Il rumor è rimbalzato ieri sera sul web come un fulmine a ciel sereno: Carlo Conti sogna la reunion dei Pink Floyd superstiti (David Gilmour, Roger Waters e Nick Mason) per il prossimo Festival di Sanremo.
La notizia è stata data per prima da Fanpage, affermando che Carlo Conti era al Circo Massimo per i concerti di David Gilmour (qui il nostro racconto dei live romani).
E fin qui nessuno scoop, dato che la passione del conduttore per i Pink Floyd è ben nota.
Quello che ha stuzzicato più di tutti la curiosità è il fatto che Conti sia stato visto anche nell’hotel dove Gilmour alloggia, e che abbiano avuto una chiacchierata.
Il sogno del direttore artistico del Festival di Sanremo 2025 sarebbe, infatti, riuscire ad avere sullo stesso palco i tre membri superstiti dei Pink Floyd per una reunion che avrebbe dell’incredibile, a 20 anni dalla storica, ultima volta al Live8 di Londra.
Fanpage inoltre aggiunge che Gilmour si sarebbe detto disponibile, e sembra che Conti abbia fissato già in novembre un viaggio a Londra.
La realtà è ben diversa
Sebbene milioni di fan in tutto il mondo sognino una reunion dei Pink Floyd, ovunque e per qualsiasi motivo possa avvenire, le cose non sono così facili come si dice in quest’ultima affermazione.
Infatti, in un’intervista pubblicata proprio ieri sul Guardian in cui risponde alle domande dei fan, Gilmour usa parole ben diverse. Eccole:
Pensi che ti esibirai mai più sul palco con Roger [Waters]?
Assolutamente no. Tendo a stare alla larga dalle persone che sostengono attivamente dittatori genocidi e autocratici come Putin e Maduro [presidente del Venezuela]. Niente mi farebbe condividere il palco con qualcuno che pensa che un simile trattamento delle donne e della comunità LGBT sia ok.
D’altra parte, mi piacerebbe tornare sul palco con [il defunto tastierista dei Pink Floyd] Rick Wright, che era una delle persone più gentili e musicalmente dotate che abbia mai conosciuto.
La diatriba Samson-Gilmour vs Waters
E come non ricordare anche la polemica andata in scena su X all’inizio di quest’anno, con Polly Samson, moglie di Gilmour e autrice di molti dei testi degli ultimi 30 anni, che di punto in bianco ha scritto sul social un post di fuoco?
Queste le parole della scrittrice: «Sfortunatamente Roger Waters sei antisemita fino al midollo. Sei anche un apologeta di Putin e un bugiardo, un ladro, un ipocrita, uno che elude le tasse e canta in playback, un misogino, un invidioso patologico, un megalomane. Ne abbiamo abbastanza delle tue cazzate».
Subito è arrivato il supporto di David: «ogni parola è vera ed è dimostrabile».
La risposta di Waters non si è fatta ovviamente attendere, definendo le parole della Samson «incendiarie e totalmente inaccurate», e ha continuato dicendo che «le confuta in maniera totale».
La vendita del catalogo
Di certo comunque delle trattative negli ultimi mesi ci sono state, di persona o tramite avvocati, perchè è notizia di pochi giorni fa che i Pink Floyd hanno venduto il loro catalogo a Sony Music per 400 milioni di dollari.
Nello specifico la band ha ceduto i master (ossia le incisioni originali), il brand Pink Floyd, il diritto di produrre merchandising a nome della band e opere che a loro direttamente si ispirano (film, serie tv, e così via), nonché le iconiche copertine degli album.
L’accordo, però, non copre il diritto d’autore sulle canzoni. Questo potrebbe essere un altro indizio della difficoltà dei rapporti tra Roger Waters e David Gilmour, che ha portato ad un accordo con Sony che gli esperti definiscono “a metà”.
E se a Sanremo ci fosse Gilmour da solo?
È chiaro che la notizia di una reunion dei Pink Floyd sul palco di Sanremo fa il giro del mondo in un attimo, ma come abbiamo visto la realtà dei fatti sembra essere nettamente differente, con i due principali contendenti ancora in guerra aperta.
Ma la soluzione al rumor potrebbe essere estremamente più facile: Carlo Conti, se pur non potrà realizzare il suo sogno di vedere Gilmour, Waters e Mason insieme sul palco dell’Ariston, potrebbe comunque avere il chitarrista britannico.
D’altronde i concerti di questo 2024 sono una manciata (6 a Roma, 6 a Londra, 4 a Los Angeles, 5 a New York), e febbraio 2025 potrebbe essere l’occasione giusta per annunciare un nuovo e più corposo tour europeo per l’estate.
Alla prossima edizione del Festival di Sanremo mancano ancora quattro mesi (andrà in onda dall’11 al 15 febbraio 2025), e siamo certi che rumor di qualsiasi tipo continueranno a rincorrersi. Meglio prenderli con le dovute cautele e restare coi piedi per terra.
Poi, se davvero Carlo Conti dovesse riuscire in ciò che negli ultimi 40 anni è riuscito solo a Bob Geldof nel 2005 in occasione del Live8, saremo i primi ad aprire una petizione per fargli costruire una statua accanto a quella di Mike Bongiorno, ma grande almeno il doppio.







































