Gli Arcade Boyz raccontano l’hip hop e tutti i ragazzi italiani

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Gli Arcade Boyz, sul loro canale YouTube da 550.000 iscritti, raccontano a modo loro, la musica degli artisti più amati da ragazze e ragazzi, ovvero l’hip hop italiano. E non solo, parlano anche d’altro, in modo schietto e non troppo furbetto. Fada e Barlow, gli Arcade Boyz, tra l’altro, sono appena da poco intervistati dal quotidiano La Stampa e hanno vinto un premio importante. Ovvero sono stati più votati tra gli YouTube Creator ai Media Music Awards di Esse Magazine, probabilmente la più importante pagina Instagram per hi ama hip hop e trap in Italia. Spesso si esprimono senza peli sulla lingua su temi importanti come la depressione o la dipendenza dai social. Lo fanno a modo loro, a volte andando sopra le righe, senza mai però pretendere di avere facili soluzioni.

Ecco come si definiscono:siamo due quarantenni falliti. In passato non eravamo in grado di condividere lo spazio vitale con una società formata da ‘uomini medi’ che hanno reso il loro lavoro principale la cosa che gli ha sempre rovinato la vita”, spiega Fada. “Siamo dei ‘falliti’ perché ci ha sempre creato problemi la nostra sincerità”. Siamo due ventenni di 40 anni che parlano di musica e dicono sempre le cose come stanno, gli fa eco Barlow. “Senza falsi perbenismi o conformismi di comodo”. Insomma, due personaggi così, in un mondo di pseudo numero uno sono piuttosto originali. E visto che hip hop e trap furoreggiano anche nei club, in questo spazio ci stanno benissimo. Molto meglio di quasi tutti i dj italiani, così inutili nelle loro parole e pure in quel che dicono.

 

Come vedete la scena musicale italiana?

Fada: “la scena italiana in questo momento è formata dai giovani che hanno davvero fame, a partire dai ragazzi di seconda generazione fino a tutti quelli che emergono dalle province! Tutto il resto è un misto di lustrini e pop commerciale senza anima! Diciamo che la differenza tra gli uni e gli altri è il bisogno comunicativo delle nuove generazioni contro l’eredità con percezione falsata portata dal filone ‘trap stupida’ del 2016”.

Barlow: “nonostante il mainstream proponga i soliti nomi, l’underground freme e ribolle di nuove proposte e di sangue giovane. Basti pensare alla nuova ondata ‘pop punk’. E’ formata da tanti ragazzi riciclati dalla trap, ma anche da tanti talenti genuini… Sia chiaro, preferisco il punk senza prefissi annacquanti… Comunque, in ogni genere musicale, i giovani di qualità ci sono. Ma non potete aspettare che ve la servano in tavola bella e pronta. Sta a chi ascolta cercare e supportare gli artisti emergenti”.

Seguite solo l’hip hop o anche altri generi musicali?

Fada: “ho sempre pensato che seguire un solo genere musicale porti al suicidio artistico e/o mentale. La musica è bellissima a 360 gradi e se l’ascoltatore ‘di passaggio’ scoprisse anche solo un quarto di quello che il panorama musicale mondiale può regalare, probabilmente ora staremmo vivendo in una società migliore. Finita questa piccola ma obbligatoria premessa, sì. Adoro esplorare e scoprire la musica in tutte le sue forme e arti. A volte cerco anche di trovare del buono nelle cose che non ho mai sopportato, solo per il gusto di ampliare le mie vedute (non solo musicali)”.

Barlow: “amiamo tutta la musica, se ben fatta. Anzi, devo dire che negli ultimi anni mi sono aperto molto anche a generi che per me erano avevano avevano sopra una enorme red flag, ovvero ci avevo messo una bella croce sopra”.

 

Come vedete il futuro degli streamer?

Fada: “Ho una visione molto precisa della cosa. Credo che lo ‘streamer’ come siamo abituati a vederlo andrà a sparire per far spazio a qualcosa di più professionale e meno ‘buonista’. Internet è sempre stata l’alternativa a un mondo noioso che vive secondo delle regole retrograde (nello specifico parlo dell’Italia), ma tutto questo sarà possibile solamente se la mia generazione prenderà iniziativa divulgando e insegnando, in qualche modo, una nuova materia chiamata educazione ai social”.

E i ragazzi italiani, come li vedete? Che problemi hanno, secondo voi? E invece, che potenzialità hanno?

Fada: “I ragazzi italiani in questo momento (parlo della maggioranza) vengono tenuti in scacco dall’informazione fallata e di parte, in qualsiasi ambito. Crescono cloni e vuoti, pochi come noi, grazie alla musica, hanno la possibilità di svegliarsi da questo grande Matrix stantio. Non ho fiducia nelle vecchie generazioni, ma ho fiducia nel ‘burnout’ generazionale di quelle che stanno crescendo ora! Il loro bisogno di anonimato e soprattutto di indipendenza (non solo monetaria) mi fa ben sperare.

Barlow: “Non li vedo affatto male. L’importante è che si ricordino di essere ragazzi e non boomer di 50 anni! Secondo me stanno soffrendo il fatto che la loro seconda vita sui social sia piu’ importante di quella vera nel mondo reale. Detto questo, so che possono regalarci tanto”.

 

 

Giornalista & comunicatore (o viceversa), Lorenzo Tiezzi sta online più o meno tutto il giorno. Il sito della sua agenzia è www.lorenzotiezzi.it, il suo clubbing blog AllaDiscoteca.com. All'attività di comunicatore affianca quella di giornalista freelance. Scrive di tendenze, musica, nightlife, ovvero, riassumendo all’osso, di amenità. Fiorentino, classe ‘72, si è laureato in Dams Musica nel 1996. Prima di dedicarsi a giornalismo e comunicazione ha lavorato in tv come coautore e curatore (Tmc2, Mtv) e in teatro come direttore di palco. Appassionato di arte, vino e sport, nel novembre 2013 ha corso la sua prima maratona e punta tutto su un tempo improbabile (3h e 30’’).

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