Uscirà venerdì 25 ottobre “Hotel Esistenza”, settimo album in studio dei Fast Animals And Slow Kids.
Oltre ai singoli “Festa” e “Come No” che negli ultimi mesi hanno anticipato l’arrivo dell’album, “Hotel Esistenza” contiene altri nove brani, portando al culmine tre anni di lavoro e vita che hanno trovato la loro sintesi in studio.
“Hotel Esistenza” può essere visto come il disco della consapevolezza dei FASK, nel quale si riesce ad ascoltare una versione della band più matura, versione che però non volta le spalle alle proprie radici e rimane coerente con ciò che li ha fatti apprezzare in 15 anni di amicizia/carriera.
È così che dentro le 11 tracce che compongono l’album possiamo trovare canzoni che immediatamente ci rimandano al “classico” suono ruvido dei FASK, una su tutte “Brucia”, ma allo stesso tempo rimanere piacevolmente sorpresi dalla presenza di alcune ballad struggenti. “Torna” è forse il simbolo di questa categoria, quella che colpisce di più e lascia il segno per la sua semplicità, ma allo stesso tempo per la sua sincerità (“Se potessi tornerei indietro / un po’ più elastico un po’ più ingenuo / sceglierei meglio le parole / giudicherei meno le persone”).
Diversi anche i temi toccati all’interno di “Hotel Esistenza”: quello della crescita, del quale ne abbiano parlato direttamente con loro, ma anche quello dell’amore, visto in tutte le sue sfaccettature e il senso di colpa. Non meno importante quello che accende (letteralmente visto che si sente lo scoppio di un motore) l’album: la normalità. “Una vita normale” ci dice che ogni vita è unica e non dovrebbe essere paragonata ad altre, giocando con il dualismo tra il desiderare una vita normale (“vuoi solo avere vicino una persona che sogna / che piange che ride”), ma con il senso di “banalità” che a volte riserva questa parola (“Se sei tropo normale nessuno ti vede”).
Ma ci siamo fatti raccontare direttamente dai FASK “Hotel Esistenza”.
L’INTERVISTA
Quale spaccato di esistenza volete rappresentare in, appunto, “Hotel Esistenza”?
Noi abbiamo una regola: raccontiamo sempre quello che stiamo vivendo. Cerchiamo di essere il più vicini possibili alle cose che stiamo cantando, sperando che queste poi risuonino in noi più forte e riescano, di conseguenza, a essere sentite più forte. In questo album stiamo raccontando i nostri ultimi tre anni, siamo partiti da circa 42 canzoni, per arrivare alle 11 pubblicate. È stato un processo di sottrazione bello tosto che, devo dire, sentiamo contemporaneo. Almeno, contemporaneo rispetto a noi.
Hotel Esistenza è appunto un hotel metaforico, fatto da diverse stanze e diversi luoghi. Uno, il più semplice da trovare, è “Riviera Crepacuore”, ma volevo sapere se ce se sono degli altri.
Questo è un disco che rimanda ai luoghi. “Riviera Crepacuore” rimanda all’A14 perchè i nostri viaggi passano spesso su quell’autostrada. Se da piccoli ci sembrava un posto magico, come Disneyland, poi facendola da grandi, magari in inverno, scopri un posto più nostalgico.
“Una vita normale” invece ci rimanda a Torino. Una Torino invernale, dove sei fermo alla fermata di un autobus e magari stai mandando un messaggio al cellulare, senti freddo alle mani e le metti dentro un maglione (“Avevo le mani / congelate come rose avvizzite / un po’ al cellulare / un po’ dentro il maglione”).
Oppure “Dimmi solo se” è la descrizione precisa per come ce li ho in mente di alcuni monti che ho visto in Patagonia. Ma di luoghi in questo disco ce ne sono tanti. Poi, come al solito, cerchiamo di partire da ciò che vediamo per fare un riflessione e riportarla a un pensiero nostro.
Quali sono le reference musicali del disco?
Per quanto riguarda “Hotel Esistenza” le nostre influenze sono stata una somma di ciò che abbiamo ascoltato nella nostra vita. Ci sono pezzi, come ad esempio “È solo colpa tua” oppure “Brucia”, nei quali ci siamo accorti, riascoltandoli, che erano molti vicini a ciò che sentivamo da ragazzi, per esempio la linea vocale di “Brucia” a me ricorda qualcosa dei Nirvana. Ma allo stesso tempo ci sono delle canzoni che mai avremmo pensato di fare, una ballad come “Torna” per dirtene una. Pezzi quasi “adulti”, che scrivi quando arrivi a una certa età. Per noi questa somma di elementi è importante, perchè rappresenta un po’ cosa sono i FASK odierni.
