Riccardo Cocciante porta la sua storia in Arena di Verona: racconto, foto e scaletta

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riccardo cocciante arena verona

Una data unica per un’occasione unica: Riccardo Cocciante fa il pienone in Arena di Verona per i 50 anni di Anima, il disco che l’ha portato all’attenzione del grande pubblico, e che contiene brani come Bella senz’anima e Quando nasce un amore.

Il palco è semplice, vecchio stile se vogliamo, ed il maxischermo che fa da sfondo è poco più che ornamentale, per lasciare alla musica il vero ruolo da protagonista: rimanda poche, pochissime immagini, non è mai invasivo ed in più è sfumato da una tenda, che attenua la potenza luminosa dei led e rende l’atmosfera più intima.

Ad accompagnare Riccardo Cocciante (unico vestito di bianco) per questo live in Arena una superband completamente di nero vestita formata da: Alfredo Golino alla batteria, Roberto Gallinelli al basso, Ruggero Brunetti e Alessandro Biasi alle chitarre, Luciano Zanoni a tastiere e pianoforte, Lorenzo Nanni a tastiere e programmazioni, Marc Chantereau alle programmazioni. Il quartetto d’archi è composto da Davide Agamennone al primo violino, Andrea Ricciardi al secondo violino, Giulia Sandoli alla viola e Ilaria Calabrò al violoncello. Ben sei i coristi: Roberto Tiranti, Moris Pradella, Claudia D’Ulisse, Alexa Pillepich, Gian Marco Schiaretti, e Marco Vito, che si è occupato anche della direzione musicale.

Il concerto

Il live si apre con un brano tratto dal primissimo album di Cocciante (Mu, dell’anno 1972). Stiamo parlando di Ora che io sono luce, ed è proprio lo stesso cantautore a raccontare la scelta, nel primo dei numerosi momenti di scambio col pubblico: «Mu è un continente perduto che ha fatto la sua evoluzione e poi è scomparso. Io volevo rifarmi a questo per capire dove siamo arrivati, qual è adesso la nostra situazione. In fondo è tutto così difficile in questo momento, tutto così un po’ più grave di prima, e forse siamo noi i responsabili».

Si prosegue con Ammassati e distanti e Il mio nome è Riccardo («non avevo il fisico per fare il cantante e neanche il nome: quando ho incominciato mi hanno proposto tanti pseudonimi, tra cui Riccardo Conte. I primi dischi li ho pubblicati come Richard Cocciante, ma alla fine mi sono detto “il mio nome è questo, e questo deve rimanere”»).

Dopo Cervo a primavera entra in scena il pianoforte («per me è una persona, un’entità, non solo un oggetto») ed arriva il primo brano tratto da Anima, ovvero L’odore del pane.
La voce di Cocciante è calda, intensa e potente come sempre, nonostante le 78 candeline spente lo scorso 20 febbraio, e porta il pubblico dentro la sua storia musicale con brani come Primavera, Era già tutto previsto e Ti amo ancora di più.
A sorpresa arriva anche un brano più nascosto, o “meno fortunato”, come ama definirlo lui, ed è Jimi suona, tratto dall’album Cocciante del 1991, e dedicato a Jimi Hendrix («c’era un uomo che suonava e che nel suonare diffondeva la pace e la voglia di essere liberi. La libertà è una cosa importante»).

Il premio speciale a Gigliola Cinquetti

A sorpresa, Cocciante invita sul palco Damiano Tommasi, sindaco di Verona, per una speciale premiazione: sono passati infatti 60 anni da quando Gigliola Cinquetti, veronese di nascita, trionfava sia al Festival di Sanremo che all’Eurovision Song Contest con Non ho l’età. E proprio in chiusura della stagione concertistica in Arena, la città ha voluto premiare l’artista per questo importante anniversario.
Un ulteriore regalo arriva anche dal cantautore, che chiede il “la” del pianoforte e, insieme al pubblico, acenna la prima parte del brano, spendendo anche alcune parole al miele per la collega: «sono fiero ed ho enorme rispetto di tutti gli artisti che sono venuti prima, perchè ci hanno insegnato molto, e senza di loro forse non saremmo qua».

Ospiti a sorpresa

Ma non è stata questa l’unica sorpresa del concerto: altri due ospiti non annunciati salgono sul palco dell’Arena. La prima è Elodie, che “sostituisce” Paola Turci nel duetto di E mi arriva il mare, brano dedicato a Nelson Mandela.
La cantante romana torna poi nuovamente in scena per interpretare Esmeralda nel brano Vivere per amare, tratto dal musical Notre Dame de Paris, ed appare anche visibilmente emozionata.

