“Marcello come here…” è una di quelle frasi storiche che accompagnano i film attraverso il tempo e che diventano delle citazioni o addirittura dei modi dire che inconsciamente ci rimangono nella mente.
Questa frase, in particolare, ha però la particolarità di avere all’interno non solo il nome del personaggio, ma anche dell’attore che lo interpreta.
Marcello Rubini è il personaggio, La dolce vita è il titolo del film, la scena è quella alla fontana di Trevi a Roma dove Anita Ekberg pronuncia la frase e Marcello Mastroianni è l’indiscusso protagonista di una delle pellicole più rappresentative dell’Italia anni ‘60.
In realtà Mastroianni è proprio l’attore che con il suo volto, la sua prestanza e il suo talento, ha sicuramente rappresentato il “Bel Paese” a livello internazionale.
Come protagonista de La dolce vita si era pensato inizialmente a Paul Newman, ma poi il regista Federico Fellini scelse l’amico Marcello e da quel momento iniziò il viaggio che lo porterà verso una serie di successi.
Una carriera straordinaria
Reciterà in più di 140 opere, tra cui 4 film e due pseudo documentari con Fellini, 9 film e mezzo con Ettore Scola, 6 con Marco Ferreri e poi tanti capolavori del cinema italiano, negli anni più belli e prolifici, con Vittorio De Sica, Mario Monicelli, Elio Petri, Luigi Comencini, Liliana Cavani e tanti altri autori fondamentali.
Ha lavorato anche in produzione internazionali con registi come Roman Polanski (Che?), Louis Malle (Vita privata), John Boorman (Leone l’ultimo), Theo Angelopoulus (Il volo), Nikita Michalkov (Oci ciorne), Robert Altman (Prêt-à-Porter).

Famosissimo il suo sodalizio artistico con l’amica di sempre Sophia Loren, con cui ha recitato insieme in ben 14 film, tra cui alcuni indiscutibili cult come Ieri, oggi, domani, Matrimonio all’italiana e Una giornata particolare.
Famosissima un’intervista, che ancora oggi gira su tutti i social, fatta a Marcello Mastroianni e Sophia Loren al Dick Cavett Show nel 1977, in cui i due attori giocano sul fatto che l’attore veniva considerato un latin lover, termine in cui non si è mai riconosciuto.
Il latin lover
Anche quando, proprio dopo La dolce vita veniva identificato come un seduttore, decise di interpretare il ruolo dell’impotente nel bellissimo film di Mauro Bolognini, Il Bell’Antonio, nel barone tradito in Divorzio all’italiana di Pietro Germi e nel donnaiolo stressato in Casanova ‘70 di Mario Monicelli.
E mentre i film erano sempre più importanti e sempre diretti da grandi registi più autorevoli, la vita privata sembrava sempre più simile a quella di un reale latin lover.
Seppur sposato, poi separato e mai divorziato dall’attrice Flora Carabella, Mastroianni ebbe una serie di relazioni importanti.
Una di queste fu sicuramente quella molto intensa con l’attrice americana Faye Dunaway, conosciuta sul di Amanti (1968) a Cortina. Mastroianni per lei fu sul punto di divorziare, ma forse fu proprio su consiglio di Federico Fellini che decise di non farlo e la Dunaway lo lasciò.

Ci fui l’importante storia d’amore con Catherine Deneuve, conosciuta sul set de La cagna (1971) di Marco Ferreri, da cui nacque la figlia Chiara.
Il legame con la Deneuve finisce nel 1974 e ha un’ultima grande relazione con la regista Anna Maria Tatò, che lo omaggerà nel film-testamento Marcello Mastroianni – Mi ricordo, sì, io mi ricordo, usato postumo nel 1997.

L’anniversario
A 100 anni dalla sua nascita (26 settembre 1924) è davvero difficile non parlare della vita privata del divo italiano che nel 1962 la rivista americana Time definì l’attore straniero più popolare negli Stati Uniti.
Una vita ricca di amori, successo, capolavori e innumerevoli riconoscimenti: 3 candidature agli Oscar come miglior attore per Divorzio all’italiana, Una giornata particolare e Oci ciornie, 2 Prix d’interprétation masculine a Cannes per Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) e Oci ciorne, 2 Coppe Volpi e un Leone alla carriera alla Mostra Internazionale di Cinema di Venezia, 8 David di Donatello e tanti altri ancora.
A Mastroianni viene anche riconosciuto il bacio più lungo del cinema italiano con Liana Orfei in Casanova ‘70.

Snàporaz, così lo chiamava Fellini, aveva la fama di pigro e indolente, ma recitò fino alla fine dei suoi giorni, seppur malato, sul set di Viaggio all’inizio del mondo di Manuel de Oliveira e a teatro con Le ultime lune. Ci lascio nella sua casa di Parigi, a 72 anni, assistito dalla figlia Chiara il 19 dicembre 1996.








































