Oltre i confini dell’Europa: i Balcani e noi, dagli anni Novanta a oggi è il tema del festival dell’edizione 2025
130 film, tra anteprime italiane ed eventi speciali, concorsi internazionali e sezioni tematiche, costituiscono il programma della 36esima edizione del festival diretto da Nicoletta Romeo, il primo e principale appuntamento italiano dedicato al cinema dell’Europa centro orientale, nato alla vigilia della caduta del Muro di Berlino, che continua a essere un osservatorio privilegiato su cinematografie e autori da scoprire, con i nomi più interessanti del cinema europeo. Giovedì 16 gennaio vi sarà una doppia inaugurazione: la proiezione dell’ultimo film di Peter Kerekes, Wishing on a star, storia dall’Italia ai più lontani lidi del mondo lungo il lavoro dell’astrologa napoletana Luciana, a cui seguirà – nell’apertura del Politeama Rossetti (20 gennaio) – l’anteprima italiana de Lo Spartito della Vita (Sterben) di Matthias Glasner, comedy-drama tedesca, ironica e graffiante, sul rapporto tra affetti e morte in una famiglia disfunzionale eppure ancora viva. Quest’ultimo sarà introdotto in sala dalla proiezione del film muto, il corto del 1921 The Perl of the Ruins di Giovanni Vitrotti, accompagnato da una performance live con il pianoforte a cura di Andrej Goričar. Rapporti familiari e ricerca di nuove possibilità sono al centro anche dell’evento di chiusura, con la prima nazionale di Crossing di Levan Akin, seguito dall’anteprima italiana del documentario The invasion di Sergei Loznitsa sull’invasione russa dell’Ucraina, mentre dalla Polonia vedremo Under the volcano di Damian Kocur. Il cartellone del festival propone ancora le anteprime italiane di My Late summer di Danis Tanović, film dolce-amaro che indaga il passato nel Paese con una storia di eredità e perdono; The new year that never came di Bogdan Mureşanu, commedia incentrata nella Romania del 1989 sull’orlo della rivoluzione che ha portato alla caduta di Ceaușescu e del regime comunista. Nella Romania post-socialista, è ambientato Eight Postcards from Utopia di Radu Jude, documentario assemblato esclusivamente con pubblicità di quel periodo storico. Tra i lungometraggi Fuori Concorso vedremo Slow di Marija Kavtaradze, che racconta il legame e la ricerca di una nuova intimità tra l’insegnante di danza Elena e l’interprete del linguaggio dei segni Dovydas; Eleven Tomorrows: Berlinale Meets Football, realizzato per i Campionati europei di calcio 2024 in Germania, un film articolato in undici cortometraggi documentari su undici squadre giovanili molto diverse tra loro. Dall’antica tragedia greca origina invece Meat di Dimitris Nakos, dove un patriarca deve decidere il destino di suo figlio e del ragazzo che ha cresciuto, quando una lunga faida tra vicini si trasforma in omicidio e dall’Italia Il mio compleanno” di Christian Filippi, storia di una fuga giovanile, alla ricerca della propria madre. Per il Concorso Documentari il festival propone 10 titoli in anteprima nazionale che toccano temi quali il recupero della memoria e il rapporto con il passato, i problemi della quotidianità e della precarietà del lavoro, il mutamento del paesaggio, l’atrocità della guerra. Nel cartellone anche In Limbo di Alina Maksimenko, storia di una famiglia ucraina catapultata nel conflitto con la Russia; Trains di Maciej J. Drygas, ritratto collettivo in bianco e nero, tra i vagoni del treno e le stazioni ferroviarie; il rumeno Alice on & off di Isabela Tent, girato nell’arco di dieci anni, storia della sedicenne Alice, che diventa madre di Aristo; Termini, quindicesimo film della regista lettone Laila Pakalniņa; To be continued. Teenhood del duo lettone Ivars Seleckis e Armands Začs, una pellicola che per sette anni segue cinque bambini in diverse parti della Lettonia e il polacco A Year in the Life of a Country di Tomasz Wolski, film che esplora i retroscena degli eventi passati nella Polonia comunista del 1981 con l’avvento di Solidarność.







