C’è spazio anche per un altro ospite, se vogliamo più prevedibile. Infatti Irama nell’ultima edizione del Festival di Sanremo aveva avuto proprio Cocciante come ospite nella serata delle cover per cantare Quando finisce un amore.
La canzone scelta stavolta è L’alba, che dà il titolo all’album omonimo del 1975, e che le due voci, davvero simili, si scambiano e si rimbalzano frase dopo frase, per un’interpretazione intensa.

Spazio alle opere: Giulietta e Romeo e Notre Dame de Paris

Oltre alla grande carriera da cantautore, Riccardo Cocciante ha avuto enorme successo anche con le opere musicali, e in un luogo simbolo di Verona come l’Arena non poteva mancare un brano tratto da Giulietta e Romeo e cantato da chi l’aveva portato in scena all’epoca, ovvero Gian Marco Schiaretti e Marco Vito.
Ma soprattutto non può non essere celebrato l’enorme successo di Notre Dame de Paris, con Il tempo delle cattedrali, Bella, Vivere per amare e I clandestini, per l’ovazione finale del pubblico alla fine della pièce.

Chiusa la parte opertistica, Cocciante continua a snocciolare i grandi successi della sua carriera da cantautore, tra cui Sincerità, Quando finisce un amore e Celeste nostalgia, cantate tutte in coro dai 12.000 dell’Arena.
Prima del gran finale c’è spazio per altri due brani “meno fortunati” come La nostra lingua italiana («questa canzone parla di noi, della nostra cultura, di quello che abbiamo di particolare noi italiani») e Vivi la tua vita («le mie canzoni non parlano quasi mai di storie di vita vissuta ma sono molto allegoriche nel testo e descrivono dei sentimenti, dei momenti, delle impressioni, delle sensazioni, eccetto questa, che è dedicata a mio figlio David, che stasera è qui tra voi»).

Il gran finale

L’ultima mezz’ora è una carrellata di capolavori da far invidia a chiunque: arrivano, una dietro l’altra, Poesia («è la prima canzone che ho scritto, conoscevo due accordi di chitarra e non avevo ancora imparato a suonare il pianoforte»), A mano a mano («Rino Gaetano era un artista incredibile ed ha fatto un lavoro straordinario con questo brano, portandolo anche da tre a quattro tempi per la sua versione»), Se stiamo insieme (brano che ha trionfato al Festival di Sanremo nel 1991), Bella senz’anima («forse a causa di questa canzone sono sempre stato dipinto come un cantautore “arrabbiato”») e Margherita («invece questa canzone l’ho scritta per dimostrare che avevo anche un lato dolce, romantico»).

È ovviamente l’apoteosi, con meritatissima standing ovation da parte del pubblico dell’Arena sia per Riccardo Cocciante che per la band che l’ha accompagnato.
Una brevissima pausa, e ovviamente non è ancora finita qui, perchè altri pezzi da novanta mancano all’appello.
I fan più accaniti corrono verso il palco per godere più da vicino degli ultimi istanti del live, ed ecco che arrivano Io canto, Questione di feeling e la chiusura con In bicicletta.

36 canzoni (più il piccolo tributo a Gigliola Cinquetti) per oltre 3 ore di musica.
Un repertorio sterminato e costellato di successi che fanno parte della storia della musica leggera italiana, fino a sfociare nell’opera moderna di più grande successo della storia recente, che hanno “costretto” Cocciante ad una maratona sul palco per accontentare tutti i fan.
E tra due anni Margherita compie mezzo secolo…

Le foto del live, a cura di Silvia Saponaro
La scaletta del concerto di Riccardo Cocciante in Arena di Verona
1. Ora che io sono luce
2. Ammassati e distanti 
3. Il mio nome è Riccardo 
4. Uniti no, divisi no 
5. Un buco nel cuore
6. Cervo a primavera
7. L’odore del pane 
8. Primavera
9. Era già tutto previsto
10. Ti amo ancora di più 
11. Il mare dei papaveri
12. E mi arriva il mare (con Elodie)
13. Per un amico in più 
14. Jimi suona
15. Non ho l’età (con Gigliola Cinquetti)
16. Verona
17. Il tempo delle cattedrali 
18. Bella
19. Vivere per amare (con Elodie)
20. I clandestini 
21. Sulle labbra e nel pensiero 
22. Due
23. Sincerità 
24. Quando finisce un amore
25. Celeste nostalgia 
26. L’alba (con Irama)
27. La nostra lingua italiana
28. Non è stato per caso
29. Vivi la tua vita
30. Poesia
31. A mano a mano 
32. Se stiamo insieme
33. Bella senz’anima
34. Margherita 
35. Io canto
36. Questione di feeling
37. In bicicletta
Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".

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