Edoardo Bennato è passato ieri sera dal Gran Teatro Geox di Padova col suo tour Le vie del rock sono infinite, per un live che ha fatto registrare il tutto esaurito.
Oltre due ore di canzonette, come le definisce lui in uno dei suoi album più belli, che in realtà canzonette non sono affatto.
La struttura del concerto è la stessa degli ultimi tour, e vede una parte iniziale con Edoardo accompagnato dal Quartetto Flegreo (I° Violino: Simona Sorrentino, II° Violino: Angela Cirillo, Viola: Luigi Tufano, Violoncello: Marco Pescosolido), un intermezzo dove sul palco c’è solo il cantautore di Bagnoli a ricordarci la sua abilità di “one man band” tra chitarra, armonica, kazoo e grancassa, per poi sfociare nel rock insieme alla Be Band, composta da Roberto Perrone alla batteria, Arduino Lopez al basso, Raffaele Lopez alle tastiere, Gennaro Porcelli e Giuseppe Scarpato alle chitarre.
Il concerto
Come dicevamo in apertura, canzonette sì, ma fino ad un certo punto, ed è lo stesso Edoardo a raccontarlo in uno dei rari momenti di dialogo col pubblico: «ho sempre usato le storie, i personaggi, perchè mi permettono di raccontare i vizi della società. Anche oggi se ne vedono tanti in giro di gatti e di volpi, di Lucignoli…».
Come nel precedente tour c’è un filo rosso che scorre letteralmente lungo tutto il concerto è la pace: in apertura troviamo A cosa serve la guerra (“a cosa serve la guerra / diciamoci la verità / serve soltanto a vincer la gara / dell’inutilità”), ad aprire il set elettrico arriva La torre di Babele, mentre tra i bis a sorpresa viene eseguita Asia, tratta dall’album Kaiwanna del 1985, a sottolineare la paura dell’Oriente che ancora alberga nell’uomo occidentale.
Tra una sfilza di successi eterni (La fata, L’isola che non c’è, Abbi dubbi, Il gatto e la volpe, Il rock di Capitan Uncino, Le ragazze fanno grandi sogni) trovano spazio anche canzoni meno conosciute, come Io vorrei che per te, il cui significato viene amplificato dalle immagini sulla crisi climatica rilanciate dallo schermo che fa da sfondo al palco.
Immancabile l’ormai classico momento centrale con A Napoli 55 è ‘a musica, talking blues che nel mezzo vede Gennaro Porcelli e Giuseppe Scarpato scatenarsi in assoli senza fine, tra cui un omaggio ad Another Brick in the Wall pt. 2 dei Pink Floyd.
O ancora, il brano che dà il titolo all’album che raccoglie le ultime canzoni citate, ovvero Pronti a salpare, con le immagini di migranti di tutti i tempi, anche di quando erano gli italiani ad andare in America alla ricerca di una vita migliore. E quel monito che non possiamo dimenticare: “e anche noi privilegiati del sistema occidentale / pronti a salpare”.
Nessun dubbio sul rock’n’roll
Un po’ ci scherza, ma è estremamente serio: come traspare dalle sue canzoni, Edoardo Bennato insegna a dubitare, a mettere in discussione le proprie idee, le proprie convinzioni.
Ma c’è una, ed una sola cosa su cui non ha mai avuto dubbi, come canta appunto in Abbi dubbi, ed è il rock’n’roll.
E di rock’n’roll ne piove in abbondanza, con La torre di Babele, Mangiafuoco, Rinnegato, e l’ormai classica chiusura della prima parte con Il rock di Capitan Uncino.
Tra i bis, oltre alla già citata Asia, troviamo Italiani, tratta dall’ultimo album Non c’è, per poi fare letteralmente un testacoda fino ad inizio carriera con la magnifica Una settimana… un giorno, e la chiusura con Nisida, che “è un’isola e nessuno lo sa”. Questo perchè non può essere frequentata dalla popolazione nè utilizzata a scopi turistici perchè non accessibile al pubblico, in quanto ospita sia il carcere minorile di Napoli che il Comando Logistico della Marina Militare Italiana.
Un’ultima frecciata al potere e a come esso riesca a sottrarre alla disponibilità della persone veri e propri paradisi per i propri scopi.
Uno scambio di energia lungo due ore e mezza, con il pubblico partecipe come raramente accade, che canta e tiene il tempo dalla prima canzone all’ultima, lasciando piacevolmente stupito anche lo stesso Bennato al momento dei saluti: «siamo venuti soprattutto per farvi divertire, ma anche voi ci avere regalato un sacco di energia».
Il tour teatrale proseguirà fino a fine anno, qui sotto il calendario dei concerti.
Le prossime tappe del tour Le vie del rock sono infinite
9 novembre – Torino, Teatro Colosseo (sold out)
16 novembre – Brescia, Teatro Dis_Play
19 novembre – Marsala (TP), Teatro Impero
21 novembre – Catania, Teatro Metropolitan
23 novembre – Agrigento, Palaforum Bellavia
28 novembre – Montecatini Terme (PT), Teatro Verdi
6 dicembre – Varese, Teatro di Varese
20 dicembre – Ancona, Teatro delle Muse
27 dicembre – Roma, Auditorium Parco della Musica
I biglietti sono disponibili su Ticketone.
La scaletta del concerto di Edoardo Bennato a Padova
1. Dotti, medici e sapienti
2. In fila per tre
3. Fantasia
4. A cosa serve la guerra
5. L’isola che non c’è
6. La fata
7. Cantautore
8. Abbi dubbi
9. Sono solo canzonette
10. Il gatto e la volpe
11. La torre di Babele
12. Mangiafuoco
13. Mastro Geppetto
14. Quando sarai grande
15. A Napoli 55 è ‘a musica
16. La calunnia è un venticello
17. Pronti a salpare
18. La Luna
19. Rinnegato
20. Io vorrei che per te
21. Le ragazze fanno grandi sogni
22. Il rock di Capitan Uncino
23. Italiani
24. Asia
25. Una settimana… un giorno
26. Nisida






































