Better Man. La vera storia di Robbie Williams

Ritratto dell'artista da scimmia. Bestiale

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Better Man.
La vera storia di Robbie Williams
di Michael Gracey
con Robbie Williams, Jonno Davies, Steve Pemberton, Damon Herriman, Raechelle Banno

La career story di un bambino che per vincere la sensazione di non valere molto arriva a conquistare tutto. E nel mondo del pop britannico, partendo da una boys band costruita, per reazione a un padre che invece di fare il barista voleva essere un cantante. Un ottovolante di gomitate, disastri, trionfi, palchi oceanici e tutte le droghe del mondo. Roba nuova? Mica tanto. Bella? Insomma. Efficace? Esagerata. Ma l’idea geniale, o l’idea che potrebbe tenere lontano lo spettatore, è che il belloccio, famosissimo, esagitato e superdrogato Robbie Williams è interpretato da una scimmia (sarà una metafora? tutto scimmia invece che con la scimmia sulla spalla?) Beh, la metafora dell’autostima carente che ti fa sentire (e comportare come) una bestia funziona: oggi gli effetti speciali rendono i volti animali quasi più espressivi di certi attori, e un Robbie Williams scimmiesco è di simpatia plausibile. Il recensore conferma che è entrato quasi senza sapere chi fosse l’ex Take That e ha scoperto strada facendo che le canzoni le aveva sentite tutte, in giro, senza sapere di chi fossero. Erano nell’aria. Questo è il successo. Il film va al galoppo è dopo un po’ fa l’effetto di un mare in tempesta dove gli spettatori stanno un po’ troppo vicini a riva. Rischi di uscirne fradicio. Ma è la cifra di Gracey: ti inonda

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