Venerdì 8 novembre esce in fisico e in digitale Discover II (EMI / Universal Music Italia), il nuovo album di Zucchero Sugar Fornaciari.
In Discover II Zucchero rivisita brani iconici del repertorio musicale italiano e internazionale che più ha amato nella sua vita, reinterpretandoli con il suo inconfondibile stile.
Composto da 13 brani nella sua versione standard, Discover II esce in formato CD, doppio LP e digitale e, in esclusiva sullo store di Universal Music Italia, in formato CD autografato e in doppio LP arancione autografato.
La versione box deluxe in tiratura limitata e numerata è disponibile in esclusiva sullo store di Universal Music Italia e contiene il triplo LP giallo trasparente e il CD deluxe. Entrambi i supporti contengono i 13 brani della versione standard e 5 bonus tracks.
Tutti i vari formati disponibili sono acquistabili tramite questo link: https://zucchero.lnk.to/DISCOVER2ITA.
Le parole di Zucchero
Discover II è la seconda parte del mio progetto di cover. Quando ho concluso il primo Discover mi sono reso conto che c’erano ancora tante canzoni che mancavano all’appello. Così, insieme a Max Marcolini, abbiamo iniziato a lavorarci, e da lì sono nati anche i due adattamenti in italiano.
Il primo è Amor che muovi il Sole, che non è una traduzione letterale del brano originale dei The Killers, ma una riflessione sull’amore universale. Mi piaceva partire da questo concetto. L’altro singolo adattato è Chinatown dei Bleachers. Mi era piaciuta molto la versione con Bruce Springsteen, e mi sono chiesto come l’avrei reinterpretata. Il risultato è Una come te in italiano.
Le altre canzoni giustificano da sole la loro presenza in questa scaletta: parliamo di brani con storie importanti alle spalle. Ho scelto artisti come Eddie Vedder, gli U2, Bob Dylan… devo aggiungere altro?
C’è anche un omaggio a Ivan Graziani: la sua Agnese mi è venuta particolarmente bene.
A luglio sono stato invitato da Andrea Bocelli al suo festival a Lajatico, e lì ho incontrato Russell Crowe. Da quell’incontro è nata la sua collaborazione nella canzone Just Breathe, una delle bonus track della versione deluxe.
È stato un lavoro lungo, perché volevo che ogni canzone suonasse come se fosse mia. Io sono
soddisfatto e spero che questo nuovo album vi piaccia.
Il team di lavoro e le collaborazioni
Diversamente da Discover, stavolta troviamo due diversi team di lavoro, a causa di produzioni diverse. La maggior parte dei brani è co-prodotta da Zucchero (che suona tastiere, chitarre, batteria) e Max Marcolini (tastiere, chitarre, basso, programmazioni, cori). In aggiunta a loro troviamo le batterie di Francesco Isola, la chitarra acustica di Giuseppe Tropeano, gli archi di Carmine Iuvone, il pianoforte di Gloria Clemente, il dobro di Federico Biagetti, il sax di Chris Pacini, la viola di Valentina del Re, il flauto di Alessia Vespa, i cori di Stefania Orrico.
Quattro brani, però, sono prodotti e arrangiati da Corrado Rustici (Sailing, Set Fire to the Rain, Senza una donna e Moonlight Shadow), che oltre alle chitarre suona anche il sintetizzatore, il mellotron e si occupa delle programmazioni. Con lui Alex Argento alle tastiere e David “Fingers” Haynes alla batteria.
Nella versione standard dell’album ci sono due ospiti, nei brani che chiudono il disco: Paul Young in I See A Darkness e Oma Jali, vocalist e corista che da anni accompagna Zucchero in tour in tutto il mondo, in Se non mi vuoi. Nella versione deluxe box, inoltre, sono presenti le collaborazioni con Jack Savoretti, Irene Fornaciari, Russel Crowe e Salmo.
La recensione di Discover II, il nuovo disco di Zucchero
Le due traduzioni dall’inglese
L’album si apre con Amor che muovi il Sole, primo singolo estratto, che gli spettatori del tour estivo negli stadi hanno già avuto modo di ascoltare in anteprima. Il brano è la trasposizione (non letterale) in italiano di My Own Soul’s Warning dei The Killers, e la versione proposta da Zucchero è musicalmente fedele all’originale.
