Solo capolavori – Il cinema di Satyajit Ray e Mira Nair

Dall’ 11 al 18 gennaio 2026 alla Cineteca Milano Arlecchino la rassegna dedicata ai due registi più rappresentativi del cinema indiano vissuti in epoche diverse, ma che mette a confronto gli aspetti più vicini dei due autori

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Solo capolavori - Il cinema di Satayajit Ray e Mira Nair

La manifestazione è il frutto della collaborazione con il PAC di Milano, dove fino all’8 febbraio è in corso la mostra “India. Di bagliori e fughe”

Satyajit Ray, uno dei grandi maestri del cinema  cinema mondiale degli anni ’50 del Novecento, nasce a Calcutta nel 1921 e si dedica giovanissimo alla pittura e al cinema, diventando aiuto regista di Jean Renoir. Esordisce nel lungometraggio con Il lamento sul sentiero (1955) influenzato dal neorealismo italiano, adattandolo a temi e figure del suo Paese. Seguono L’invitto (Aparajito) del 1957 e Il mondo di Apu (1959). Successivamente si confronta con la letteratura e le tradizioni indiane ed analizza con sguardo umanistico i conflitti con la cultura occidentale, esplorando i generi più diversi con moduli stilistici sempre nuovi in film quali La stanza della musica (1958), La dea (1961), La grande città (1964), Il serraglio (1966), La casa e il mondo (1984) e Il visitatore (1992). Muore a Calcutta nel 1992.

Mira Nair, invece, nata a Rourkela, Odisha, nel 1957, è una cineasta che ha saputo raccontare aspetti della vita sociale del suo Paese, la povertà, il razzismo e l’integrazione razziale, facendosi apprezzare in Occidente. Dopo gli studi universitari a New Delhi, si trasferisce negli Stati Uniti e alla fine degli anni Settanta firma quattro documentari per poi dirigere il primo lungometraggio, Salaam Bombay! (1988), per il quale è stata insignita del premio Camera d’oro per la miglior opera prima al Festival di Cannes. Mira Nair  continua a indagare temi sociali nei  suoi film successivi  quali Mississippi Masala (1991) e La famiglia Perez (1995).

Con Monsoon Wedding (2001, Leone d’Oro alla Mostra del cinema di Venezia) ha intrapreso la strada della commedia. Affascinata dal romanzo Vanity Fair dell’inglese W.M. Thackeray, lo trasforma in La fiera della vanità, un film raffinato e molto curato nei dettagli. Nel 2006 gira Il destino nel nome – The Namesake (2006), storia di una famiglia e delle difficoltà di adattamento in un Paese straniero. Tra gli altri titoli, si ricordano Amelia (2009) e Il fondamentalista riluttante (2012), che ha aperto la 69° Mostra del cinema di Venezia.

I titoli della rassegna: Domenica 11 gennaio, ore 16.45 Il lamento sul sentiero; Martedì 13 gennaio, ore 19.00, L’invitto (Aparajito), Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia 1957; Venerdì 16 gennaio, ore 16.00, Salaam Bombay!; Domenica 18 gennaio, ore 17.00, Il mondo di Apu; Martedì 20 gennaio, ore 14.45, Monsoon Wedding, Leone d’Oro alla 58esima Mostra del Cinema di Venezia; Mercoledì 21 gennaio, ore 19.00, La sala della musica; Giovedì 22 gennaio, ore 21.00, Kamasutra; Domenica 25 gennaio, ore 19.00, Mississippi Masala; Lunedì 26 gennaio, ore 17.00, La dea; Mercoledì 28 gennaio, ore 19.00, La moglie sola.

 

Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente collabora a Diari di Cineclub, Grey Panthers, il Migliorista, Riquadro.com, pagina facebook Sncci Lombardia. Ha pubblicato nel 2021 per Aiep Editore “L’altra metà del pianeta cinema-100 donne sul grande schermo”, nel 2022 per Haze Auditorium Edizioni “Cinemiracolo a Milano. Cineclub, cinema d’essai e circoli del cinema dalla Liberazione a oggi” e nel 2026 per Algra Editore “Le grandi dinastie cinematografiche – Il cinema di padre in figlio”.

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