30 anni di Azzurra Music, l’intervista a Maurizio Vandelli

0
Maurizio Vandelli

L’etichetta Azzurra Music si appresta a festeggiare 30 anni di attività. Lo farà giovedi 31 ottobre, con una serata di gala al Teatro Toniolo di Mestre (Venezia), che sarà presentata da Mara Venier. Sarà un evento unico e gratuito, intitolato La musica è Azzurra: 30 anni in una notte.

Azzurra Music si è occupata e si occupa di grandi artisti. Qualche nome: Patty Pravo, Dodi Battaglia, Al Bano, Riccardo Fogli, Grazia Di Michele, Maurizio Vandelli, Rettore, Le Orme e Bobby Solo. Negli ultimi anni ha allargato il proprio campo d’azione alla stampa e diffusione di libri dedicati ad artisti e personaggi famosi. Ha inoltre sviluppato i propri canali digitali, diventando ad esempio leader nel mercato italiano su YouTube con un canale dedicato al jazz.

Qui potete leggere l’intervista al presidente di Azzurra Music, Marco Rossi, mentre oggi vi proponiamo un’intervista con uno dei personaggi che hanno collaborato con l’etichetta durante questi 30 anni: una vera e propria leggenda della musica italiana come Maurizio Vandelli.

Volevo fare qualche domanda parlando di date importanti…
La prima è questa: leggendo sulla tua pagina Wikipedia ho scoperto una cosa che non sapevo, e cioè che nel 1962 hai assistito alle prove di I Saw Her Standing There dei Beatles, e che hai avuto modo di conoscerli in quell’occasione.

Ogni tanto io correggo Wikipedia, poi arriva qualcuno che la cambia ancora, quindi vorrei dirlo una volta per tutte: non è vero, non ho mai assistito alle prove di I Saw Her Standing There. Ho conosciuto John Lennon e Paul McCartney, ma in tempi e modi diversi.

Però la tua passione per loro è nota, tanto che nel 1990 hai inserito la tua versione di She’s Leaving Home nell’album Se nei ’90... Cosa hanno rappresentato per te?

Certo, ho una passione per i Beatles quando suonavano insieme e sono anche andato a sentirli in concerto. Sono un fan della loro idea musicale, hanno significato una cosa gigantesca per tutti, e la loro è stata un’innovazione incredibile che ha cambiato la musica, come un po’ ha fatto Battisti per l’Italia. Dopo Lucio è cambiato la maniera di comporre.

Parlando proprio di Battisti e di date, non posso non citare 29 settembre e la vostra collaborazione…

Quando ho conosciuto Lucio, suonava come chitarrista e cantante in un’orchestra insieme a Roby Matano. Questo gruppo era l’orchestra fissa al night del Casinò di Sanremo, dove noi andavamo come attrazione principale, facendo cioè 40-45 minuti al centro della serata.
In quell’occasione ci siamo conosciuti, e lui ha insistito per farmi ascoltare le sue canzoni, me ne avrà fatte sentire cento.
Ti dico la verità: non dicevo “sono belle, adesso le incido io”, però avevo capito che lui aveva un modo diverso di concepire le canzoni. Erano commerciali, certo, ma avevano delle caratteristiche diverse dalle solite cose che si sentivano, quindi avevo capito che aveva del potenziale.

È stato lui a chiedermi di fargli conoscere qualcuno alle Edizioni Ricordi, ed io ce lo portai. Quando è andato dal padre di Mogol, Mariano Rapetti, ha chiuso la porta, e io seppi successivamente che aveva firmato un contratto o qualcosa di simile.
Però, sai, a dire oggi che ho scoperto io Lucio Battisti ti saltano addosso in 50 e ti danno del bugiardo…

Rimanendo nel campo dei falsi miti e delle attribuzioni plurime, c’è una diatriba che riguarda la paternità dell’idea di inserire la voce del giornale radio all’interno di 29 settembre

L’idea è stata mia… e di altri cinque! (ride, ndr)
Non solo, l’ultima volta che ho visto Mogol, l’estate scorsa, gli ho chiesto: «scusa Giulio, cos’è questa storia che quella del Giornale Radio è un’idea tua?»
Mi risponde: «certo, perché io dissi “dobbiamo puntare su questo cambio di giorno, quindi mettiamo il Giornale Radio”».
Allora gli dico: «che strano, pensa che io avevo detto a Lucio che avevo un’idea e che volevo realizzarla».

L’idea era questa: Riccardo Paladini a quei tempi era lo speaker del Telegiornale Rai, ed io volevo lui, con la sua voce, che dicesse “ieri, 29 settembre”, e poi andasse avanti con una notizia qualsiasi. E lo stesso con “oggi, 30 settembre”.
Lucio mi disse: «a Mauri’, questa un’idea da milioni di copie!».

