Freud- L’ultima analisi

Il duello che non è mai avvenuto tra il padre della psicoanalisi e C.S.Lewis

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Freud -L’ultima analisi
di Matt Brown
con Anthony Hopkins, Matthew Goode, Liv Lisa Fries, Jodi Balfour, Jeremy Northam

È il 3 settembre del 1939, Hitler invade la Polonia, e Sigmund Freud (Hopkins), fuggito  a Londra da Vienna, attende seccato l’arrivo di Clive Staples Lewis (Goode), ex ateo,  fervente convertito, insegnante di Oxford,  teologo, ironico predicatore, amico di Tolkien e futuro autore di bestseller (Le cronache di Narnia) che l’ha garbatamente preso in giro in un saggio raffinato. Ma è in ritardo perché i treni devono sfollare i bambini in campagna e si temono bombardamenti. Perché si incontrano? Perché il padre della psicoanalisi, ateo combattivo, vuole rispondere per le rime all’avvocato di Dio.  Questo incontro non è mai avvenuto, è un dramma (Freud’sLast Session) di Mark St Germain tratto da un saggio, The Question of God, dello psichiatra di Harvard Armand Nicholi che aveva scoperto che un non identificato “don” (tutor, professore) di Oxford aveva incontrato Sigmund Freud. E Lewis, dopo aver scritto Le lettere di Berlicche era soprannominato “Devil’s Don”, il Don del diavolo. Nicholi su questa ipotesi aveva tenuto anni di corsi. Siamo nella tradizione degli incontri impossibili tra menti eccelse, un puro divertimento, qualcuno l’ha definito alla Tom Stoppard, teatro adattato al cinema per gioco intellettuale. Assisterete allo scontro dialettico tra il patriarca della psiche alle prese con il problema di Dio, la malattia (morirà il 23 di settembre) e la sua personale nevrosi familiare (il rapporto morboso con la figlia Anna) e un difensore della fede molto poco bigotto che dopo la Grande Guerra aveva avuto una storia d’amore lunghissima con la madre del suo migliore amico e nella seconda parte della sua vita sposerà una divorziata americana, con grande scandalo dei colleghi d’università. Ma quello è un altro film, Viaggio in Inghilterra, in cui C.S. Lewis era intepretato, guarda un po’, proprio da Anthony Hopkins. L’ingordo.  Che in questo film firma anche delle musiche. Di Matt Brown va ricordato, se vi piacciono le delizie e gli orrori delle università inglesi, L’uomo che vide l’infinito.

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