Here

Tutto il tempo dall'inizio del mondo in un angolo: qui

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Here
di Robert Zemeckis
con Tom Hanks, Robin Wright, Paul Bettany, Kelly Reilly, Michelle Dockery

A un certo punto Robert Zemeckis ha smesso di manipolare gli umani (nel senso di attori di carne portati nei territori di Ritorno al futuro, La morte ti fa bella, Forrest Gump, Contact) e ha sperimentato con l’elettronica (Polar Express, Beowulf, A Christmas Carol) e così è stato più chiaro che dietro i fuochi artificiali dell’ironia girava un senso di morte niente male. Adesso si è cimentato con la carta e il disegno. Here il “fumetto” di Richard McGuire (lo so, il termine è riduttivo) era nato nel 1989 su 6 vignette, fisse sull’angolo di un appartamento. Poi si è espanso fino a una graphic novel di 304 pagine tutta su cosa passa in quell’angolo di appartamento (c’è una finestra, si vede anche l’esterno) dall’estinzione dei dinosauri al 2033. Un film in cui lo spazio è fisso e gli attori l’attraversano va contro tutto ciò a cui siamo abituati, come i rari film in cui tutto quello che succede è in soggettiva del protagonista. Sono claustrofobici. Zemeckis ha osato: il film Here usa l’elettronica e la geometria per dirti cosa è successo agli umani (non solo e non tutti, sono 500 miliardi di anni) che si succedono in quello spazio dove sarà costruito quell’appartamento, dall’inizio del mondo ai nativi americani ai coloni sfiorando Benjamin Franklin con l’aquilone fino a noi, ad alcune coppie che passano di lì. Una famiglia in particolare costituita dagli stessi attori di Forrest Gump (Hanks e Wright) che forse possono amarsi (o soffrire) un po’ di più. La sfida è angosciosa, ma vale la pena.

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