Le déluge- Gli ultimi giorni di Maria Antonietta
di Gianluca Jodice
con Guillaume Canet, Mélanie Laurent, Aurore Broutin, Hugo Dillon, Fabrizio Rongione
Dopo di me il diluvio. L’ha detto Luigi XV? L’ha detto la Pompadour parlando con Luigi XV? Il Luigi di questo film è il re Luigi XVI, è il 1792, è prigioniero alla Tour du Temple con la regina Maria Antonietta (che si prende il titolo, ma il film sembra di più sul re…), i figli, la sorella, dame e il valletto che terrà un diario. Il re di Francia è diventato il cittadino Luigi Capeto, gli hanno tolto il titolo, le medaglie, la biancheria di ricambio e il rasoio. L’ex famiglia reale è detenuta in attesa di giudizio dalla Convenzione mentre fuori la rivoluzione francese comincia a tagliare teste. È un film in tre parti (Gli Dei, Gli Uomini e I Morti) fotografato in toni perla e oro su bianco (o su sangue) in un limbo dove si attende un verdetto che sa già di morte. E i protagonisti sembrano fantasmi. Maria Antonietta ha suonato davvero la Marsigliese su una pianola? Pare di sì, lo conferma il valet de chambre nel suo diario. Hanno davvero sfottuto il re perché i sovrani di Francia avevano fama di guarire gli scrofolosi? Chissà. La regina ha dovuto prostituirsi per avere cibo e sottovesti? Il regista dice che tutto è filologico, e il taglio in effetti rimanda, proprio perché sembra un limbo di fantasmi, ai ritratti “storici” di Sokurov. Filologici gli abiti, le parrucche, le divise di un esercito che è ancora quello della monarchia ma è in mutazione repubblicana e non sa bene com’è il futuro. È un film di restaurazione? Revisionista? No. Un film sui disastri delle transizioni. Si dice proprio che qualcosa sta per nascere e che la levatrice della Storia è la violenza e stanno per entrare in scena i brutti, gli sporchi e i cattivi. Come dice un orbo veggente della Convenzione (chissà se è vero) tra quello che si voleva e quello che si è ottenuto c’è una distanza segnata dalla violenza. Jodice aveva esordito sulla fatica di vivere di D’Annunzio (spiato) nel Cattivo poeta. Sorrentino tra i produttori.






































