La Bestia

Il racconto di Henry James alla maniera di Bonello

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The Beast
di Bertrand Bonello
con Léa Seydoux, George MacKay, Guslagie Malanga, Dasha Nekrasova, Martin Scali

Per capire il film di Bonello bisogna sapere di cosa tratta il racconto di Henry James da cui è tratto: La bestia nella giungla del titolo è il presentimento del protagonista che nella sua vita qualcosa, un evento, una comprensione, forse una catastrofe è in attesa. Ritrova una donna, la frequenta, non la sposa, la vede invecchiare, ammalarsi e morire. E solo sulla sua tomba capisce che la “bestia” era l’incapacità di provare amore. In The Beast di Bonello la percezione di una catastrofe non spiegabile, non descrivibile e imminente si sviluppa in tre epoche: Lea Seydoux e George MacKay si conoscono in una Parigi del passato inondata dalla Senna. Lei è sposata a un industriale  delle bambole, lui vuole diventare il suo amante, nell’aria c’è l’imminenza del disastro e li attende una strana morte,  ma la loro storia continua nel presente con una minaccia pervasiva in una casa in affitto a Los Angeles e nel futuro, alle prese con l’intelligenza artificiale che cambia le leggi del lavoro e delle emozioni attraverso una presunta purificazione del DNA. Il lentissimo altalenarsi tra tre epoche e le immagini oniriche che aspettano l’arrivo dell’inspiegabile sono la firma dell’autorialità assoluta di Bonello, che presa di  per sé -senza sapere da cosa è ispirata- è esteticamente forte e insieme ha momenti di tedio esasperante.

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