La cura per Giorgia? Sanremo!

“La cura per me” è il titolo del brano sanremese della cantante romana. E si annuncia come uno dei favoriti. Le sue dichiarazioni.

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foto di Paolo Santambrogio

«Che siamo arrivati a un altro Sanremo mi sembra incredibile solo dirlo, anche perché non era proprio nei miei programmi», così Giorgia apre la conferenza stampa milanese per presentare la sua quinta partecipazione al Festival trentun anni dopo il suo debutto sul palco dell’Ariston con E poi.

«È iniziato tutto l’anno scorso con Amadeus, che mi ha dato l’occasione di essere la sua co-conduttrice per il 30nnale di quella che è diventata una mia canzone-simbolo. Poi mi sono trovata a seguire una strada diversa, a presentare la serata “Tutti per uno” del Volo e poi un “X Factor” ricco e intenso, che mi ha permesso di imparare molte cose nuove. Nel frattempo non ho fermato la parte musicale della mia attività. Mi sono impegnata con un team nuovo, quello di Slait (ovvero Ignazio Pisano, produttore che lavora con Lazza e Salmo, ndr) a provare canzoni, parlare di una nuova visione, pensare immagini, stabilendo un rapporto intenso con qualcuno che ti guarda con un occhio diverso da quello cui sei abituata, che ti guarda con occhi meno focalizzati su tutto il tuo percorso».

Giorgia, lei ha avuto un 2024 particolarmente impegnativo…

«Come non ero abituata, ma le opportunità vanno colte quando si presentano. Così ho fatto il doppiaggio di a Matangi, il personaggio del film Disney “Oceania 2”,e Ferzan Ozpetek mi ha chiamata, 22 anni dopo “Gocce di memoria” (scritta per il film del regista turco “La finestra di fronte”, ndr) a realizzare la canzone dei titoli di coda del suo film Diamanti. E poi è saltata fuori questa canzone, “La cura per me”, che mi ha emozionato come mi emozionavano le canzoni di una volta fin dal provino. Ho sentito qualcosa dentro che mi ha fatto pensare che era davvero una di quelle che vuoi cantare. Mentre la ascoltavamo ancora qualcuno ha detto “la mandiamo a Carlo Conti?” Mi sono messa le mani in faccia, non era previsto il festival. Anche perché a 30 anni da “Come saprei” (la canzone che vinse la kermesse nel 1995, ndr) mi porto la responsabilità di quello che è stato fatto. Staremo a vedere, il brano è da lucciconi agli occhi e l’orchestra, dopo la prova, era in piedi che applaudiva. Sento già una certa pressione ma la curerò con validissimi tranquillanti.»

Dopo il secondo posto nel 2001 con Di sole e d’azzurro non è mai tornata in gara fino al 2023 con Parole dette male quando arrivò sesta. Quest’anno però la danno tra i favoriti…

«Il Sanremo di due anni fa era quello dopo il Covid, durante il quale mi ero molto chiusa. Mi è servito moltissimo, mi ha ridato la mia realtà, la scintilla che credevo di aver perso. Fu una settimana difficilissima, una sorta di momento buio, anche perché il brano non fu un grande successo, che ti aiuta più di quelli di successo. Interiormente è stato fondamentale, ho fatto una trasformazione, mi sono detta “questa sono io e devo lavorare per questa passione”. Se non ci fossi andata sarei ancora chiusa in casa a cercare di capire cosa fare.

Dirmi favorita mi mette ansia, anche se i pronostici non ci azzeccano mai. Però sono convinta che Sanremo lo debbano vincere i ragazzi, io ho già dato. La mia gara è riuscire a fare bene quello che devo fare. È questa la mia vittoria, anche perché il festival ti fa bene anche quando non vinci, se il lavoro è fatto come va fatto».

La canzone è firmata da due giovanissimi, Blanco e Michelangelo, eppure ha un suo andamento melodico, specie nell’inciso…

«Mi piace confrontarmi con la musica che cambia. È un’ispirazione. Ho sempre cercato di non ripetermi, perché la ricerca musicale è linfa, benzina, vita. Trovo nella musica nuova cose che mi appartengono, perché sono vicine a quello che ascoltavo da ragazzina, sono nelle mie radici. E poi in questi musicisti, Blanco e Michelangelo, c’è una classicità che non ti aspetti da loro così giovani. Sanno unire i due lati, così la strofa è più contemporanea, mentre l’inciso è più “lightness”. E poi il testo di Blanco ha una sensibilità particolare, che lo ha portato a scrivere un testo molto ricco, specie per uno della sua età, con parole che sento mie. Quello che vorrei è che vorrei che diventasse una canzone di quelle che non puoi lasciare fuori dalla scaletta dei concerti».

I tre concerti per i 30 anni di Come saprei

Come abbiamo già annunciato, proprio con tre concerti-evento Giorgia si appresta a festeggiare i trent’anni di una di quelle canzoni senza tempo, Come saprei: il 13 giugno alle Terme di Caracalla di Roma, il 25 luglio al Teatro Greco di Siracusa, il 16 settembre alla Reggia di Caserta. Cui seguirà una tournée nei palasport, subito dopo la realizzazione del nuovo album. «Se fosse per me non farei mai un nuovo disco, non sono mai soddisfatta. Oggi ho chiesto a Slait di essere guidata, cosa che non ho mai fatto, volevo sempre il controllo totale. E stiamo lavorando alacremente, la ricerca delle canzoni va avanti da mesi, senza limiti, compatibilmente con le cose da fare».

Raffaello Carabini
Che dire? Basta citare la cura di oltre 250 cd compilation di new age, jazz, world e quant’altro? Bastano una ventina d’anni di direzione artistica dell’Etnofestival di San Marino? Bastano i dieci come direttore responsabile di Jazz Magazine, Acid Jazz, New Age Music & New Sounds, Etnica & World Music? Oppure, e magari meglio, è sufficiente informare che sono simpatico, tollerante, intelligente... Con quella punta di modestia, che non guasta mai.

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