Strangers Eyes
di Siew Hua Yeo
Da Singapore un thriller gelido in Concorso. A una coppia di giovanissimi sposi, lui molto silenzioso, lei appena più espansiva, rapiscono la figlia. In questo film tutti osservano tutti: lui osserva e sfiora i capelli delle clienti di un grande magazzino, lei confessa che sente di esistere nel momento in cui si sente osservata, le telecamere messe dalla polizia registrano uno sconosciuto che mette sulla soglia della loro casa DVD in cui il padre della bambina è ripreso, e infine scopriamo che il gestore di un negozio, fanatico di elettronica di sorveglianza riesce a tenere tutti sotto controllo visivo (e abita solo con una madre quasi cieca). Ma è lui il rapitore della bambina? A un certo punto non importa più, perché il tema del film è diventato chi sta guardando chi e soprattutto perché. Come dice il poliziotto, se tieni sotto controllo ossessivo qualcuno, anche se è innocente diventa colpevole. L’idea è gelida e bella, lo svolgimento oltre un certo stadio, poco coinvolgente







































