Jovanotti racconta “Il corpo umano” e il “Palajova”

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Jovanotti
@Maikid

Il 31 gennaio esce Il corpo umano Vol. 1, il nuovo album, di Jovanotti che arriva a otto anni di distanza da Oh, vita! e a tre da Il disco del sole. Contiene 15 nuove canzoni. ognuna parte di un corpo unico, un corpo umano che torna a vivere e a danzare. Per scriverslo, Jovanotti ha impiegato oltre 2 anni e mezzo, e dice che è solo il primo volume di un lavoro più articolato.

Spiega: «Il corpo umano è un viaggio musicale che parla di rinascita, libertà e autenticità: ogni traccia è una tappa di un percorso personale e universale, dove emozioni profonde e introspezione si fondono con suoni contemporanei e contaminazioni globali. L’album è un invito ad esplorare i confini della propria identità, a sentire e sentirsi vivere, affrontare le sfide del cambiamento e celebrare la vita nei suoi aspetti disparati. È un manifesto di cambiamento e di volontà, pieno di romanticismo e di gusto per l’arte della canzone pop. Ogni canzone è un pezzo di vita, un passo verso nuovi orizzonti, un messaggio chiaro: vivere senza filtri e trasformare le proprie fragilità in forza. Guardare avanti con
entusiasmo e (ri)prendersi la vita».

Jovanotti
@Ghidini


Sulla nascita di questo progetto Lorenzo racconta: «Il titolo è nato prima delle canzoni, sono entrato in studio a realizzare i pezzi quando ho avuto il titolo e subito dopo l’idea della copertina dell’album. In pratica ho iniziato a costruire questo “edificio” partendo dal tetto. Il mio album si chiama Il corpo umano non solo perché è stato il mio personale campo di indagine e di battaglia dell’ultimo anno e mezzo, ma soprattutto perché il mio viaggio mi ha aperto panorami nuovi rispetto a questo argomento inesauribile. Detto in poche parole è con il corpo che attraversiamo il passaggio terreno, prima e dopo è un grande mistero, durante possiamo essere e osservare, vivendo. Normalmente sentiamo di avere un corpo quando il corpo si rompe o si ammala, così come ci accorgiamo dell’aria quando ci viene a mancare, così come scopriamo che esiste il tempo quando alle cose che iniziano si affiancano quelle che finiscono e noi ci stiamo in mezzo. Si tratta quindi, per me, di iniziare o proseguire con nuova consapevolezza un lavoro sul “sentire” il corpo, l’aria, la luce, le cose che iniziano, quelle che finiscono, il respiro, i cambiamenti in atto, il dolore, il piacere, la guarigione, l’amore, gli altri, la natura, l’epoca, la cura, le emozioni, le idee, il flusso dei pensieri. Quella verità estatica che
la vita a volte ci offre e che per tutta la prima parte della vita non cogliamo perché siamo immersi in un tipo di vitalità che poi ci accorgiamo essere stata una preparazione a quello che siamo oggi. Diventare, continuare a diventare è impegno e sfida, fino all’ultimo attimo, a bordo di un corpo fragile e infinito, mutevole e unico, come la vita stessa».

Di seguito, una video-sintesi della presentazione de Il corpo umano fatta da Jovanotti. Sotto, la copertina dell’album.

Jovanotti

Le canzoni raccontate da Jovanotti

Montecristo: è il singolo che ha inaugurato il mio nuovo percorso artistico, uno dei miei testi più profondi e introspettivi capace di traghettarci in territori inesplorati. La voce è al centro di un cielo lirico fatto di archi e di un pavimento urbano fatto di reggaeton elettronico incalzante, creando così un’atmosfera spiazzante, un’inquietudine vitale e struggente, tutta da ballare. Parla di rinascita, di elaborazione del trauma, di cambiamento e
di libertà.

Fuorionda: secondo singolo  esplora il tema della vita vissuta a metà tra il pubblico e il privato, con un mix di introspezione e leggerezza. Il groove è energico e coinvolgente. La tematica del “fuorionda” offre spunti riflessivi sulla condizione umana e sulla continua ricerca di autenticità in un mondo spesso dominato dalle apparenze

Un mondo a parte: questo brano si distingue per la sua delicatezza e la sua capacità di evocare emozioni profonde. Sulle note calde di un pianoforte, parte un viaggio intimo e avvolgente capace di toccare corde universali tra le curve imprevedibili delle relazioni.

