare una consegna per un amico, un capitale in eroina. E la restituzione coinvolge bande croate e albanesi che hanno dei sospesi coi due Wolfs. Le avventure che i tre attraversano in quella notte sono poco plausibili, al limite della buffoneria da disegni animati: dialoghi cool o ridotti a movimenti degli occhi, sbuffi, piccoli gesti di Clooney e Pitt che replicano il repertorio della trilogia “Ocean’s” (Eleven, Twelve e Thirteen). Si spara molto, scorrono fiumi di sangue, ma non si fa male nessuno




































