L’abbaglio

L'impresa di Garibaldi secondo Andò. Un'altra stranezza...

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L’abbaglio
di Roberto Andò
con Toni Servillo, Salvo Ficarra, Valentino Picone, Tommaso Ragno, Giulia Andò

Un’altra stranezza siciliana per Andò, che ripropone la squadra di La stranezza, perché squadra che vince, eccetera. Un Attore e due Buffoni. I termini, non sono dispregiativi: indicano i ruoli in commedia (come nella Stranezza): anche stavolta l’Attore è un severo Servillo comandante dell’esercito borbonico che passa dalla parte di Garibaldi e organizza il reclutamento dei Mille in partenza da Quarto, e i Buffoni sono Ficarra e Picone, un contadino lontano dal suo amore e un baro in fuga che si finge veneto, che usano l’impresa di Garibaldi per farsi dare un passaggio fino alla Sicilia. Per fifa e convenienza disertano alle prime cannonate dei borbonici, hanno disavventure picaresche (uno si finge muto in un convento, come nel Decamerone) e mentre i garibaldini e picciotti sono alle prese con battaglie e repressioni, i nostri cialtroni, come nella Grande Guerra Gassman e Sordi, rischiano di diventare eroi. Per capire cos’è l’abbaglio del titolo, dovete vedere come va a finire e non lo possiamo raccontare. Insomma, qui si fa l’Italia o si muore. O almeno si sogghigna. Ma l’operazione è più oleografica e meno riuscita di La stranezza.

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