Senza se e senza ma: una dolce ballata d’amore dalla melodia country pop. È un’altra storia di vita: brano dedicato alla voglia e alla possibilità di un nuovo inizio, celebra un amore maturo e consapevole, che accetta i difetti dell’altro e li trasforma in punti di forza.

La mia gente: canzone di speranza e libertà, si presenta fin dai primi versi come un inno alla ricerca di sé stessi, un invito a liberarsi dalle catene e farsi trasportare dalla vita. Come un mantra, il ritornello viaggia su contrastanti e avvolgenti sonorità folk rock: “Sentiremo sulla pelle la carezza dirompente / Vento del deserto che muove carovane verso una terra promessa d’oriente / Mai più schiava di nessuno la mia gente”.

Le foglie di te:  tra ritmi afrobeat e amapiano, Le foglie di te evoca connessioni romantiche con la terra e il mondo naturale. I ritmi percussivi, incalzanti e ipnotici che fanno da tappeto a una forte dichiarazione d’amore creano un’atmosfera intensa e coinvolgente. In questo pezzo l’africa urbana di oggi incontra i pittori italiani del rinascimento, e insieme scoprono di trovarsi benissimo.

Grande da far paura: è una riflessione sulle fragilità e sulle contraddizioni proprie dell’esperienza umana. La musica amplifica e segue il messaggio del testo, creando un emozionante contrasto tra l’intensità delle parole e la forza dei suoni. Un inno alla vulnerabilità ci mostra come, nonostante le paure e il desiderio di apparire forti, è nell’accettazione di sé e nel coraggio che risiede una delle chiavi per vivere la vita in modo più autentico e pieno, unicoper ognuno: “Vivi la tua avventura / Respira”.

Innamorati e liberi: felicità contagiosa e gioia spensierata e inappagata, Innamorati e liberi combina temi di amore e libertà con una musicalità hippy, rock and soul. Il titolo suggerisce un messaggio di apertura e la musica fa da perfetto amplificatore a queste sensazioni. I cori aggiungono una dimensione edificante al brano con un richiamo gospel, creando una sorta di invito collettivo a vivere senza catene, a celebrare l’amore come atto di liberazione, unione autentica e senza freni.

101: un brano riempipista. Sound avvolgente influenze mediorientali e un groove potente tra northern soul e anni ‘60 italiani, 101 approfondisce il concetto di normalità e anormalità,
rischio e comfort zone: “Pare che sia normale / Ma di normale qui non c’è nessuno”. 101 è un brano sintesi che racchiude il senso del ripartire sempre. “Se cado 100 volte / mi rialzo 101…dammi una mano però”.

Universo: le note di una chitarra latina fanno da incipit a un pezzo musicalmente pazzo, caldo e solare, con influenze e contaminazioni estremamente latine urban ed eterogenee. Una nuova dichiarazione d’amore da ballare immersi nella mia amata America Latina che trasmette l’idea di un legame universale, come se insieme si potesse abbracciare l’intero mondo. 

Lo scimpanzé: analizza le tematiche della società diventando lo specchio delle sue contraddizioni, dei suoi conflitti e delle sue tensioni. È una riflessione critica su ciò che accade nel mondo contemporaneo che, attraverso un testo incisivo e una musica ritmata, quasi esotica, che lo sostiene, diventa una denuncia e una chiamata all’azione, all’amore e alla tolleranza.

L’aeroplano: una melodia in minore lenta e cadenzata mi riporta ai ricordi di quand’ero bambino, incantato dalla prospettiva di esplorare il mondo a bordo di un aeroplano. Quel sogno, un tempo lontano, si intreccia con la realtà di un uomo che, pur avendo realizzato i propri desideri grazie alla musica, conserva intatta la meraviglia di un bambino. E così, anche oggi, quando la felicità mi avvolge, non posso fare a meno di imitare il volo con le braccia, proiettandomi verso nuovi orizzonti. Tratto da una storia vera. La mia.

