Sudore, groove e rock and roll in Las Palmas.

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Partiamo dalla fine? Sì, quindi, sabato 5 ottobre all’Imaginario Drinks & Music di Las Palmas c’ero io col mio basso d’oro, un uruguyano, un argentino, due tedeschi, un torinese e un napoletano oltre a due spagnoli.

Sì, proprio come una di quelle belle barzellette anni 70. Quindi l’amico (il torinese…) Andres Barbero, titolare del locale in quel di Las Palmas, Gran Canaria, qualche mese fa mi lancia la sfida: verresti a suonare qui, con un gruppo di musicisti che ti presento io?

Che faccio? Non vado?

No, vado eccome.

Così, scambio di scalette ipotetiche, via whattsapp, scelta di pezzi, chi suona cosa, come si parla a Las Palmas?

Inizio il soundcheck alle 14, finisco alle 20.30, inizio show ore 21, fine spettacolo oltre mezzanotte.

Ma quello che ti chiedo, lettore, è di guardare cosa può fare la musica.

Guarda le facce.

Le espressioni.

In un mondo violentemente lacerato da conflitti che durano anni, massacri, bestialità, cosa  può avvicinare le persone se non la musica? Questo linguaggio non verbale che lega e fa sì che le persone dialoghino?

Mi rende molto orgoglioso questo fatto e non voglio assolutamente sottovalutarlo.

Guardate le facce. Ma non solo le nostre, in prima fila, anche quelle dietro.

Guardatele.

Ecco una selezione di persone che stanno bene insieme, che hanno goduto del piacere della musica, che hanno ballato e sudato.

Fuori da ogni retorica.

Libere per un paio d’ore.

Chi può chiedere di più?

Il viaggio inizia a un orario improbo di venerdì 4 ottobre, le ginocchia piantate nel sedile di fronte.  Ryanair terribile. Ma il mio basso è seduto fianco, gli parlo e lo tranquillizzo mentre guarda fuori dal finestrino.

“com’è la fuori?” gli chiedo.

“bello grande” risponde.

Alle Canarie ero già stato a suonare qualche lustro fa per un tributo a Hendrix insieme a Richie Kotzen e  Uli Jon Roth. Good memories.

Isole vulcaniche e un grande oceano.

 

Mi adeguo presto alla rilassatezza dei ritmi della vita, rendendomi conto che se vivessi qui sarei parecchio meno attivo…ma forse non è vero.

Ecco la locandina della spettacolo ed ecco alcune immagini.

Il mio signature bass Franchin Guitars New Gold Dream ha cantato benissimo dentro un ampli fornito dai potenti mezzi dell’Imaginario.

Ecco il cantante dei Los Mojo Groovers, duo di belle speranze che hanno proposto Wicked Game di Chris Isaac, con una ottima resa.

Sudore a fiotti ma grande gioia nel sentire il calore delle persone.

Alla ricerca della vibe come Lemmy.

Stay connected for more rock and roll!

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