Nel panorama musicale italiano, dove le sonorità si intrecciano con profondi messaggi sociali, Davide Shorty emerge con una proposta audace, ovvero il nuovo singolo Nuova forma.
Una canzone che rappresenta non solo l’ennesima evoluzione artistica di un artista che non ha mai smesso di approfondire, ma anche un potente manifesto di introspezione e di riflessione sui temi dell’identità e dell’appartenenza.
Con una fusione di stili che spaziano dal soul al rap, Shorty riesce a catturare l’attenzione dell’ascoltatore, portandolo in un viaggio emotivo che esplora le sfide e le bellezze della vita moderna.
Un messaggio importante quello che lancia, una vera e propria rinascita dalle ceneri come una fenice, lui che ha dovuto lasciare Londra a causa di un incendio che ha reso inagibile la sua casa, trasferendosi a Budapest senza mai dimenticare la sua Sicilia. E dagli stimoli di una nuova vita ha saputo trarre ispirazione per un lavoro nuovo, complesso, molto suonato e davvero intimo.
Un viaggio sonoro che ti accompagna dentro l’anima di un artista a tutto tondo che non lascia mai nulla al caso.
Davide, Nuova forma è più che un semplice titolo di una canzone…
Diciamo che è una riflessione sui cambiamenti, sugli imprevisti, sulla spiritualità: è un modo di guardarsi dentro.
Questo pezzo è un po’ il risultato di quelli che sono stati i miei ultimi due anni, in cui sono dovuto andare via da Londra perché un incendio ha distrutto la mia casa. Questa cosa mi ha portato prima ad andare in Sicilia per un po’ e poi a trasferirmi a Budapest seguendo la mia compagna, che è ungherese.
Questo disco lo sto finendo tra Budapest e Londra, perché comunque a Londra ho ancora il mio team di lavoro e continuo ad andare.
Diciamo che Nuova forma è il riassunto del fatto che mi sono reso conto che qualsiasi tipo di sofferenza, nel momento in cui la devi affrontare, ti insegna qualcosa. Bisogna fare amicizia anche col dolore e con la sofferenza, e capire perché l’universo ci toglie determinate cose.
Dobbiamo imparare a trasformarci, a cambiare forma, ad adattarci affinché il mondo possa essere il nostro posto.
Poi c’è un altro significato più sottile che è quello spirituale: io credo che siamo degli esseri spirituali in un corpo fisico con un intelletto. Ciò significa che credo un po’ nella reincarnazione dello spirito, come se la vita fosse un sogno, dal quale ci svegliamo in spirito e scegliamo di ricominciare in un altro sito in una nuova forma che poi è la forma originale, quella spirituale.
Spesso sento parlare di te persone che dicono che non hai ottenuto quanto un artista del tuo calibro meriterebbe, e sinceramente mi trovo abbastanza d’accordo. Tu che visione hai di questo?
Credo ci sia un qualcosa quasi di tossico nel definire sottovalutato un artista. Non credo che la musica debba dare qualcosa agli artisti, ma sono per la bella musica come forma d’arte. È un patrimonio che merita la sua visibilità, ma questa è legata alla soggettività del gusto.
Se la Gioconda la possiamo guardare tutti, la bella musica deve avere la visibilità che hanno le opere d’arte. Non credo che la musica mi abbia dato meno di quello che mi merito.
Se devo essere sincero è ovvio che mi piacerebbe avere una potenza economica tale da poter promuovere i miei pezzi ad un livello più grande. Sicuramente mi piacerebbe poter essere più agiato, poter guadagnare di più, avere una vita più semplice e creare delle opportunità per me e per le persone attorno a me che penso che se lo meritino: la mia famiglia e per le persone in cui credo.
Però allo stesso tempo credo di aver avuto tantissimo dalla mia vita artistica: c’è gente di grande valore che non ha avuto nemmeno la possibilità di fare ciò che ho fatto io perchè non ha idea di come emergere.
Tornando ai tuoi pezzi… Mi è sempre sembrata palese una forte identità artistica, si evince che c’è molto di introspettivo in quello che racconti nelle tue canzoni…
Io scrivo perché ho bisogno di scrivere determinate cose, faccio un beat perché mi prende bene fare quel beat, perché ascolto determinate canzoni… Quelle sono le mie influenze e mi piace quel tipo di suono, quindi adoro ricercare quelle sonorità.
In questo sono un pizzico egoista, termine che metto tra virgolette semplicemente perché sono convinto che per essere fatto a modo, un pezzo debba rappresentare quello che sono e quello che amo, e non scendere a compromessi. La musica per me non è un ossessione ma semplicemente qualcosa che mi fa stare veramente bene essendo me stesso.
Il nuovo disco è in arrivo?
Si, è quasi pronto, e devo dirti che sono particolarmente contento perché è un disco totalmente mio, e fatto con musicisti ai quali sono particolarmente legato.
Saranno una decina di tracce e sarà completamente prodotto da me, penso che entro un mesetto dovrebbe essere fuori.




































