Buon settantesimo al grande Denzel Washington

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Denzel Washington

Per la sua naturale eleganza, gestualità e le doti recitative, Denzel Washington è stato per molto tempo definito il nuovo Sidney Poitier. Negli anni però la sua lunga carriera l’ha trasformato in un vero punto di riferimento per chiunque volesse intraprendere la strada della recitazione e molti colleghi che si ritrovano al suo fianco lo considerano già un traguardo.

Il carattere

Denzel Washington è figlio di un pastore pentecostale e di una estetista. La fede ha influenzato molto le sue scelte di vita e osservando i sermoni del padre ha capito quello che poteva essere il potere della performance.

Inizia un percorso di recitazione teatrale ma si laurea anche in giornalismo nel 1977. Negli anni recenti Denzel è sempre stato molto critico nei confronti dei media, in rete si possono trovare molte testimonianze, perché oggi i giornalisti sembrano non cercare più la verità, ma solo la notizia, e con le sue “lavate di testa” zittisce spesso chi lo sta intervistando.

Indubbiamente un carattere forte che l’ha portato anche a polemizzare, sempre in maniera pacata, con qualche collega. Famosa la discussione sul set di Allarme rosso (1995) con Quentin Tarantino, che ne aveva riscritto in parte la sceneggiatura, riguardo l’eccessivo uso di insulti razzisti nei suoi film.

Allarme rosso

Gli esordi e l’Oscar

Le scelte artistiche di Denzel già dai primi anni risultano particolarmente azzeccate recitando nel telefilm Wilma (1977), dove interpreta il fidanzato dell’atleta olimpionica Wilma Rudolph, e partecipando al dramma Coriolano nell’ambito del New York Shakespeare Festival.

Nel 1981 ha il suo primo ruolo cinematografico in Il pollo si mangia con le mani, dove interpreta il figlio illegittimo di George Segal.

Inizia poi una serie di interpretazioni importanti con Storia di un soldato (1984) di Norman Jawison e Power – Potere (1986) di Sidney Lumet. Il grande salto arriva con Grido di libertà (1987) di Richard Attenborough dove veste i panni dell’attivista sudafricano Steve Biko, per cui riceve la sua prima nomination agli Oscar come attore non protagonista.

La famosa statuetta la otterrà meritatamente due anni dopo per il ruolo di un soldato nella guerra di secessione americana nel bellissimo Glory – Uomini di gloria. Famosissima la scena in cui impassibile riceve delle ingiuste frustate per non aver rispettato gli ordini dei superiori. Al suo fianco nel film anche Morgan Freeman.

Glory

I film più importanti

Arrivano poi due opere importanti con il regista Spike Lee: Mo’ Better Blues (1990) e soprattutto Malcolm X (1992), storia del leader afroamericano per cui riceve un’altra nomination, ma questa volta come attore protagonista. Per molti critici è una delle sue migliori interpretazioni.

Gli anni ‘90 lo vedono collaborare con autori importanti come Kenneth Branagh in Molto rumore per nulla (1993), con il grande Alan J. Pakula ne Il rapporto Pelican (1993), con Jonathan Demme nel famosissimo Philadelphia (1993) a fianco di Tom Hanks, ma Denzel interpreta il personaggio più complesso, in He Got Game (1998), sempre di Spike Lee.

Nei ‘90 interpreta anche due film di enorme successo commerciale come l’horror Il tocco del male (1998) e il thriller Il collezionista di ossa (1999) con Angelina Jolie.

Philadelphia

Per poter entrare al meglio nei panni del pugile Rubin Carter, Denzel si allena per un anno con il trainer Terry Claybon. Il film è Hurricane – Il grido dell’innocenza (2000) e dietro la macchina da presa c’è di nuovo Norman Jewison. Per questo ruolo riceve un’altra candidatura agli Oscar come attore protagonista, che vincerà però nel 2001 interpretando uno dei “cattivi” più seducenti e manipolatori che si siano visti al cinema in Training Day (2001).

Il regista Antoine Fuqua, che inizialmente pensava a Mel Gibson per il personaggio principale, usa il genere poliziesco per raccontare come la polizia in America sia spesso una forza di repressione sociale e affianca a Denzel un ottimo Ethan Hawke, che rappresenta il poliziotto/cittadino ingenuo che crede nelle autorità.

Grandi registi

Con Antoine Fuqua lavorerà poi in diverse occasioni: The Equalizer – Il vendicatore (2014), The Equalizer 2 – Senza perdono (2018), nel pessimo The Equalizer 3 – Senza tregua (2023) e ne I magnifici 7 (2017).

Altri registi significativi per la sua carriera sono sicuramente anche i fratelli Tony e Ridley Scott. Con il primo reciterà in Allarme rosso (1995), nel crudo Man on Fire – Il fuoco della vendetta (2004), Déjà vu – Corsa contro il tempo (2006), Pelham 123 – Ostaggi in metropolitana (2009), Unstoppable – Fuori controllo (2010). Con Ridley in American Gangster (2007) e nel recentissimo Il gladiatore II (2024).

Il gladiatore II

Dietro la macchina da presa

Il fatto di lavorare con registi importanti della storia del cinema ha inevitabilmente portato l’attore a cimentarsi dietro la macchina da presa con un discreto successo. Il primo film è Antwone Fisher (2002), poi The Great Debaters – Il potere della parola (2007), ma di maggior rilievo per la critica è sicuramente Barriere (2016), con cui vince l’Oscar come miglior attrice non protagonista Viola Davis, e infine il discreto Le parole che voglio dirti (2021).

Barriere

La vita privata e il futuro

Sposato dal 1983 con Paulette Pearson, Denzel ha quattro figli, tutti impegnati nel mondo del cinema nelle vesti di produttori, registi o attori.

All’American Black Film Festival di Miami Beach nel giugno 2024 ha dichiarato che potrebbe essere vicino al ritiro, ma osservando la sua importante e continua carriera teatrale, i due Oscar vinti su un totale di nove candidature come attore e svariati altri premi internazionali sembra davvero impossibile non vederlo più sul grande schermo.

Per i fan è l’unico vero Denzel del cinema e la sua partecipazione in un film diventa automaticamente un buon motivo per pagare il biglietto.

Massimo Santimone
Nato a Genova nel 1967 e vissuto felicemente con un cinema a due metri dal portone di casa. Con un diploma in sceneggiatura preso presso la Scuola d’Arte Cinematografica di Genova ho realizzato diversi spot e cortometraggi, di cui uno fighissimo dal titolo “Il Caso Ordero”. Una cosa tira l’altra e sono arrivato a fare inserti di cinema e poi programmi in diverse radio: Radio Genova Sound, Radio Nostalgia, Radio City e ora Radio Aldebaran. Dal 2017 sono il direttore dei programmi del Riviera International Film Festival.

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