L’etichetta Azzurra Music si appresta a festeggiare trent’anni di attività. Lo farà il 31 ottobre con una serata di gala al Teatro Toniolo di Mestre (Venezia), che sarà presentata da Mara Venier. Sarà un evento unico e gratuito, intitolato “La musica è azzurra: 30 anni in una notte”. Gli organizzatori promettono per l’occasione «un cast artistico stellare».
Azzurra Music si è occupata e si occupa di grandi artisti. Qualche nome: Patty Pravo, Dodi Battaglia, Al Bano, Riccardo Fogli, Grazia Di Michele, Maurizio Vandelli, Rettore, Le Orme e Bobby Solo. Negli ultimi anni ha allargato il proprio campo d’azione alla stampa e diffusione di libri dedicati ad artisti e personaggi famosi. Ha inoltre sviluppato i propri canali digitali, diventando ad esempio leader nel mercato italiano su YouTube con un canale dedicato al jazz.
Di seguito la nostra intervista al presidente Marco Rossi.

L’intervista
Festeggiate trent’anni di attività, un gran bel traguardo.
Per me sì, anche se spetta agli altri dirlo. Io credo che il nostro settore, soprattutto quello della discografia indipendente, non sia per niente facile. Rimanere per trent’anni con la stessa azienda è obiettivamente un buon risultato.
In questi trent’anni il mondo della discografia è cambiato radicalmente?
Assolutamente sì. Il settore discografico ha anticipato i tempi sulla digitalizzazione, c’è stato un vero e proprio stravolgimento. Se in altri settori la digitalizzazione ha modificato parzialmente le abitudini, il nostro settore lo ha completamente trasformato. Con l’e-commerce un frigorifero lo puoi ordinare e ti arriva il giorno dopo, la musica la puoi ordinare in questo momento e ascoltare in questo momento. Questa è la grande rivoluzione. È stato un cambiamento radicale. Noi eravamo una società organizzata, con una rete di venti agenti che lavorava coi negozi di dischi in tutta Italia, ora tutto questo non serve più.
Il cambiamento, fra l’altro, è stato velocissimo…
Personalmente non l’ho riconosciuto subito, ci siamo aggrappati a lungo al disco. Direi che dal 2015 in poi è avvenuto tutto rapidamente, nel 2020 la rivoluzione era già terminata.
Come avete reagito?
Oggi la prospettiva principale è quella del digitale. Noi avevamo trenta dipendenti quando eravamo negli anni d’oro del disco. Poi ci sono stati 5/7 anni di ristrutturazioni, siamo calati ed ora, negli ultimi 18 mesi, abbiamo ricominciato ad assumere personale, perché sta andando meglio il digitale. Stiamo affinando le nostre tecniche per capire al meglio come funzionano le varie piattaforme. Stiamo lavorando in maniera completamente diversa rispetto al passato, ovviamente.
In parallelo avete anche iniziato un’attività di stampa e diffusione libri.
Sì, è vero. Però in realtà, detto francamente, è tirare per i capelli qualche cosa che è destinato a finire. Il libro sta avendo una vita più lunga rispetto al disco, librerie ce ne sono ancora tante in Italia, ma la tendenza del pubblico è quella di andarsi a prendere anche i libri in digitale. Abbiamo prolungato la vita di certi prodotti trasformandoli da semplici cd, a cd con libro. Cosa che attualmente sta ancora funzionando, ma non è la prospettiva per il futuro.
È cambiato anche il modo di rapportarsi con gli artisti?
Vent’anni fa gli artisti facevano i tour per promuovere i dischi, adesso è il contrario, il disco serve a promuovere il tour. Economicamente, per l’artista, i ricavi sono cento a uno a favore dei live. Venti o trent’anni fa era il contrario. Il rapporto con l’artista è cambiato sicuramente in termini economici, ma impegno, ricerca e produzione sono rimasti quelli. Salvo stare molto più attenti ai budget di produzione. Una volta potevi permetterti di stare in studio mesi e spender budget infiniti, oggi non è più così, bisogna stare molto più attenti.

Lei ha lavorato con tanti artisti importanti, immagino avrà moltissimi ricordi.
Per riuscire a lavorare con questi personaggi bisogna entrare in sintonia con loro e dedicarci molto tempo. Ci sono delle storie dietro ad ogni persona. Di Al Bano, ad esempio, amo molto la sua umanità, è una persona semplice ed umile. E nello stesso tempo è uno degli artisti più grandi che abbiamo a livello internazionale, il suo successo all’estero è molto superiore rispetto a quello che ha in Italia. Resto sempre molto sorpreso quando vado da lui e riscontro una grandissima umanità. È una persona straordinaria, è sempre bello lavorare con lui.
Patty Pravo?
È la vera, e forse ultima, diva della musica italiana. Per me non vive in questo mondo, vive in un mondo suo, sopra tutti gli altri. È l’unica che può permetterselo, senza sembrare una che snobba tutto il resto. È una vera diva, come non ne vedo altre in giro. Il suo carisma la rende un personaggio unico.

Il 31 ottobre festeggerete i trent’anni di attività con una grande festa a Venezia. Perché questa festa?
Un anno fa ho ritrovato migliaia di fotografie, ancora stampate sulla carta. Foto di me con Rettore, Drupi, Bobby Solo, sembravamo tutti dei bambini, loro ed io. Ho iniziato a guardarle ed ho pensato che era davvero uno spreco lasciarle lì. Così ho pensato che fosse giusto valorizzare questi trent’anni di lavoro. Voglio ringraziare chi ha lavorato per me in questo lungo periodo, dai dipendenti ai collaboratori, dai fornitori ai clienti. Ed ovviamente gli artisti, grazie ai quali siamo ancora qua dopo trent’anni. Noi crediamo che in questo periodo la nostra azienda abbiamo fatto qualcosa per la cultura e per il Veneto. E probabilmente anche per l’Italia, perché ha dato molto spazio ad artisti che se oggi lavorano nella musica forse in parte è anche grazie a noi. Questi sono i veri motivi della festa, che abbiamo organizzato anche grazie anche al supporto fondamentale della Regione Veneto. Il 31 ottobre saranno a Venezia molti di coloro che hanno lavorato con noi in questi trent’anni e parteciperanno allo spettacolo condotto da Mara Venier.

È stato difficile convincere Mara Venier a presentare la serata?
No, è stata subito entusiasta. Ha immediatamente apprezzato l’idea ed anche il cast, è raro avere in un’unica serata tanti artisti così importanti. Per Mara Venier poi questa serata ha un significato particolare, perché torna a Venezia dopo tanto tempo. Fra l’altro è un personaggio da ringraziare perché ha fatto molto per la musica, è una delle persone che in questi anni ha dato più spazio alla promozione dei prodotti musicali.





