IL TEMA DELLA CRESCITA
Uno dei temi trattati nell’album è quello dell crescita, vista a volte come un passaggio naturale, altre con un po’ di ritrosia. Vorrei sapere il vostro rapporto con la crescita, anche in relazione agli ultimi progetti live da voi fatti: da un lato un lavoro con l’orchestra, molto “maturo”, dall’altra un tour europeo, in van, alla riscoperta dei vostri primi lavori, perciò quasi più un “tornare alle origini”.
La domanda mi piace molto, soprattutto perchè contrapposta a queste due esperienze antitetiche. In questo disco ci sono dei momenti storici che ritornano e che diventano spunto per andare a vedere, magari a distanza di qualche anno da quando è successo, come ci siamo evoluti su quel concetto. Ti faccio l’esempio di “Brucia”, che parte dall’evento scatenante dell’omicidio a George Floyd, ma ci ha portato dopo, a distanza di anni, a ragionare su come abbiamo assorbito quella cosa, come l’abbiamo fatta nostra. Perciò il nostro percorso di crescita avviene tramite le canzoni: attraverso loro noi cresciamo e le canzoni stesse raccontano la nostra crescita.
Per quanto riguarda quelle due esperienze, queste sono, allo stesso modo, frutto dello stesso percorso di crescita, perchè più vai avanti, più hai bisogno degli stimoli con cui sei partito. Il tour europeo è proprio la nostra “tutela del sogno”, di quel che sognavi da bambino, mentre quello con l’orchestra, dall’altra parte, rientra nelle aspirazioni, nel fare qualcosa che sia sfidante.
Rimanendo sul tema della crescita, si può dire che “Festa” sia una risposta, diversi anni dopo, ad “Animali notturni”?
Un po’ di connessione c’è, perchè una volta ci chiedevamo “Dove son finiti tutti quanti?” ed eravamo dentro quella festa, ora invece la risposta è dove siamo noi adesso. Poi quello che penso è che coesistono in noi entrambe le facce della medaglia. Tutto ovviamente dipende dal contesto.
LA BAND
Voi state insieme da molti anni. Essere una band vuol dire anche condivisione (di tempi, spazi, pensieri, ecc). Visto che abbiamo parlato di crescita, il rapporto tra di voi in questi anni com’è cambiato?
La cosa positiva è che siamo “partiti bene”. Questa band si è formata sulle spalle di altre band che suonavano insieme. Era una band che abbiamo fatto ai tempi solo per star bene, per goderci la sala prove, per goderci l’ambiente, mentre le altre band erano fatte “per sfondare”. E infatti non sono durate. Se c’è un consiglio che posso dare è che la cosa migliore che puoi fare è trovare persone con cui parli bene, amici con cui ti puoi confrontare e puoi dirgli le cose che provi. E questo alla fine diventa uno dei tuoi punti di forza, una delle certezze della tua vita. Queste sono delle fortune di cui non avevamo idea ai tempi, ma che adesso ci teniamo ben strette.
Nel vostro percorso artistico non c’è stata quella corsa forsennata alla ricerca del feat. C’è qualche artista nella scena attuale con cui vorreste collaborare?
La nostra politica interna riguardo di featuring riguarda l’approccio, perchè parte tutto dall’amicizia. Probabilmente è la parte meno artistica che abbiamo, perchè si basa più sul rapporto personale, rispetto a quello che poi si andrà a fare. In termini di sogni ci sono tanti artisti con cui vorremmo fare dei feat… ma non li abbiamo ancora conosciuti!
IL TOUR
È il singolo Festa ad aver dato il nome al “Festa Tour 2024” che a dicembre porterà la band composta da Aimone Romizi (voce, chitarra), Alessio Mingoli (batteria, seconda voce), Jacopo Gigliotti (basso) e Alessandro Guercini (chitarre) sui palchi dei più importanti club da Nord a Sud con un tour che ha già registrato i primi sold out (Padova e Bologna) e che aggiunge una seconda data a Padova. Per i Fast Animals and Slow Kids questa sarà l’occasione di portare per la prima volta sul palco, luogo che da sempre è la massima espressione del loro essere, i brani del nuovo album.
Il calendario completo:
3 dicembre – Padova, Hall (NUOVA DATA)
4 dicembre – Milano, Alcatraz
6 dicembre – Venaria Reale (TO), Teatro Concordia
14 dicembre – Padova, Hall (SOLD OUT)
17 dicembre – Roma, Atlantico
18 dicembre – Firenze, Teatro Cartiere Carrara
20 dicembre – Bologna, Estragon Club (SOLD OUT)
27 dicembre – Napoli, Casa della Musica
28 dicembre – Molfetta (BA), Eremo Club
30 dicembre – Catania, LAND
I biglietti per i concerti sono già disponibili in prevendita su Vivo Concerti e nei punti vendita autorizzati.





































