M il figlio del secolo
di Joe Wright.
Arriverà nel 2025 in varie puntate su Sky la serie ricavata dal bestseller di Antonio Scurati su Benito Mussolini. Il passaggio alla serialità è avvenuto con un accorto lavoro di rottura, anzi di eliminazione della “quarta parete”: Joe Wright, regista di L’ora più buia e Espiazione, mette in scena il Mussolini sindacalista, il transfuga e traditore del socialismo, l’ideatore del fascismo, il giornalista e direttore di giornali, il padre di famiglia e marito lontano, l’amante cafone educato alle cose colte e belle da Margherita Sarfatti, l’interlocutore dei poteri terrorizzati dall’avanzare della sinistra, l’agitatore mandante di massacri e ne fa un cialtrone brillante che parla allo spettatore e sfodera i tic, il mento proteso, il roteare d’occhi e tutto il repertorio del mattatore, ma anche l’intelligenza perfida e la menzogna continua con lo Stato,con il Potere, con le milizie fasciste e con il popolo. L’attore Luca Marinelli con calvizie intermedia (non ancora la rasatura dell’iconografia del Ventennio) incarna l’attore Benito Mussolini che ci porta oltre la Marcia su Roma e fino al delitto Matteotti in uno strano mix di buffo e di tremendo il cui la costruzione del consenso con la “massa femmna”. avviene in simbiosi con lo spettatore. L’effetto è insieme comico e angoscioso, la performance avvolge ma anche disturba. Nella serie più che nei libri siamo dalle parti delle biografie fantastiche di Pablo Larrain con un tocco di grottesco non volgare a cui forse non è estranea la produzione di Sorrentino.






































