A Complete Unknown
di James Mangold
con Timothée Chalamet, Edward Norton, Elle Fanning, Monica Barbaro, Boyd Holbrook
1961. Al Greystone Hospital di Morristown nel New Jersey c’è la leggenda del folk politico Woody Guthrie, malato e muto: Pete Seeger, altra leggenda musicale e attivista (s’è appena scontrato in tribunale con un’accusa di oltraggio) gli fa compagnia e suona per lui la chitarra acustica. Arriva in taxi il “perfetto sconosciuto” del titolo con una chitarra a tracolla e una canzone scritta apposta per Guthrie. Canta. Stupore. Seeger lo introduce al giro dei club e dei discografici folk e in un crescendo stupefacente lo sconosciuto diventa subito una leggenda anche lui, Bob Dylan, ma cambia le regole del folk impegnato americano . Seguiamo i suoi amori privati e pubblici (Joan Baez), i suoi silenzi, i suoi occhiali neri, una canzone più azzeccata dell’altra ed ecco l’effetto di ritorno: Dylan già famosissimo è anche già stufo del genere che ha trasformato (e l’ha trasformato) e del ruolo in cui l’hanno incastrato: basta folk e impegno, ora vuole fare rock e poesia e usare una band con strumenti elettrici. Per i puristi è eresia, equivale a un tradimento politico e a una scissione. E lui la mette in pratica proprio nel luogo sacro al folk, il festival di Newport. Ma il mondo va avanti proprio quando chi canta i tempi stanno cambiando li cambia e va oltre. Anche a costo di uno strappo doloroso. Insomma, James Mangold, cosceneggiatore con Jay Cocks a partire dal libro Dylan Goes Electric di Elijah Wald (da noi uscito come Il giorno che Bob Dylan prese la chitarra elettrica) è riuscito a raccontare la prima parte della vita di Robert Zimmermann, il menestrello di Duluth che col nome d’arte di Bob Dylan è arrivato al premio Nobel per la letteratura, e coerente con i passaggi precedenti, ha snobbato la cerimonia ufficiale (ma in una cerimonia privata poi sì, l’ha accettato). Mangold è un colto tuttofare che si è confrontato col poliziesco maliconico (Cop Land), il sentimentale, lo psichiatrico (Ragazze interrotte), il western (Quel treno per Yuma), il rock di Johnny Cash (Quando l’amore brucia l’anima), il racconto automobilistico (Le Mans ’66- La grande sfida), i personaggi Marvel (due Wolverine) e persino l’ultimo Indiana Jones e il quadrante del destino. Molti temevano che su Dylan crollasse, e invece ha avuto da Dylan anche l’imprimatur e una benedizione. E Il Dylan di Chalamet e il Seeger di Edward Norton sono onestamente da premio. Chalamet canta davvero come Dylan? Dicono che s’è addestrato 5 anni. Ci crediamo? È il cinema…





































