Vittorio De Sica, 50 anni fa la morte del grande regista e attore

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Vittorio De Sica

Vittorio De Sica, di cui proprio oggi ricorre il cinquantesimo anniversario dalla scomparsa, è stato uno dei grandi protagonisti dell’età d’oro del cinema italiano. Regista e attore, capace di passare con disinvoltura dal cinema più autenticamente popolare a quello nobile d’autore, ha lasciato un ricordo indelebile che ancora oggi sopravvive attraverso i suoi capolavori.

In carriera ha vinto la bellezza di quattro Oscar per il miglior film straniero, una Palma d’oro a Cannes, un Orso d’Oro a Berlino e tre David di Donatello, solo per citare alcuni dei premi più prestigiosi che gli sono stati attribuiti.

Nato a Sora il 7 luglio 1901, morì il 13 novembre 1974 nell’ospedale americano di Neuilly-sur-Seine, nelle vicinanze di Parigi.

Diversi canali televisivi oggi trasmetteranno suoi film. Su Rete 4, ad esempio, si potrà vedere Ladri di biciclette alle 16.55, mentre su Rai Movie andranno in onda Matrimonio all’italiana (14.15), La ciociara (16.00), Il giardino dei Finzi Contini (17.45) e Pane, amore e fantasia (19.30). Anche Rai Storia oggi dedicherà diversi appuntamenti al grande regista e attore.

Noi proviamo a ricordare Vittorio De Sica attraverso dieci (più uno) momenti chiave della sua carriera.

Parlami d’amore Mariù (1932)

Giovanissimo Vittorio De Sica fa il suo esordio al cinema e in teatro. Negli anni ’30 diventa uno degli attori più celebri del nostro cinema interpretando diversi film di grande successo popolare. Fra questi, nel 1932, Gli uomini, che mascalzoni… di Mario Camerini. In questo film De Sica si cimenta anche come cantante. La sua Parlami d’amore Mariù, scritta da Ennio Neri e Cesare Andrea Bixio, è negli anni diventata un classico della canzone italiana, anche grazie a numerosissime cover.

Sciuscià (1946)

Attore di successo, Vittorio De Sica decide già nel 1939 di cimentarsi anche dietro la macchina da presa. E nel giro di pochi anni firma alcuni dei maggiori capolavori del neorealismo italiano. Come Sciuscià, film del 1946 che racconta la difficile vita di due giovani lustrascarpe e che nel 1948 gli consente di vincere il primo Oscar della sua carriera.

Ladri di biciclette (1948)

Nel 1948 De Sica bissa il successo di Sciuscià con Ladri di biciclette, film tratto dall’omonimo romanzo di Luigi Bartolini. Ambientato a Roma nel secondo dopoguerra, ed interpretato per lo più da attori non professionisti, racconta la storia di un uomo che sbarca il lunario facendo l’attacchino, al quale viene rubata la bicicletta che gli è indispensabile per lavorare. Il film, nel 1950, gli vale il secondo Oscar.

Miracolo a Milano (1951)

Due Oscar in due anni non inaridiscono la vena artistica di Vittorio De Sica, che nel 1951 sforna un altro capolavoro, Miracolo a Milano. Un film fantastico, che vale al regista italiano un altro prestigioso premio: la Palma d’oro al Festival di Cannes. Una curiosità: la sequenza finale del film ha ispirato Steven Spielberg per il suo E.T. l’extra-terrestre.

Pane, amore e… (1955)

Si diceva all’inizio che caratteristica di Vittorio De Sica è sempre stata quella di alternare il cinema d’autore (è impossibile, in questo senso, non citare Umberto D. del 1952) e quello più popolare. Negli anni ’50, ad esempio, partecipa come attore alla saga di Pane, amore. I primi due capitoli (Pane, amore e fantasia e Pane, amore e gelosia) sono firmati da Luigi Comencini e hanno come protagonista femminile Gina Lollobrigida. Il successo è enorme. Il terzo capitolo, Pane, amore e… (1955), viene invece diretto da Dino Risi e vede De Sica (premiato con il David di Donatello) duettare con Sophia Loren. Nella storia reta la scena in cui i due ballano Mambo italiano.

Addio alle armi (1957)

Dopo aver vinto due Oscar per il miglior film straniero, nel 1958 Vittorio De Sica riceve una nomination come miglior attore non protagonista. Il film è Addio alle armi, diretto da Charles Vidor e ispirato all’omonimo romanzo di Ernest Hemingway. Nel cast figurano anche Rock Hudson, Alberto Sordi e perfino un giovane Bud Spencer. De Sica non riesce però ad aggiudicarsi la statuetta, che viene vinta da Red Buttons.

La ciociara (1960)

Nel 1960 De Sica firma un altro capolavoro assoluto, La ciociara. La pellicola vince nel 1962 il Golden Globe come miglior film straniero e consente a Sophia Loren di vincere l’Oscar come miglior attrice protagonista nello stesso anno. L’anno precedente Sophia Loren aveva anche vinto il premio per la migliore interpretazione femminile al Festival di Cannes. E dire che inizialmente il regista doveva essere George Cukor e l’attrice Anna Magnani

Il vigile (1960)

Pochi film sono un magnete irresistibile come Il vigile. È impossibile non fermarsi a guardarlo ogni volta che viene replicato in televisione. Diretto da Luigi Zampa, Il vigile è una commedia perfetta, che ha il suo principale punto di forza nelle interpretazioni di Alberto Sordi e Vittorio De Sica, il primo improbabile vigile motociclista ed il secondo sindaco del Comune. Le risate sono sempre assicurate.

Ieri, oggi, domani (1963)

Ieri, oggi, domani, uscito nel 1963, vale due anni dopo a Vittorio De Sica il terzo Oscar. Si tratta di un film articolato in tre episodi, tutti interpretati da due attori in stato di grazia: Sophia Loren e Marcello Mastroianni. Tanto per gradire, tra gli autori di soggetto e sceneggiatura figurano Eduardo De Filippo, Alberto Moravia e Cesare Zavattini.

Il giardino dei Finzi Contini (1970)

Vittorio De Sica sfiora il quarto Oscar nel 1966 con Matrimonio all’italiana (candidato, viene battuto da Il negozio al corso di Ján Kadár e Elmar Klos) e lo vince nel 1971 con Il giardino dei Finzi Contini, tratto dall’omonimo romanzo di Giorgio Bassani. La storia raccontata è quella di una ricca famiglia ferrarese, la cui vita viene rovinata nel periodo delle leggi razziali perché ebrea.

C’eravamo tanto amati (1974)

Il quarto Oscar per De Sica sarà l’ultimo grande riconoscimento. Dopo questo film ne girerà in ogni caso ancora tre come regista e parteciperà a importanti produzioni come attore, fra le quali la serie televisiva Le avventure di Pinocchio di Luigi Comencini. In un filmato di repertorio lo si vede anche nello splendido C’eravamo tanto amati di Ettore Scola. Il film venne dedicato proprio a Vittorio De Sica, scomparso durante la lavorazione.

Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran, iniziata nel 2000 e che prosegue tuttora. Per 15 anni ho collaborato anche con il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 e fino alla sua chiusura ho curato il blog Atuttovasco.

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