Negrita al Forum di Assago, 3 ore di festa per 30 anni di carriera

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Negrita 30 milano forum

Ieri sera all’Unipol Forum di Assago si è celebrata la grande festa per i 30 anni di carriera dei Negrita.
Diecimila persone e un palazzetto quasi completamente sold out, per quello che è stato l’unico live 2024 della band di Arezzo.

Sul palco insieme a Pau (voce), Drigo (chitarra solista) e Mac (chitarra ritmica), i compagni di viaggio che ormai fanno parte da qualche anno della Banda Negrita, ovvero Giacomo “Rost” Rossetti al basso, Cristian Dalla Pellegrina alla batteria, Guglielmo Ridolfo Gagliano “Gando” alle tastiere, e lo speciale ritorno, dopo qualche anno, di Itaiata de Sa alle percussioni, direttamente da Salvador de Bahia.

30 anni in 30 canzoni

Ironicamente, ma forse nemmeno troppo, l’apertura è affidata ad …e intanto il tempo passa, brano che apriva l’album XXX, anno 1997.
La scaletta (che potete trovare in fondo all’articolo) è una carrellata di singoli e classiconi, praticamente nessuno escluso. Il concerto è diviso tra le diverse fasi della band, in modo da avere un colore sonoro uniforme e coerente nei diversi momenti del live.

Subito dopo l’inizio arriva l’ovvia celebrazione del trentennale di Negrita, il primo disco, con 4 brani: Ehi! Negrita, Cambio, R.J. (angelo ribelle) e Lontani dal mondo.
Si salta negli anni 2000, per andare a pescare da Radio Zombie fino agli ultimi lavori, con un brano magnifico come Hemingway, l’immancabile Bambole, oltre a Brucerò per te, Il gioco e La tua canzone.

Il momento centrale del concerto è dedicato ai due album di maggior successo commerciale dei Docs, nati da due diversi viaggi in Sud America: il Brasile per L’uomo sogna di volare e l’Argentina per Helldorado. Ecco quindi che si passa dal ritmo indiavolato di Notte mediterranea ai suoni tribali di Radio Conga, passando per Il libro in una mano, la bomba nell’altra e gli echi latini di Rotolando verso Sud.

Una piccola parentesi semi-acustica per riprendere fiato con Non torneranno più, dedicata ai tanti compagni di viaggio, tra amici e colleghi, che non ci sono più, e Magnolia, nata quasi per caso dopo giorni in cui non usciva mezza nota, come racconta Pau.
C’è spazio, ovviamente, anche per ascoltare uno dei pezzi cantati da Drigo come voce solista, e tocca a Il giorno delle verità.

Il trittico finale prima dei bis è formato da tre vere e proprie bombe atomiche che non dovrebbero mai mancare in un concerto dei Negrita e che definiscono a pieno il concetto di sesso, droga e rock’n’roll: Sex, che Pau ha quasi vergogna di cantare a 57 anni, derubricandola (a torto, ci sentiamo di dire) a “canzone adolescenziale”, Transalcolico, e A modo mio, che scatenano il pogo delle prime file.

I nuovi brani e l’atto di resistenza del popolo dei Negrita

A differenza di quanto accade solitamente nei concerti, sono i bis a portarci canzoni nuove, prima della carrellata di super hits finale.
Arrivano prima Non esistono innocenti amico mio, l’ultimo singolo, rilasciato proprio la mattina del concerto, e poi Nel blu, un brano completamente inedito che farà parte del nuovo album a cui i Docs stanno lavorando.
Due canzoni crude, incazzate e piene di rabbia, come dice lo stesso Pau nell’annunciarle, che parlano di guerre, di diritti violati, di stragi a cui assistiamo quasi inermi.
Sarà forse questa situazione sociale che si respira nell’aria ad aver fatto scattare qualche molla all’interno dei Negrita, ma questi due nuovi brani hanno grattato via la ruggine che si era accumulata negli ultimi anni di silenzio discografico (e di ultimi lavori un po’ sotto le aspettative) e fanno decisamente ben sperare per il nuovo album.

Non è un caso che Pau, proprio prima dei saluti finali parli del popolo dei Negrita, inteso sia chi sta sopra che sotto il palco, come di un gruppo di persone che fanno resistenza.
Perchè chi ascolta le loro canzoni e va ai loro concerti resiste alla musica che va di moda oggi, e allo stesso tempo, ascoltando, condividendo e cantando certi testi, resiste anche alla situazione sociale che viviamo nel nostro paese, dove i più basilari valori della democrazia sono ogni giorno sempre più a rischio, e ad una politica internazionale fatta di stragi tollerate solo perchè compiute da paesi ricchi, potenti e vicini all’occidente.

Il gran finale

A chiudere il concerto arrivano tre brani per tre momenti profondamente diversi tra loro ma che insieme racchiudono l’essenza della musica dei Docs: la delicata bellezza di Ho imparato a sognare, il rock e il pogo di Mama Maè, e il grande abbraccio collettivo di Gioia infinita, fino all’ormai classica frase di chiusura di Pau che manda tutti a casa: “Gioie… è finita!”

Quello di ieri sera al Forum, con ben 30 brani eseguiti per circa 3 ore di durata, è stato il concerto più lungo della carriera dei Negrita, e siamo certi che nessuno dei presenti sia tornato a casa rimuginando su assenze varie (tra i “singoloni” assenti avremmo aggiunto solamente In un mare di noia, Hollywood, Sale e Malavida en Bs. As., ma si tratta davvero di sottigliezze e gusti personali), ma di certo tutti hanno fatto un carico di adrenalina e rock’n’roll che dovranno necessariamente farsi bastare fino al 2025, in attesa del nuovo disco e di un nuovo tour della band.

Le foto del concerto, a cura di Silvia Saponaro
La scaletta del concerto Negrita 30 al Forum di Assago

1. …e intanto il tempo passa
2. In ogni atomo
3. Non ci guarderemo indietro mai
4. Ehi! Negrita
5. Cambio
6. R.J. (angelo ribelle)
7. Lontani dal mondo
8. Il gioco
9. Provo a difendermi
10. Hemingway
11. Brucerò per te
12. La tua canzone
13. Bambole
14. Il libro in una mano, la bomba nell’altra
15. Radio Conga
16. L’uomo sogna di volare
17. Rotolando verso Sud
18. Notte mediterranea
19. Che rumore fa la felicità?
20. Non torneranno più
21. Magnolia
22. Il giorno delle verità
23. Sex
24. Transalcolico
25. A modo mio

26. Non esistono innocenti amico mio
27. Nel blu (inedito)
28. Ho imparato a sognare
29. Mama maè
30. Gioia infinita

Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".

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