Come hanno fatto anche tutti gli altri ad aver dato l’idea?

Dopo che hai lasciato l’Equipe 84, Franco Ceccarelli ha portato avanti le canzoni della band sotto altri nomi, più o meno riconducibili a quello originale. Dopo la sua morte nel 2012, i musicisti che lo accompagnavano continuano a portare avanti quel nome. Cosa ne pensi?

Qualche volta cerchiamo di bloccare questa cosa, perchè capita che il giornale della zona scrive che l’Equipe 84 suonerà quella sera, e che è la band di cui prima faceva parte Maurizio Vandelli. Ma che stanno dicendo, che non conosco nemmeno uno di questi qua che si fa passare per l’Equipe 84?
Finchè c’era Ceccarelli poteva anche starci che chiamasse il gruppo in un modo riconducibile all’Equipe, anche se non era onesto al 100%. Però che dopo la sua morte loro continuino col nome di Equipe 84… ma chi sono?
E mi raccomando, scrivilo, perchè è importante.

Adesso facciamo un salto nel 1990: pubblichi Se nei ’90…, e la canzone che apre il lato B è un pezzo scritto da Vasco Rossi, Ladri d’amore. Com’è nata questa collaborazione?

La prima volta che l’ho incontrato era ad un suo concerto a cui ero andato come spettatore, e alla fine sono andato nei camerini per salutarlo. Quando mi ha visto mi ha fatto un inchino, e mi ha detto che io sono stato un precursore di un certo tipo di musica. Ha detto la verità e che lo riconoscesse proprio Vasco non mi ha sorpreso, ma comunque mi ha fatto un grande piacere.
Da quella chiacchierata è venuto fuori che aveva un pezzo per me, e allora che fai? Dici di no a Vasco? Impossibile!

Pochi anni dopo è arrivato il progetto estemporaneo di Adelmo e i suoi Sorapis. Un insieme di persone che sembra avere poco in comune tra loro, ma che ha dato vita al cd Walzer d’un blues. Com’è nata l’idea?

È nato prima il progetto semplice di Adelmo e i suoi Sorapis: ogni inverno, in occasione delle feste natalizie, andavamo con un pulmino Volkswagen tutto scassato a proporci gratuitamente in un posto in cambio dell’ospitalità. Per stare insieme, per divertirci tra noi, e poi suonavamo qualcosa durante la festa dell’ultimo dell’anno.

Da qui abbiamo pensato “ma perché non facciamo gli auguri di Natale anche in musica?”
Poi Stefano Senardi, direttore della Polygram di allora, ci fa “ma scusate, perchè non fate un LP?”.
Solo che non avevamo le canzoni, quindi ci siamo messi in studio e, tra un’improvvisazione e l’altra, in pochi giorni è venuto fuori quell’album che, in un certo senso, è un capolavoro.

Pensa che abbiamo tenuto delle cose che erano da tagliare proprio per far capire l’atmosfera che c’era in quel momento. Ad esempio c’è un momento in cui Zucchero, mentre canta, dice “abbassa la fisarmonica” e Fio Zanotti gli risponde “non c’è, non la sto suonando”.

Inoltre sempre Zucchero aveva inventato una cosa tremenda, quasi sadica. All’inizio ha detto “facciamo un disco così, come viene viene, perchè suona meglio”. E quindi per cantare un pezzo girava due volte la clessidra dell’uovo sodo: tu dovevi cantare nel tempo di due girare di clessidra, quindi in sei minuti al massimo, poichè non avevamo il tempo di fare tante registrazioni.

In questo comunque ha ragione, e faccio anche io così: una cosa viene bene subito, è inutile starci a pensare, aggiustarla, come fanno molti nel nostro mestiere.

Arrivando ai nostri giorni e ad un evento che ti vedrà tra i protagonisti, ovvero i 30 anni di Azzurra Music: qual è il tuo rapporto con l’etichetta e col presidente Marco Rossi?

Marco è una persona che amo, che stimo, poi come tutti i discografici ha i suoi pregi e i suoi difetti, ma è una persona deliziosa. Sto bene insieme con lui e parteciperò volentieri alla serata, anche se in genere non faccio queste cose e il contratto con Azzurra Music è scaduto.

Quella del 31 ottobre sarà sicuramente una bella serata, canterò una canzone insieme a Shel Shapiro, poi mentre ne canterò un’altra spunterà fuori Jerry Calà. Sono le idee pazze di qualcuno che lavora con Marco, ma sono sicuro che verrà fuori un bello spettacolo.

azzurra music 30 anni

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome