Il concerto di Vinicio Capossela, intitolato “Sciustenfeste”, tenutosi il 18 dicembre all’Atlantico di Roma, è stato un viaggio emozionale tra musica, poesia e teatralità. Capossela ha proposto un mix tra il suo repertorio più recente e alcuni brani storici, dando vita a un’esperienza unica che ha emozionato e coinvolto il pubblico in un’atmosfera densa di suggestioni e riflessioni.
La scena si è rivelata fin da subito parte integrante dello spettacolo, caratterizzata da un’ambientazione che rimandava alle atmosfere di un paese sospeso nel tempo, tra l’incanto e la nostalgia. Le luci soffuse contribuivano a creare un’atmosfera onirica, quasi magica, che ha accompagnato l’intero concerto.
Uno degli elementi distintivi di “Sciutenfeste” è stata la forte componente teatrale. Vinicio Capossela, noto per la sua capacità di trasformare ogni performance in una sorta di rito collettivo, ha saputo mescolare il canto con elementi di narrazione. Ogni brano veniva accompagnato da storie e riflessioni che amplificavano il significato del testo e ne esaltavano l’aspetto visionario. La sua voce, che spaziava dal sussurro al grido, dava corpo a un racconto che trascendeva la semplice esecuzione musicale.
Il pubblico romano ha risposto con calore, confermando l’affetto che Capossela suscita da sempre nella capitale.
L’artista ha ancora una volta dimostrato di essere una delle figure più originali e affascinanti del panorama musicale italiano, capace di coniugare la bellezza della parola con quella della musica, creando un legame indissolubile tra il pubblico e la sua arte.





































