Il gladiatore II
di Ridley Scott
con Paul Mescal, Pedro Pascal, Connie Nielsen, Denzel Washington
È arrivato, venti e rotti anni dopo. Ai tempi dei peplum l’avrebbero intitolato Il figlio del Gladiatore. Appare anche il fantasma di Russell Crowe nei Campi Elisi a dare l’imprimatur. Ci arrabbiamo ancora? Quasi tutti i film di gladiatori sono sbagliati: storicamente pollice su alla fine dei combattimenti significava iugula, tagliagli la gola, pollice diagonale mitte, lascialo in vita. Il cinema fa tutto al contrario. Colpa di un quadro pompier francese di Jean-Leon Jerome. Ci arrabbiamo se stavolta ci sono gli squali nel Colosseo allagato per fare una battaglia navale tra gladiatori? Come ha detto Scott, i romani facevano il cemento meglio di noi: di sicuro potevano catturare un paio di squali. C’è anche un tipo che cavalca un rinoceronte. Creatività. Per i filologi seccati forse c’è da rilevare che le frasi come Ciò che facciamo in vita risplende nell’eternità sono scolpite nella pietra in inglese, altre più tradizionali e un graffito sul muro che specifica una modalità della fellatio da lupanare sono in latino. Poi però l’eroe (Mescal) quando dovrebbe stare zitto cita Virgilio. E così è chiaro a tutti che Lucio, il figlio di Lucilla, non era stato concepito con Lucio Vero ma con Massimo Decimo Meridio, il gladiatore 1. Per salvarlo dalle trame imperiali l’hanno mandato in Numidia, cresce odiando Roma e nelle guerre giugurtine viene fatto prigioniero dal generale Acacio (Pascal), che ha sposato Lucilla, e viene portato a Roma come gladiatore: ora Lucio si chiama Annone. A Roma comandano due imperatori gemelli, ovviamente perversi, capricciosi e bistrati come rockstar, ma il vero ambizioso è l’ex gladiatore Macrino (Washington) che ha fatto i soldi coi giochi del circo e i vizi dei senatori e vuole usare Lucio per prendersi il potere imperiale, mentre Acacio vuole restaurare la Roma del sogno di Marco Aurelio e di Massimo Meridio. Nella prima parte Lucio/Annone torna a Roma come ci tornava il padre, nella seconda unisce i gladiatori alla maniera del padre, nella terza ripristina la pace sociale come voleva il padre. Il contenitore è degno di Scott, il contenuto però funziona solo quando strizza l’occhio al padre…






































