Un altro collega, nonché amico, ci ha lasciato. È successo ieri, lunedì, nella sua casa nell’Argarve (Portogallo), dove Fausto Pirito si era trasferito assieme alla compagna Laura dopo essere andato in pensione. Fausto avrebbe compiuto 74 anni a fine settembre. Alcuni mesi fa, già provato da alcuni problemi di salute legati all’età, Fausto ha avuto il Covid poi si è spento lentamente.
In una breve autobiografia che usava per il suo blog riassumeva così la sua lunga carriera: «ex caporedattore di Tutto Musica & Spettacolo, giа direttore artistico di Rock Targato Italia e garante del Festival BresciaMusicArt, ideatore e curatore del Tributo ad Augusto Daolio e del contest Soms Experience, autore dei libri “In viaggio con I Nomadi” e “Vasco in concerto”, supporter del Dalai Lama».
Origini calabresi (era nato il 29 settembre 1950 a Caccùri, borgo medievale della Sila Jonica), laureato in Giurisprudenza, ha dedicato gran parte della sua vita alla musica. Raccontava spesso che il suo primo approccio con la musica avvenne alla fine degli Anni Cinquanta grazie al fratello maggiore Nino (noto giornalista pure lui, scomparso nel 2022), che aveva cominciato a suonare una chitarra Eko. Nino, grande fan di Elvis e Paul Anka, gli fece conoscere il rock’n’roll e il blues. A quei tempi vivevano a Castelplanio, un paesino incantato sulle colline marchigiane. Da lì, nel 1961, lo spostamento a Cecina, poi, nel 1967, con la famiglia si traferì a Pontedera.
Aveva raccontato: «Nel 1970 feci il primo vero viaggio, non ancora da frikkettone ma quasi. Con un amico, dal luglio all’ottobre girammo tutta Europa in autostop, raggiungendo Capo Nord e ridiscendendo dalla Finlandia per passare poi in Svezia, Polonia e Cecoslovacchia. Ricordo che la colonna sonora di quel trip fu “In the Summertime” dei Mungo Jerry e “Let It Be” dei Beatles, che ascoltai per la prima volta a Stoccolma».
Sempre nel 1970, Fausto aveva iniziato come cronista collaborando con Il Tirreno di Livorno, nel 1975 era diventato redattore di Tele Libera Livorno. Successivamente ha lavorato a lungo per il mensile “Tutto Musica & Spettacolo”.
Nel corso della sua lunga carriera, Fausto ha stretto amicizia con parecchi grandi nomi della musica italiana. Il primo fu Gino Paoli («Un amico che ogni tanto veniva a trovarci e a sbronzarsi con noi»). Poi aveva avuto modo di conoscere bene Vasco Rossi. Ed aveva frequentato a lungo i Nomadi, ideando il “Tributo ad Augusto”. Infine, con l’appoggio di Franco Battiato, si era occupato del progetto per la costruzione di un villaggio-monastero buddista nei dintorni di Pomaia (il primo in Europa sullo stile di quelli tibetani).
Insomma, quella di Fausto Pirito è stata una vita davvero intensa. Chi lo conosceva bene ricorda che aveva un caratteraccio, spesso aveva modi bruschi e si infiammava se le cose non andavano nella direzione da lui voluta. Ma sapeva essere molto generoso, e soprattutto credeva nei progetti in cui si impegnava.








