L’altro brano tradotto, stavolta rispettando il testo originale, è Una come te, ovvero Chinatown dei Bleachers, canzone del 2021 che nella versione in inglese vede anche la partecipazione di Bruce Springsteen. Anche in questo caso la musica rispetta la versione originale, e ascoltando la voce di Zucchero viene da immaginare come sarebbe questo brano con un feat. del Boss e le loro voci roche e profonde a duettare.
Just Breathe è un brano dei Pearl Jam del 2009, tratto dall’album Backspacer. Ci si aspetterebbe un arrangiamento acustico come quello della band di Seattle, che sarebbe comunque appropriato per il mood del disco, ma Zucchero ci sorprende. Ad accompagnare il brano, infatti, troviamo un mix di tastiere e basso che formano un tappeto leggero, etereo, mentre l’acustica, che ricalca l’arpeggio originale, arriva solo nella seconda strofa. Ad impreziosire il tutto, l’assolo finale di slide guitar.
Un salto indietro nel tempo
Dopo tre canzoni degli anni duemila ci tuffiamo nel vecchio millennio con un brano iconico come Sailing, tratto dall’album di esordio di Christopher Cross, del 1979. Il riff che accompagna il brano originale ci guida anche in questa versione, ma le vere protagoniste sono le tastiere, che offrono contrappunti dai toni cupi, come se fossero onde che si infrangono sulla barca che naviga contrapponendosi, se vogliamo, alla solarità del riff portante.
Altro brano fondamentale della prima metà degli anni ’80 è Acquarello, di Toquinho. La versione proposta da Zucchero è quella in italiano, con le parole scritte da Guido Morra. L’arrangiamento spoglia le sonorità brasiliane, portando la canzone verso un universo pop dove la chitarra fa solo da sottofondo e le tastiere caratterizzano il brano, che in un crescendo ritimco vede anche l’ingresso della batteria nella seconda strofa.
Questa profonda trasformazione, però, forse snatura un po’ troppo il brano, facendogli perdere quella peculiarità che l’aveva portato al successo planetario, ovvero la voce sussurrata di Toquinho che si fonde dolcemente con le corde della sua chitarra classica.
Non ha bisogno di presentazioni With Or Without You, celeberrimo brano degli U2 tratto da The Joshua Tree, anno 1987. L’omaggio di Zucchero a Bono, amico di una vita, ha dei ritmi quasi tribali, con le percussioni che portano avanti un tempo decisamente rallentato rispetto alla versione originale, insieme ad un riff ostinato e quasi ipnotico. Dopo aver partecipato al concerto della band irlandese a Torino nel 2015 cantando I Still Haven’t Found What I’m Looking For, è la seconda volta che il bluesman reggiano si cimenta con un brano degli U2.
La cover che non ti aspetti
Abbastanza a sorpresa, pensando ad uno come Zucchero, è la cover di Set Fire to the Rain, canzone di Adele tratta dal suo secondo album 21, del 2011. Un brano che, tra l’altro, stando ai critici musicali è il meno riuscito e più “sovra-prodotto” di quel disco.
La produzione di Corrado Rustici lo porta verso il pop-rock con sprazzi blues, stravolgendo completamente l’originale e fornendo, a sorpresa, una delle reinterpretazioni più convincenti dell’intero disco, con un grande assolo finale di chitarra come ciliegina sulla torta.
La prima cover di un brano italiano che incontriamo è Agnese, capolavoro di Ivan Graziani datato 1979. Ha ragione, Sugar, quando dice “mi è venuta particolarmente bene”: le tastiere, il riff di chitarra e la sua interpretazione magistrale potrebbero far tranquillamente pensare ad una canzone storica del suo repertorio, tanto suona così perfettamente “alla Zucchero”.
La riproposizione di un brano iconico come Inner City Blues di Marvin Gaye, leggenda del soul, invece te la aspetti, eccome, da uno come Sugar. La canzone è tratta da What’s Going On, storico album del 1971 pubblicato dalla Motown e, nella sua versione, Zucchero la porta a metà strada tra blues e soul, con un sound decisamente “roots”, ed un assolo di sax finale che ci riporta nei mitici seventies.
Non solo cover
L’unico artista che ha avuto il privilegio di avere due brani coverizzati, uno per ogni edizione di Discover, è Andrea Bocelli. Se nel precedente capitolo c’era Con te partirò, qui troviamo Rapsodia, brano scritto proprio da Zucchero per l’album Il mare calmo della sera, che lanciò al grande pubblico il tenore, scoperto proprio da Sugar in un bar karaoke.