La grande emozione: il brano racconta di un momento di crisi creativa, di quel vuoto che a volte si insinua nell’anima di un artista. È il racconto di una canzone che tarda ad arrivare, di un sipario che sembra volersi abbassare. È una riflessione sul passare del tempo e sull’importanza di accettare i cambiamenti, ed è proprio in questi momenti di difficoltà che emerge la mia vera forza, la capacità di ritrovare l’ispirazione e di ricominciare.

Celentano:  con Celentano intraprendo un viaggio senza ritorno a cavallo di un beat hip hop lungo le terre esplorate a bordo di due ruote, e le sue vibes cosmopolita. Qui rivendico la mia natura nomade, un cittadino del mondo che trova casa ovunque.

Il corpo umano: ultimo pezzo dell’album e title track, Il corpo umano inizia come un sirtaki e diventa un pezzo da rave party, dionisiaco e liberatorio. Un’ode festosa alle parti del corpo con una melodia che richiama in modo giocoso e pop il ritmo delle danze tradizionali mediterranee. L’ultima strofa del pezzo, quando arrivano gli archi e il canto si fa melodico, è il manifesto poetico dell’intero progetto dell’album e del tour che sta per iniziare. Le sonorità moderne si mescolano con queste radici folk, dando vita a un mix sonoro tanto accessibile quanto irresistibile.

Nel disco c’è una speciale dedica di Lorenzo per chi ha donato amore e significato alla sua vita, una dedica intima e profonda:
A Francesca e Teresa, le mie ragazze.”
Per chi lo segue con cuore e passione, creando un legame che va oltre le parole:
Alla mia gente, a chi lo sente e lo sa.
Per un mondo che, tra difficoltà e speranza, continua a girare, sempre pronto a sorprenderci con grandi lampi di gioia e di luce:
Alla gentilezza degli sconosciuti.

Palajova

Manca poco più di un mese al ritorno live di Lorenzo nei Palazzi dello Sport: Jova ha già collezionato 26 sold out. E ora si aggiubngono due nuove date all’Unipol Forum di Assago il 12 e 13 maggio.

Jovanotti

Racconta Jovanotti: «Le parole chiave nella progettazione del tour sono state Motown e street band, Prince and the Revolution, romanticismo psichedelico. Non si tratta solo di musica, ma di un viaggio multisensoriale, una grande festa che unisce energia, emozioni e condivisione. La progettazione dello spettacolo ha richiesto mesi e impegno collettivo per realizzare qualcosa di indimenticabile per il pubblico. La magia inizia già al momento dell’ingresso: i palazzetti si trasformeranno in spazi unici, pensati per riflettere la visione che ha saputo rivoluzionare il mondo dei concerti. Colori, simboli e dettagli che raccontano il suo universo accoglieranno il pubblico, creando un’atmosfera che è già di per sé un’esperienza. Ogni show sarà un incontro tra creatività e innovazione, dove la tecnologia non è solo un supporto, ma amplifica le emozioni, rendendo ogni attimo irripetibile».

Poi aggiunge: «Il concept dello spettacolo parte dall’idea di “fioritura”, e nasce da alcune esperienze che ho vissuto mentre pensavo al mio ritorno in scena. Tra tutte mi piace pensare ad una parola scritta da Etty Hillesum in una pagina dei suoi diari nei giorni più tragici della sua breve esistenza. Questa parola ha continuato per giorni a risuonare in me: “FIORIRE!».

Sul palco con Jovanotti una band straordinaria: Saturnino a fianco di Lorenzo al basso da trentacinque anni, Adriano Viterbini alla chitarra, Christian Rigano alle tastiere elettroniche, Franco Santarnecchi alle tastiere analogiche, Carmine Landolfi alla batteria, Moris Pradella alla seconda chitarra e ai cori con Micol Touadi e Je nnifer Vargas, Leo di Angilla e KalifaKone, alla sezione ritmica e alla sezione fiati creata da Gianluca Petrella
Camilla Rolando alla tromba e Sophia Tomelleri al sax.

Jovanotti
@ƒilippo Maffei
Redazione
Spettakolo! nasce nel 2015 e si occupa di cinema, musica, travel, hi-tech. Alla Redazione di Spettakolo! collaborano varie figure del mondo del giornalismo (e non) desiderose di raccontare tutto ciò che per loro è "spettacolo" (appunto).

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