The Substance

L'eterna giovinezza? A settimane alternate

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The Substance
di Coralie Fargeat
con Demi Moore, Margaret Qualley, Dennis Quaid, Hugo Diego Garcia, Joseph Balderrama

Tecnica di ripresa camera centrale, scene divise in due parti simmetriche, obiettivi grandangolari (molto da vicino, tutto un po’ distorto), bianco accecante, titoli cubitali in colori pop. Manca la musica di Walter (poi Wendy) Carlos (ma c’è la dance elettronica di Raffertie) ed è puro Kubrick da Arancia Meccanica (ma c’è anche il tappeto dell’hotel di Shining, la musica di 2001). All’inizio… Poi si esagera, che è la nuova modalità per diventare di culto in fretta. C’è abbastanza nudo femminile in questo film da condannare ai lavori forzati un regista maschio. Ma la regista è femmina ed esagerata. Anche la storia. Dopo anni di successi a insegnare ginnastica alla tv la diva da Oscar Elizabeth Sparkle (Moore) viene silurata dalla sua tv che vuole carne fresca. Non ci sta. Dopo un incidente stradale Elizabeth scopre che a un certo indirizzo può avere dall’underground del web una certa sostanza che permette di fare emergere dal suo corpo un’altra Elizabeth giovane bella e perfetta (Qualley). Come? Lo dovete vedere (senza chiudere gli occhi: è un body horror satirico…): preparatevi a un’esperienza chirurgica da far impallidire Cronenberg e fare sembrare la Ducournau di Titane una suffragetta. Si va anche verso lo splatter molto molto molto esasperato con citazioni da il Dr Jekyll e mr Hyde, il Ritratto di Dorian Gray, La morte ti fa bella, Brian Yuzna, Stuart Gordon, io direi anche i fumetti di Satanik di Magnus e Bunker, con molta insistenza sul coté filosofico (sdòppiati e raddoppi i problemi), più sangue che in Carrie lo sguardo di Satana, il tema del doppio e il tema del fidarsi (di sè? mai nella vita…). Se volete ci vedete anche il MeToo. Il problema è, politica dell’eccesso a parte, c’è da credere a quello che vedete? Vedere per credere…

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