Non una cover vera e propria, quindi, ma il ritorno a casa di una canzone scritta per un altro artista. Spogliata della veste lirica e riportata ad una dimensione pop, Rapsodia ritrova una freschezza ed una naturalezza che Bocelli, forse troppo acerbo alla sua prima prova discografica, non aveva saputo donarle a pieno.
Arriviamo forse al brano più coverizzato della storia della musica, e quindi poteva mancare anche la versione di Zucchero di Knockin’ On Heaven’s Door di Bob Dylan?
L’unica cosa che manca a questo arrangiamento per renderlo gospel in tutto e per tutto è un coro che sottolinei il ritornello, magari facendo il controcanto. Gli altri stilemi del genere, però, ci sono tutti, dalle campane all’hammond. Potrebbe essere un ottimo singolo natalizio.
Se non mi vuoi può essere considerata una “cover in famiglia”, dato che è un brano di Irene Fornaciari (scritto dal padre) ed inserito nell’album Vintage Baby del 2009. A duettare con Zucchero, però, non c’è Irene, bensì Oma Jali, vocalist e corista che lo accompagna da alcuni anni in tour. La cantante camerunense qui reinterpreta in un inglese semi-rappato alcune strofe del brano, un po’ come fa dal vivo con Facile, pezzo inserito nell’edizione deluxe di D.O.C..
Chiude la versione standard dell’album I See A Darkness, canzone di Bonnie “Prince” Billy del 1999, reinterpretata l’anno successivo anche da Johnny Cash.
Il nuovo arrangiamento si discosta da entrambe le versioni, rallentando ancora di più il brano e rendendo protagonista il pianoforte, con un insolito contrasto tra musica e testo: l’apertura armonica del ritornello, infatti, porta uno sprazzo di luce nella canzone, mentre Zucchero e Paul Young cantano il grido d’aiuto verso un amico per salvarsi dalla depressione.
Le bonus tracks
Il primo brano è Senza una donna (Without A Woman) in duetto con Jack Savoretti, in una versione differente rispetto a quella contenuta nell’album Miss Italia del cantautore italo-britannico.
Si prosegue con Moonlight Shadow, capolavoro di Mike Oldfield del 1983. Ad interpretare quella che fu la parte di Maggie Reilly troviamo Irene Fornaciari, per un duetto padre-figlia già accaduto in passato con altre canzoni, soprattutto dal vivo. In questo arrangiamento l’iconico sound anni ’80 fatto di tastieroni rimane presente, ma viene svecchiato rendendolo meno vintage e più al passo coi tempi rispetto alla versione originale, così come sparisce l’assolo finale di chitarra.
Nata quest’estate dopo l’incontro a Lajatico per i 30 anni di carriera di Andrea Bocelli, la versione alternativa di Just Breathe con la partecipazione di Russell Crowe ricalca quella presente nella versione standard dell’album, con l’aggiunta della voce dell’attore americano. Quest’ultima dona un colore che rende anche più interessante questa versione a due voci rispetto a quella dell’edizione standard del disco.
Overdose d’amore 2024 è la (trascurabilissima) riedizione dello storico brano fatta quest’estate insieme a Salmo, mentre chiude la deluxe edition Io vivo (in te), versione italiana di I’m Ready di Bryan Adams.
Il cantautore canadese aveva pubblicato la sua versione nell’edizione italiana della raccolta The Best of Me, mentre una duetto live era apparso nell’edizione deluxe di Zu&Co. del 2001.
Questa nuova versione ricalca fedelmente l’arrangiamento acustico originale e, per la prima volta, è cantata dal solo Zucchero.
La tracklist di Discover II
01. Amor che muovi il Sole (My Own Soul’s Warning)
02. Una come te (Chinatown)
03. Just Breathe
04. Sailing
05. Acquarello
06. With Or Without You
07. Set Fire to the Rain
08. Agnese
09. Inner City Blues (Make Me Wanna Holler)
10. Rapsodia
11. Knockin’ On Heaven’s Door
12. Se non mi vuoi – feat. Oma Jali
13. I See A Darkness – feat. Paul Young
Le bonus tracks presenti solo nella deluxe edition box CD+triplo LP
14. Senza una donna (Without A Woman) – feat. Jack Savoretti
15. Moonlight Shadow – feat. Irene Fornaciari
16. Just Breathe – feat. Russell Crowe
17. Overdose d’amore 2024 – feat. Salmo
18. Io vivo (in te)








































